C’È UN VESCOVO AD ALESSANDRIA. “DIRE NO AL REATO DI OPINIONE…RICONOSCERE SUL NASCERE OGNI DITTATURA”.

Marco Tosatti

Ogni tanto ci si imbatte in qualche (rara) buona notizia. Una di queste viene da Alessandria. Ho sotto gli occhi un intervento del vescovo della città, mons. Guido Gallese. Ve ne offro qualche brano significativo, lasciandovi il piacere di leggere integralmente su questo sito, Ontologismi tutto l’intervento integrale.

“Difendere la libertà di opinione dei cattolici è difendere la libertà di tutti”, è il titolo dell’intervento; e Dio sa quanto siano vere queste parole, nel momento in cui i Poteri cercano di imporre bavagli con leggi e iniziative di ogni genere per fare sì che si senta una sola voce: la loro, omologata e allineata.

“Come vescovo, – scrive mons. Gallese – ho il compito di guardare lontano, e a volte vedo delle cose che non riguardano soltanto noi cattolici, ma tutta la comunità civile. Scrivo per dare un segnale d’allarme finché siamo in tempo, finché l’astio delle parti non prende il sopravvento sul buon senso. Scrivo a tutti gli uomini di buona volontà e di intelligenza di qualsiasi parte politica o religiosa. Scrivo perché vedo nubi oscure profilarsi all’orizzonte”.

Le nubi all’orizzonte non mancano: “In Francia la camera ha votato una legge che d’ora in poi consentirà di punire con due anni di carcere e fino a 30.000 euro di multa chi s’impegna per la vita e contro l’aborto usando anche i canali della comunicazione digitale”.

La Francia fa strada, ma anche da noi il vento va in quella direzione; bene lo sa chi si impegna a favore della Famiglia, contro l’utero in affitto e altre iniziative simili. “È il vento di un reato di opinione e il vento che tira da quella direzione si chiama dittatura. Agli albori di ogni dittatura tira il vento del reato di opinione o di discriminazione, con il quale si cerca di eliminare chi non ha il pensiero “conforme”. Non potendo toccare i pensieri ci si limita a censurare le opinioni. E qui sta il confine tra la dittatura e la democrazia: la democrazia punisce i comportamenti, la dittatura non consente di esprimere liberamente le opinioni e le punisce”.

La nostra democrazia, ricorda mons. Guido Gallese, è fragile. Ogni democrazia lo è. “Tuttavia essa è fragile, esposta com’è alle pressioni sociologiche della manipolazione di massa prima di tutto a livello della comunicazione sociale”. Proprio su questo fronte si sta giocando una battaglia vitale, senza che molti lo sappiano “Oggi l’attacco viene dalla parte della sociologia e della comunicazione sociale che, usate in modo improprio, possono diventare gli strumenti della manipolazione di massa e della dittatura”.

C’è ancora la possibilità di fare qualche cosa, prima di essere schiacciati dal pensiero dominante, omologato sui valori, o non valori della cultura veicolata da giornali, politici, televisione e che si è insinuata anche nella Chiesa, convertendola al politically correct.

“Giocare d’anticipo. Ogni forma di dittatura va riconosciuta sul nascere, anche nelle sue nuove forme, prima che inneschi le sue mortali dinamiche di parte. Le idee delle dittature cambiano, ma lo stile rimane lo stesso ed è liberticida. Dobbiamo fare quadrato e dire di no al reato d’opinione, dire di no a ogni tentativo di impedire l’espressione delle proprie idee. Perché le nostre memorie civili, che sono patrimonio essenziale e irrinunciabile di tutti, cattolici e non, non vengano retrocesse a memorie di parte, valide e condivisibili soltanto per alcuni. Non temo la persecuzione. Temo la rassegnazione, che apre la strada all’orribile spettacolo del volto dell’uomo sfigurato dalla spietatezza”.

Parole coraggiose. Una boccata di ossigeno nei giorni in cui il Pontefice si intrattiene per tre quarti d’ora con i giovani dell’Università senza mai citare una volta Dio, Cristo, Chiesa o la Fede.

E mentre il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita tesse l’elogio di un uomo che ha contribuito in maniera eccezionale alla diffusione della cultura dell’aborto nel nostro Paese.



