LA FEDE, LA CHIESA E LA VIA LARGA ALLA MODERNITÀ. UNA PARABOLA PER IL TEMPO PRESENTE.

Marco Tosatti

Mi sono divertito (si fa per dire) leggendo oggi su La Bussola Quotidiana una parabola sulla fede, la Chiesa e il mondo moderno, scritta da Ettore Gotti Tedeschi. Vi consiglio di leggerla, perché forse vi si può trovare una chiave di comprensione per quello che sta accadendo, è già accaduto, in molti Paesi una volta cristiani; anche in continenti, come quello sudamericano, che sembravano tanto promettenti, solo qualche decina di anni fa, e adesso conoscono una vera fuga dal Cattolicesimo (vedi il Brasile, ma non solo).

Si può leggere in filigrana anche qualche storia vera, attuale; la Comunione e Liberazione di don Giussani, quella dell’ultimo quarto del secolo scorso, tanto per capirsi; di forme ecclesiali come l’Opus Dei, e come anche altre iniziative minori, laiche e religiose, che hanno come caratteristica quella di non pensare di adattarsi al mondo moderno, se non nel linguaggio, quanto piuttosto di proporre una strada non comoda, non accattivante, ma che risponda ai bisogni di verità di ciascuno. E che di questi tempi spesso e volentieri vengono presi a bastonate in testa dalle Supreme Autorità.

Nella parabola si parla di un sacerdote che ha creato una missione di successo dove sembrava impossibile, fra chi si occupa solo di affari e non di Dio. Ha avuto un successo tale che invecchiando ha deciso di mandare a studiare a Roma un giovane sacerdote, che dopo molti studi ha deciso che il vecchio modello non avrebbe più potuto funzionare.

“Il vecchio santo sacerdote cercò di obiettare balbettando che le sue chiese invece erano piene e le vocazioni in crescita. La risposta fu immediata: “Solo per ancora poco tempo, ho visto a Roma che è successo, è questione di poco tempo, è indispensabile anticipare i prossimi problemi“. Il vecchio sacerdote non aveva forze per ribattere e gli argomenti erano imposti in modo talmente scientifico e determinato da sembrare forti e convincenti. In pochi mesi la liturgia della messa venne modernizzata, si passò progressivamente a confessioni brevi e comprensive per ogni peccato, si tralasciarono le penitenze, si cominciò a dare la comunione in mano a chiunque, l’omelia nella messa si orientò alla reinterpretazione ed attualizzazione dei Vangeli e si centrò sull’importanza della coscienza soggettiva e sulla comprensione di Dio Padre che per i meriti del Figlio non necessita i nostri meriti. Ma i fedeli non capirono e gradirono i cambiamenti, progressivamente le chiese che il vescovo gli aveva messo a disposizione si vuotarono, i seminaristi che erano entrati per diventare santi si convertirono a sette protestanti e i seminari si svuotarono, i contributi crollarono, si faticò persino ad arrivare a fine mese…”.

Credo che scorrendola troverete molti elementi familiari e noti del tempo che stiamo vivendo. Buona lettura.



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48 pensieri su “LA FEDE, LA CHIESA E LA VIA LARGA ALLA MODERNITÀ. UNA PARABOLA PER IL TEMPO PRESENTE.”

  1. “La Pontificia accademia delle scienze invita famosi abortisti e fan della sterilizzazione alla sua conferenza sull’ambiente.
    … Per paura di critiche e contestazioni è vietato l’ingresso ai giornalisti.
    … Parlerà l’associazione che ha portato la pillola abortiva negli Stati Uniti.
    Interverranno, John Bongaarts, José Arturo Quarracino, filosofo e nipote dell’omonimo famoso cardinale di Buenos Aires, Mathis Wackernagel, “inventore dell’impronta ecologica”, Paul R. Erlich, autore del Ppopulation bomb”, principale propagatore del mito della sovrappopolazione, tanto che per lui sterilizzazioni e aborti forzati sono terapie ovvie. …”

  2. Ma Tosatti il solito vecchio polpettone. Gotti Tedeschi dopo aver fallito come Banchiere del Vaticano sta sempre a ripetere le stesse cose. Alla fine la stessa morale che vi unisce: “Tutta colpa del Concilio”. Condivido….tolgo però la parola “colpa” e metto ” merito”. il Vangelo non si misura col vostro metro…

    1. Sarebbe un bel merito quello del CV2 di aver TRADITO il Magistero della Chiesa di sempre?I risultati disastrosi non sono forse sotto gli occhi di tutti?A meno che non si voglia chiamare il male bene e il bene male.

      1. Io penso che i mali non vengano dal Concilio, ma dalla dinamica sociale e culturale che dall’illuminismo in poi hanno portato nell’occidente alla irrefrenabile secolarizzazione.

        Il Concilio ha cercato di porre qualche toppa ma la rapidità dei cambiamenti è stata impressionante (il Concilio finito nel 1965 era già vecchio dopo gli ulteriori scossoni del 1968 …)

        Il problema che una volta era dell’ateismo militante ora non c’è nemmeno piu, c’è una sostanziale indifferenza al problema chiesa (o meglio si è interessati ad essa nel momento in cui è dispensatrice di assistenza umanitaria etc.), una apostasia silenziosa che si allarga a macchia d’olio, non si avverte piu il problema e il bisogno di Dio nell’uomo (post) moderno, la vita offre cosi tante possibilità oggi (di divertimenti, di sapere scientifico, di tecnologie, etc.) che il senso del mistero, del sacro, etc si è completamente anestetizzato. Non credo che nessun papa, Bergoglio incluso, potrà frenare questo trend, anche se non riesco ad immaginare come l’opera della chiesa indefettibile e dello Spirito Santo potranno agire in questo clima di irrilevanza delle religioni e del sacro. E’ probabile che il cattolicesimo si adegui pian piano alle forme del protestantesimo storico, diventando irrilevante sul piano sociale. Un cosa però a me appare chiara: piuttosto che una religione fondamentalista come l’Islam, meglio questa anestesia religiosa del (post) moderno. Voi he pensate?

        1. @giorgio
          Una conclusione che sarebbe non del tutto illogica se non fosse per un dettaglio tutt’altro che trascurabile; cioè che la Chiesa é portatrice dell’inaudita pretesa di essere fondata dal Padreterno medesimo e aralda della Sua Verità e questa pretesa può solo essere falsa o vera. Nel primo caso ci troveremmo di fronte alla più grande impostura che la storia abbia conosciuto e dovrebbe essere compito di ogni persona di buona volontà quello di operare per raderla al suolo cancellandone ogni traccia; se vero il secondo (e questa opzione ho fatta mia per fede e ragione), dovremmo solo cadere in ginocchio e riconoscerci in ciò che essa ha sempre insegnato difendendolo con”rigidità” santa. Questioni demoscopiche mi sembrano in entrambi i casi inappropriate.

          1. In realtà Gesù stesso si chiede se quando tornerà in questo mondo, alla fine dei tempi, ci sarà fede, cioè la questione della irrilevanza e della apsostasia silenziosa, senza guerre sante crociate morti etc. è una questione seria penso … Dopo la Shoah una parte della teologia protestante (luterana) parlava del ritirarsi di Dio. Non credo si tratti solo di questioni demoscopiche.

          2. La questione é reale ma ancora, la risposta non può essere nel male minore. NSGC si chiede appunto se troverà la fede, non se troverà qualche residuo di fede anestetizzata, il che equivarrebbe a nessuna fede perché appunto la pretesa della Chiesa é vera o non vera e se essa é vera non può essere parcellizata o modulata sulle necessità dei tempi correnti. O la distruggi perché credi che sia un impostura o cadi in ginocchio perché capisci che é autentica. Il proverbiale tertium continua a essere non datur.

  3. Il disastro ha radici piu’ profonde e lontane, e nessuno è cosi’ illuso da credere che il CVII sia la ragionedi tutti i mali …
    Il vero problema è la progressiva sostituzione delle “ragioni” di Dio con quelle dell’uomo: si sta riproponendo in versione riveduta e corretta secondo la nostra sensibilità contemporanea quello che è il nocciolo della questione, l’antico e primigenio nocciolo che è nel peccato d’origine.