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82 commenti su “C’È UN VESCOVO AD ALESSANDRIA. “DIRE NO AL REATO DI OPINIONE…RICONOSCERE SUL NASCERE OGNI DITTATURA”.”

  1. “A me non risulta che il Vaticano II, nella sua parte fondamentale, abbia detto cose diverse da prima”

    Insigni studiosi, come il Prof. De Mattei in uno schieramento o la scuola di Bologna (Dossetti, Melloni) dall’altro schieramento, colgono nel Concilio V II delle importanti novità, certamente ben piu incisive e importanti di quel che ora sembra sollevare dubbi di dottrina su AL. Basta pensare alla questione della salvezza fuori della chiesa cattolica, o alla questione della libertà religiosa e l’abbandono della nozione di “religione vera” rispetto a “religioni false”, etc… Ovviamente non possiamo qui entrare nel dettaglio di tutte queste questioni, ma suggerisco la lettura del recente volume del Prof. Roberto De Mattei sul Vatican II:

    http://www.corrispondenzaromana.it/il-concilio-vaticano-ii-una-storia-mai-scritta-2/

    La conclusione è che i problemi della chiesa di oggi, e che sembrano ora acuirsi col pontificato di Francesco dopo le siprendenti dimissioni di Benedetto XVI, sono in verità da cercarsi nell’evento Concilio e perfino in ambiguità contenute nei documenti stessi del Concilio (ambiguità che ritornano anche in AL).

    1. Quello che dicono i vari professori è relativamente importante. Quello che conta è che:
      1) il concilio Vaticano II è un concilio regolarmente indetto, e come tale perfettamente valido.
      2) Il concilio è a servizio del deposito della fede, non viceversa. I testi del concilio non possono insegnare dottrine nuove, ma ribadire o approfondire quelle antiche. I concili non inaugurano età messianiche, primavere della chiesa, nuove profezie. Sono tutte stupidaggini prive di sostanza.
      3) I concili non sono perfetti. Ci sono concili ecumenici che prescrivono, “pastoralmente”, quali abiti devono indossare gli ebrei e cose del genere. Magari fra 800 anni i decreti pastorali del Vaticano II saranno considerati assurdi come noi consideriamo quelli del IV lateranense.

      Le ambiguità del concilio si risolvono leggendole nella continuità della tradizione cristiana. Non c’è alcuno spirito di profezia o di sorpresa. O meglio, se c’è, questo non verrà dai vescovi o dal papa. la profezia è propria dei santi, non del clero. Il problema del postconcilio è proprio la terribile autoreferenzialità del clero e la loro presunzione nel pensarsi “leader” e profeti. Pensa solo al fatto inaudito che praticamente tutti i papi del XX secolo sono stati canonizzati. Erano tutti santi? Prima no?

  2. @ giorgio

    giorgio dice, in difesa di papa Francesco e delle sue “novità”:

    “Non è che Bergoglio sta diventando il capro espiatorio di una deviazione che nasce in verità dalle aperture del Concilio Vaticano II, che ha cominciato a pronunziarsi “diversamente dal prima”, sullo stile: ” è stato detto, ma io vi dico… ” (ecumenismo, libertà religiosa, Gaudium et Spes sulla visione positiva del mondo e della modernità, etc.)”

    A me non risulta che il Vaticano II, nella sua parte fondamentale, abbia detto cose diverse da prima. Se anche fosse (non tutti i concili sono autorevoli allo stesso modo e in ogni loro parte) trae la sua autorità dal fatto che conferma il deposito della fede, cioè è il concilio a servizio della fede, non la fede che deve adattarsi al concilio. San Paolo dice: vi trasmetto quello che anche io ho ricevuto… non presume di essere una nuova primavera, o che da lui si ricominci un anno zero. Che religione è una in cui i “capi” si riuniscono e decidono di volta in volta un nuovo set di articoli di fede? Ti rendo conto di quanto è ridicola e contraria alla ragione? E’ culto del clero allo stato puro. Anche il concilio Vaticano I, che pure ha accentuato l’autorità papale, mette in guardia da questa degenerazione e parodia dell’autorità ecclesiastica:
    “…Infatti ai successori di Pietro è stato promesso lo Spirito santo non perché per sua rivelazione manifestassero una nuova dottrina, ma perché con la sua assistenza custodissero santamente ed esponessero fedelmente la rivelazione trasmessa dagli apostoli, cioè il deposito della fede.”
    Il rispetto dell’autorità non va confuso con il Führerprinzip. Sia papa che laici devono sottostare al deposito della fede. Se deviano da essa non vanno seguiti perché, dice il vangelo, le pecore “riconoscono” la voce del pastore. Quindi possono anche non riconoscerlo, se il pastore insegna quel che pare a lui.