    1. Bravo Luigi proprio così!!!

      P.s. La favoletta di Gotti l’ho letta stamattina e, sinceramente, mi è sembrata di una banalità e di una prevedibilità uniche, senza alcun mordente o scintilla di rivelazione…
      Come economista sarà un genio, non lo metto in dubbio, ma non penso la capacità letteraria e la riflessione teologica siano il suo campo.

      1. concordo con LILLO, Gotti Tedeschi non ha grandi doti nella riflessione teologica, ma forse nemmeno come banchiere se fu defenestrato con consenso di papa Bendetto

        1. SENZA il consenso, precisiamo. Infatti ha dichiarato di essersi amareggiato quando l’ha saputo.
          Credo che fosse tutto programmato in funzione del blocco dei bancomat dello IOR che sarebbe avvenuto poco dopo, forse aspettando le rinuncia di Benedetto, e subito dopo sbloccato.
          Da questa inchiesta Ettore Gotti Tedeschi uscì indenne.
          Gran brutta storia per la quale non è stata ancora scritta la parola fine.

        2. @ giorgio
          Benedetto XVI, quando gli riferirono della defenestrazione di Gotti-Tedeschi, rimase molto sorpreso. Così riferiscono gli intimi del Pontefice.
          Ciò lascia supporre che tale defenestrazione sia avvenuta SENZA il consenso di Benedetto XVI.
          La demonizzazione strisciante di Gotti-Tedeschi
          da parte di alcuni commentatori in questo sito
          non mi sorprende.
          La vedo come una maniera meno plateale di quella di @raffaele di esprimere il proprio dissenso dalle voci critiche del corso attuale, ma per questo non meno velenosa.
          Si dubita delle qualità teologische di G-T, per poi
          dubitare, anzi negare, le sue doti di banchiere.
          E l’asso finale nella manica viene sfoderato alla fine: il “consenso” di Benedetto. Già: dulcis in fundo!
          Chi ha letto i verbali del defenestramento e seguito
          la vicenda da vicino sà chi ne furono i propugnatori
          e gli esecutori. L’assenza tra costoro di Benedetto XVI
          fá pensare. Come fà pensare il ruolo del Cardinale Bertone e della Segreteria di Stato in questa vicenda.
          Analogie con il ruolo di quest’ultima verso il Cardinale Pell. In questo caso però é stato il Papa a cedere.
          I critici dell’articolo di Gotti-Tedeschi sul vecchio fondatore ed il giovane pretino “illuminato” a Roma,
          trovano il racconto noioso perchè prevedibile, ma tralasciano di porsi la domanda fondamentale sulla
          verità del contenuto del testo e sulla sua attinenza storica al momento attuale. Una risposta sincera a questa domanda non farebbe ai loro fini.
          Si aspettano forse un episodio dell’Ispettore Morse
          e invece si trovano faccia a faccia con la triste realtà
          delle cose: menti estetizzanti cui non basta la dose
          di adrenalina propinata giornalmente dal grande Satrapo da Santa Marta ma ne vogliono dell’altra
          dal sobrio, concreto e chiaroveggente Gotti-Tedeschi, ottimo pensatore teologico ed insigne banchiere.
          Mi viene in mente un’osservazione ironica di Kant nella prefazione alla”Critica della Ragione Pura”.
          Non voglio offendere, perciò non la cito.
          Il lettore intelligente sà già di che si tratta.

  4. Che in America Latina i cattolici siano in costante diminuzione non mi pare un dramma.
    Meno ne restano e più si fa difficile l’eventualità che in futuro arrivi un nuovo Bergoglio.

      1. Grazie mille, non l’avevo vista. Mi sembra che il cardinale, come è suo solito, si comporti con estrema lealtà nei confronti del Papa. E visto il suo ruolo non potrebbe essere altrimenti, anche per evitare di essere cecchinato come non pochi vorrebbero. Vedremo se e che cosa dirà se e quando dovrà abbandonare il suo ruolo attuale. E intanto segnalo a Lei e a chi può essere interessato a cogliere per intero il pensiero del cardinale due articoli. Il primo è questo http://www.lanuovabq.it/it/articoli-mller-il-federalismo-dottrinale-non-e-chiesa-18996.htm il secondo è questo http://www.lanuovabq.it/it/articoli-mller-nessun-papa-puo-disporre-dei-sacramenti-19020.htm.

  5. PADRE PIO POCO TEMPO PRIMA DI MORIRE DISSE AD UNA FIGLIA SPIRITUALE CHE NON VOLEVA MORISSE…

    “FIGLIA DEVO ANDARE PER SALVARE IL SALVABILE”

    E POI ANCORA

    “VEDRETE VEDRETE DOVE ANDREMO A FINIRE”.

  6. Gent.mo Dr. Tosatti, le segnalo che un’ultima intervista al card. Muller (in cui il presule stigmatizza entrambe le “fazioni” che si accapigliano su Amoris Laetitia) è uscita su alcuni siti, come uccronline, accompagnata dall’osservazione che chi aveva plaudito alle parole di Muller sul “Timone” ora tace. Le dirò che, senza condividere per forza l’orientamento del sito, e senza per questo farle fretta, mi farebbe piacere conoscere la sua opinione su quest’ultima presa di posizione del cardinale. Che in effetti è molto più morbida delle precedenti, il presule sembra anzitutto voler evitare che si pensi a lui come un nemico del Papa. Può dirci che ne pensa?

    1. Se si interpretano le parole stra chiarissime di Gesù in modo tale da fargli dire che l’adulterio è solo peccato oggettivo, ma non soggettivo, quindi non è praticamente mai peccato,
      si può far tranquillamente dire all’intervista super limpidissima al Cardinal Muller, che Allah è misericordioso e che Maometto è il suo Profeta.

    2. Grazie mille, non l’avevo vista. Mi sembra che il cardinale, come è suo solito, si comporti con estrema lealtà nei confronti del Papa. E visto il suo ruolo non potrebbe essere altrimenti, anche per evitare di essere cecchinato come non pochi vorrebbero. Vedremo se e che cosa dirà se e quando dovrà abbandonare il suo ruolo attuale. E intanto segnalo a Lei e a chi può essere interessato a cogliere per intero il pensiero del cardinale due articoli. Il primo è questo http://www.lanuovabq.it/it/articoli-mller-il-federalismo-dottrinale-non-e-chiesa-18996.htm il secondo è questo http://www.lanuovabq.it/it/articoli-mller-nessun-papa-puo-disporre-dei-sacramenti-19020.htm.

      1. Esatto, la posizione di Muller è già molto chiara, ma mantiene una certa diplomazia dovuta al suo ruolo, vedremo quando e se sarà destituito cosa accadrà…
        Ma anche nell’ultima intervista, se riportata correttamente, ribadisce la stessa posizione dell’intervista al Timone sull’adulterio.

    3. Mah… ho letto questa intervista a Muller riportata a pezzi su uccr … A me sembrano equilibrismi o tatticismi ecclesiastici, probabilmente dovuti a comprensibile imbarazzo visto il ruolo che riveste e al fatto che non può apertamente contraddire il papa regnante.

      Certo che un po piu di chiarezza e soprattutto di coerenza in interviste (da Stanze Vaticane di TG24 a quella del Timone e ora a quella di Repubblica) che sembrano l’una smentire la precedente sarebbe un gran bel servizio ai poveri efdeli che ormai davvero non capiscono proprio piu cosa sta accadendo dietro le quinte delle stanze vaticane.

      Voi che dite? qui mi pare che a dubia si aggiungano dubia e poi ancora dubia … Non si sa piu bene cosa pensino le persone. Il papa pensa secondo me molto molto avanti (come per esempio la ospitalità eucaristica con i luterani) ma non puo dirlo … Muller pensa che il papa sbagli e stia cambiando nella prassi la dottrina ma non puo dirlo … Uff…. Che fine ha fatto la parresia?

      1. Sto leggendo l’intervista che il cardinal Muller ha rilasciato a Paolo Rodari. Mah…. resto basito. Alla domanda di Rodari se Francesco ha nella curia degli oppositori, il cardinale risponde che “Purtroppo alcuni media notano piu le legittime diversità di opinione e non la grande armonia”. Sono basito… è solo questione di legittime diversità di opinione? O non si sta toccando alcune questioni fondamentali della chiesa (come del resto annunciò lo stesso Kasper quando uscì AL)? Ma scusate, ha letto il cardinal Muller i dubia sollevati da alcuni cardinali, fra cui anche un cardinale di curia in carica? Non mi sembra si quisquigli di piccole questioni che possano avere legittime diversità di opinioni, buttare nel cestino o opinare argomenti della Veritatis Splendor fa parte di questioni opinabili? Cosa sta succedendo al cardinal Muller? Si sta ammorbidendo per riottenere la riconferma nel suo ufficio alla congregazione per la dottrina della fede? O a seconda dellintervistatore (prima Cascioli ora Rodari) risponde in base al gradimento dell’interocutore su cio che gli piacerebbe sentirsi dire? Che razza di serietà è questa?

        1. Mah… sembra un altro Muller dall’intervista rilasciata a Cascioli. Ora liquida le contrapposizioni a piccole frange di destra e sinistra che utilizzano lui e il papa nelle loro liti. E afferma che sono posizioni ideologiche che non condivide in nulla.

          Ma scusate, forse il mio cervello e la mia logica sono logorate, ma questa contrapposizione non è di fatto la medesime che a livelli alti è sorta e resa ormai pubblica dopo la pubblicazione dei dubia tra le due anime che si erano scontrate nei sinodi sulla famiglia? fra i kasperiani e i burkaniani per semplificare? o io non ho capito proprio niente di cosa p accaduto in questi ultimini due anni, ho il cardinal Muller lancia il sasso e nasconde la mano… La mia solidarietà a chi ha onestà intellettuale, anche a coloro di cui solitamente non condivio le loro posizioni (Cascioli,Mgister, Tosatti) perchè una cosa gliela dobbiamo onestamente rionoscere: sanno la LOGICA e sono COERENTI nelle loro posizioni e quel che scrivono non sono FANTASIE invetate per piccole liti fra fazioni.

  7. “Quando le campane suonano la festa è vicina”!
    Dopo divorzio
    aborto
    matrimonio gay
    ecco pronta
    l’eutanasia!

    Prossimi diritti civili:
    – aborto post nascita
    – eutanasia per chi non utile alla società o depresso
    – pedofilia

    Nel frattempo noi siamo impegnati nella lotta per:
    – immigrazione cieca e forzata
    – raccolta differenziata

    1. Insieme a monsignor Paglia e al vescovo Bergoglio
      ringraziamo di cuore
      San Pannella e Santa Benino
      per aver portato avanti queste gloriose battaglie in favore degli ultimi della terra!
      Grazie per..
      Divorzio
      Aborto
      Droga
      Matrimoni gay
      Eutanasia
      Avete reso il mondo migliore!!!

  8. Personalmente l’intervista del Cardinal Mueller non mi sorprende.
    La sua tesi è che AL non apra a posizioni pastorali diverse da quelle già espresse da Familiaris Consortio.
    Il Cardinale infatti aveva detto, se rileggete l’intervista al Timone, che a suo parere Papa Francesco non ha intenzione di concedere l’eucarestia a divorziati risposati se non si impegnano a vivere in continenza.
    E la stessa linea, nulla di nuovo.
    Più che altro ci si potrebbe porre la domanda se le cose stanno relamente così.
    Partendo da questo presupposto è evidente che egli sostenga la posizione che la confusione sia creata non da AL ma da coloro che affermano che l’esortazione post sinodale apre nuova strade pastoroli, diverse da quelle già definite dalla Chiesa.
    Questo UCCR non lo dice, e non mi meraviglia.

    1. ” egli sostenga la posizione che la confusione sia creata non da AL ma da coloro che affermano che l’esortazione post sinodale apre nuova strade pastoroli, diverse da quelle già definite dalla Chiesa”

      Posizione estremamente poco sostenibile di chi fa finta di non vedere cosa sta accadendo. E’ chiaro che il papa ha aperto una breccia e non pochi vescovi e conferenze episcopali hanno gia aperto questa via (compresa la conferenza episcopale tedesca). Le note a pie di pagine di AL le ha lette? allora anche i 4 cardinali dei dubia non hanno capito niente leggendo AL? Ma dai, questa è una spiegazione pilatesca che si comprende solo dal fatto che Muller non puo direttamente opporsi al papa, pena un cataclisma nella chiesa. Fossi in Muller non lascerei piu interviste di pensiero oscillante, che creano confusione ad uno stato di cose già confuso. Del resto, la via del foro interno non era quella votata dal circolo germanico di Schonborn di cui anche Muller ne faceva parte? Non si disse che quella posizione fu la mediazione finale del sinodo? Avrebbe dovuto essere piu chiaro e magari votare contro in quel circolo all’epoca del Sinodo senza scendere a compromessi con i suoi colleghi tedeschi kasperiani.

      1. Dovrei rileggere quanto era stato detto nel circolo di lingua tedesca, ma non mi pare che si aprisse all’eucarestia.
        Le note sono state aggiunte in AL.
        Non mi pare fossero presenti nella relazione del sinodo.
        In cui si parlava di accompagnare le situazioni “cosidette irregolari” o più chiaramente “irregolari”.
        Le posizioni che Mueller esprime in questa intervista sono le stesse di quelle espresse nell’intervista che si può leggere sul Timone.
        Appare tuttavia evidente che egli voglia esprimere che il Papa non è favorevole a queste aperture.
        Su questo anche io sono perplesso.
        Penso che voglia evitare che gli animi si accendano troppo, portando ad una contestazione manifesta di Papa Francesco.
        Chiaramente è una mia ipotesi.

        1. “Appare tuttavia evidente che egli voglia esprimere che il Papa non è favorevole a queste aperture.
          Su questo anche io sono perplesso.
          Penso che voglia evitare che gli animi si accendano troppo, portando ad una contestazione manifesta di Papa Francesco.”

          Anche io la penso proprio così. Ma appunto è una posizione un po pilatesca che crea confusione a confusione, perchè Muller sa benissimo che il papa pensa esattamente l’opposto di quello che lui gli vuol far dire. Sarebbe piu onesto dire: il papa cerca aperture nuove, ma io ritengo non sia possibile. Non farsi lui l’interprete del pensiero del papa, che è gia stato abbastanza chiaro (ad esempio nella lettera ai vescovi argentini).

  9. pongo alla vostra attenzione un esempio simile.
    Tempo fa avevo letto su Vatican Insider la posizione del Cardinal Scola.
    Dall’articolo si evinceva, in un certo qual modo che il Cardinale apriva al discernimento caso per caso ( va detto che anche Familiaris Consortio discerne caso per caso, cioè solo in certi casi afferma lecito che il matrimonio civile non vada sciolto sic et simpliceter ammettendo la strada di vivere come fratello e sorella come percorribile solo in certe situazioni).
    Questa Domenica mia moglie mi ha letto l’intervista su famiglia cristiana del cardinal Scola, in cui si afferma praticamente il contrario.
    Anche in questa intervista il cardinale dice di non ritenere che con AL si sia aperta la possibilità di ricevere l’eucarestia se non vivendo in continenza.
    A mio parere UCCR gioca un pò su questo, non definendo mai quale sia la posizione del Cardinal Mueller.
    Per il resto le frasi del Cardinale sulla sintonia con Papa Francesco sono ovvie, e non potrebbe dire altro.

  10. A me pare che la posizione di mediazione di Buttiglione su AL e la novità pastorale ma in sostanziale (non identica) continuità col magistero precedente, sia la sola che possa tenere assieme capre e cavoli … Avevo letto tempo fa un articolo di Buttiglione sull’Oseervatore Romano che era interessante… Pur sposando l’opposto di quanto afferma Muller, cioè concludeva che con AL si puo in casi singoli dopo discernimento in foro interno dare la comunione a risposati che non vivono la continenza, ma ne dava però una sostanziale visione di riforma nella continuità di magistero.
    Non capisco perchè Buttiglione e il card Caffarra, che bene conoscono il magistero di Giovanni Paolo II e che hanno sempre avuto in passato posizioni simili, ora dissentano in maniera sostanziale sulla interpretazione di AL. Qualcuno di voi ha qualche lume in proposito?

    1. Caro Giorgio, strano a dirsi, ma io penso che la differenza fra Caffarra e Buttiglione, grazia di stato a parte, sia proprio da ricercarsi nella tanto idolatrata e vituperata coscienza.
      Il Cardinale prega, medita, sta ore davanti al Santissimo, ed infine ascolta la voce della sua coscienza rettamente formata nella Verità.
      Non ha paura di seguirne i dettami una volta fatta chiarezza.
      Ama la verità, non il potere, non la maggioranza.
      Buttiglione e tutti quelli come lui, non ascoltano fino in fondo la coscienza, pur rettamente formata, o meglio non hanno il coraggio della Verità. Io sono sicuro che lui in cuor suo sappia che Caffarra ha ragione, ma come Ponzio Pilato, pur riconoscendo l’innocenza del Cristo, se ne lavi le mani, scegliendo di non scegliere. Dando ragione ad entrambi ed in pratica a nessuno.

  11. L’errore di Buttiglione mi pare evidente:nessuno può’ giudicare in foro interno, tranne Dio, l’unico che scruta i cuori; nemmeno il confessore e’ in grado di farlo. Come può’ assolvere in base ad un dato che è’ a lui ignoto?

    1. Giustissimo Sabinoo!
      In effetti se ci pensiamo bene, oltre che con la Familiaris Consortio, Amoris Laetitia
      è in netta contraddizione pure con la tristemente famosa
      “Chi sono io per giudicare?”

  12. e se il prossimo papa è Schonborn o Tagle? se nel prossimo concistoro Bergoglio ci caccia qualche altro cardinale progressista e qualche vecchio conservatore superagli 80, difficile (ma non impossibile) pensare che nel prossimo conclave esca un conservatore … Non è chiaro quanto il paludato (stragrande maggioranza silenziosa dei cardinali) pensi effettivamente del corrente papato, e questo paludato è quello che secondo me farà la differenza di orientamento. Comunque le cose sono ormai così avanti che è difficile tirare il freno, impossibile tornare indietro… si potrà al piu provvisoriamente riparare a qualche danno ‘pastorale’ ma il mainstrain credo che ormai sia su altro orientamento… ormai il magistero del papa è fatto piu dalle interviste sui giornali, dagli articoli di giornale, dalle prediche di santa marta che non dalla congregazione per la dottrina della fede come ai tempi di Ratzinger…

    1. Anch’io umanamente la penso esattamente come te!
      Però so che la Chiesa non è del Papa, ma è di Cristo e so che le fiamme degl’inferi non prevarranno su di Essa. Come nella crisi Ariana ci sono voluti decenni per sanarla, anche qui potrà essere così.. ma sappiamo anche che tutto ciò che non è da Dio prima o poi crolla miseramente!
      La grande illusione del Demonio è farci credere che l’avrà vinta lui e che non c’è più niente da fare, ma lui mente sempre, perché in realtà non solo perderà, ma ha già perso!
      Vedrai che il Signore non lascerà affondare la sua barca, nonostante i buchi nello scafo di questo pontificato ed eventualmente del prossimo…

  13. Non mi piace sentir parlare di Papa “conservatore” o “progressista”. Sono termini proprii della politica e ad essa li lascio. Certo tutti i papi hanno avuto la loro personalità, il loro modo di esporre, una diversa accentuazione delle situazioni, ma sempre nel grande solco del depositum fidei.
    Oggi invece sono imbarazzato quando leggo le dichiarazioni del Papa. Da un lato mai avrei pensato nella mia vita di perdere totalmente la fiducia nel Papa che in passato al contrario ho sempre visto come la mia prima guida spirituale. D’altra parte non riesco più a sopportarne il diluvio quotidiano di affermazioni approssimative, di sistematica ambiguità. Allora mi domando se in coscienza mi posso permettere di criticare il Papa. Mi rispondo in modo indiretto. Quando leggo documenti dei Papi precedenti percepisco che mi parla l’Autorità, quando leggo dichiarazioni o documenti di Papa Francesco percepisco che mi parla una brava persona e basta.

    1. Hai ragione quando dici che i papi non andrebbero catalogati come progressisti o conservatori, perché il loro ministero è proprio quello di creare l’unità fra i fedeli, non con i compromessi o i maneggi, ma confermando nella fede cattolica trasmessa dagli apostoli.
      Il problema è che papa Francesco non agisce da papa, ma da capo di una fazione che finalmente ha avuto il potere e che intende abusarne per rivoltare la chiesa come un calzino per attuare le “riforme” che i gesuiti sognavano nei seminari degli anni settanta.

      1. #Il problema è che papa Francesco non agisce da papa, ma da capo di una fazione…#

        […]
        E così abbiamo anche un Papa firmaiolo; ma non aveva detto che non si sarebbe ‘immischiato’ nella politica italiana?

        E’ un Papa che sarà considerato sempre più capo di una fazione politica e trattato come tale con tutte le conseguenze del caso.

        Un Papa firmaiolo porta poi ulteriore divisione anche in campo cattolico. E divisione significa confusione e dunque indebolimento.
        […]

        http://www.rossoporpora.org/rubriche/italia/674-la-debolezza-della-chiesa-italiana-ai-tempi-di-francesco.html

  14. Forse è l’insonnia, ma continuo a pensare al mantra della cultura dello scarto frase ovviamente ripetuta anche questa sera in una intervista al Tg 1 da Mons Paglia, che senza dire nulla ma solo frasi fumose : necessaria alleanza tra tutti soggetti interessati alla cura dei malati, non si deve sentire abbandonato lasciato solo. Cost vuol dire nel concreto per il Magistero della Chiesa?
    Ovviamente nel rispetto del dramma di coloro che scelgono di farla finita con la vita, che sono ora al cospetto di Dio per cui noi possiamo solo pregare, certi che verranno giudicati da Lui con Misericordia, Verità e Giustizia. Cristo ha ancora qualcosa da dire contro la cultura della morte e soprattutto in difesa della vita?
    La dignità della vita dal concepimento alla morte deve essere difesa ancora con forza in ogni occasione, come si fa con i migranti o come con i continui e forti richiami pubblici ai trafficanti d’ armi proprio in difesa della vita e contro la cultura della morte?
    Paradossalmente è proprio in questa epoca in cui più si combatte di più la cultura degli scarti, tutti si battono per tutti i diritti anche quelli che tali non sono,per tutte le minoranze , contro la discriminazione, ci si batte per l’ inclusione per l’eco sistema, per la salvaguardia del creato, per l’ecologia e molto altro.
    Termini come inclusione e costruzione di ponti insieme alla già nominata lotta contro la cultura dello scarto piacciono molto e vengono usati da moltissimi commentatori .Ma mi domando ci stiamo rendendo conto che chi è veramente SCARTATO è CRISTO ? anche i nostri Sacerdoti e Vescovi, a volte non ne parlano per il timore di essere divisivi e la radicalita del Vangelo di Cristo Signore del Cosmo e della storia, dipende dagli argomenti che si devono trattare e dagli interlocutori che si hanno di fronte.
    Ma forse sono vaneggiamenti di un insonne cattolico che “vive poco all’aria aperta. ”
    Ma che indegnamente desidera con tutto il cuore di appartenerGli e con l’il perdono quotidiano della moglia delle figlie e nipoti, le preghiere alla
    Madonna a San Giuseppe a tutti i Santi nella loro Comunione. Mendica a Cristo la salvezza della propria anima di peccatore.

  15. La pietra che i costruttori hanno scartato e’divenuta testata d’angolo.
    La cultura dello scarto c’e’sempre stata, anche ai tempi di Gesu’e degli apostoli. Tutto sta nel cone interpretare questo “scarto”. Nell’ottica del tutto mondana lo scarto e’una sconfitta, nell’ottica del Regno di Dio la pietra scartata dai costruttori diviene pietra angolare. La croce del Figlio di Dio, follia per i greci scandalo per i giudei, sconfitta per i parametri mondani, non e’FINE A SE’ STessa ma pietra angolare. I preti se credessero ancora nel Regno di Dio dovrebbero parlare come Cristo, invece parlano secondo lo “spirito di Pannella”. Questo mons. PAGLIA e’ solo l’esempio piu’eclatante di cosa sono diventati oggi molti preti cattolici: gente senza piu’fede, servi non di Dio ma del nemico di Dio, portatori non della verita’che salva ma della menzogna. Cooperatori, utili idioti, che servono al grande disegno della distruzione della Chiesa.Mons. Paglia dovrebbe dare le dimissioni come chiede Chiesa e po s t c oncilio, La Nuova Bussola quotidiana ed altri.Uniamoci alla loro richiesta!

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