  3. Ripeto: ha sbagliato “mestiere”.
    Doveva fare il politico… pacifista o revolucionario … ma SOLO il politico.

    1. Seeee……. chissà quanti danni anche lì.
      L’unico suo mestiere forse sarebbe stato da semplice perito chimico in qualche dittarella in periferia, tanto da fare il minor danno possibile nella società.

        1. Ha detto che avrebbe voluto fare il macellaio, era una così grande vocazione che si sta impegnando in compenso a fare macelliii!!!

  4. Quello che sta avvenendo purtroppo nella S.Chiesa che in nome di un dialogo che non giudica e riconosce ogni diritto,rifuggendo da ogni identità perché divisiva,non può chiamarsi dialogo ma cedere a quella religione universale, che utilizza un metodo comunicativo ben preciso da cui ci aveva messo in guardia il Card.
    Bagnasco : La finestra di Overton.
    Ed valori ad uno ad uno sono così diventati tutti negoziabili.
    Un ultimo appunto nel discorso scritto per gli universitari il Papa, aveva umilmente scritto come Cristo gli avesse cambiato la vita, ma poi agli studenti non ha testimoniato del suo incontro con Gesù.
    Ma di Cristo e della Risurrezione ne parleremo un altra volta?

  5. “non è possibile che il Papa possa ora permettere una ospitalità eucaristica”.
    Sicuro? Qualche segnale sembra invece indicare un’altra direzione…

    1. l’ha detto lui stesso nell’incontro con la chiesa luterana a Roma (guarda il video su youtube): non chiedetemi permessi… Ma non dà nemmeno divieti chiari. Vedete voi … questo dice.

  6. Se il Papa afferma che “un terrorista cattolico è colui che uccide la propria suocera”, è con tutto il rispetto, un’assurdità!
    Quello è un assassino, ma non è un Cattolico, perché in nessuna pagina del Vangelo c’è scritto di farlo.

    Quando un terrorista mussulmano uccide in nome di Allah, per propagare con la spada l’Islam, è sia un vero terrorista che un vero mussulmano, perché tutto il Corano incita a questo.

    Quindi, capisco la diplomazia dialettica e la prudenza, ma non nascondiamoci dietro ad un dito, per favore..

    Il terrorismo è islamico ed è coranico!
    Per dimostrarlo basta leggere il Corano.

    Non è assolutamente mai Evangelico, per dimostrarlo basta leggere il Vangelo!

    1. Sì questo far finta che il problema non sia il Corano ma una sua illogica interpretazione è ridicolo e molto pericoloso!
      Col Corano non si può fare come con la Bibbia che oggi le fai dire Si è domani le fai dire No, a seconda di come va il mondo..

  7. @ Giovanni

    Vorrei ricollegarmi alla bella risposta di Giovanni riguardo al fondamentalismo religioso.

    Quando un Cristiano uccide, tortura, conquista con la forza, NON STA operando secondo gli insegnamenti del Vangelo.

    Quando un Mussulmano uccide, tortura, conquista con la forza, STA operando in piena conformità con i precetti del Corano.

    Differenza fra i due fondamentalismi:

    -Madre Teresa è una fondamentalista Cattolica.
    -Al Baghdadi è un fondamentalista mussulmano.

    Spero di essere stato chiaro.

    Ricollegandomi al discorso di Vittorio Sgarbi…
    “Un Mussulmano che non si comporta come quelli dell’Isis non è un buon mussulmano, ma è un mussulmano un tiepido.”

  8. In cauda venenum…un post bello e condivisibile rovinato purtroppo nel finale dalla solita spruzzata di veleno contro il Santo Padre…spruzzata di veleno che tra l’altro c’entrava poco o nulla

  9. Per tutti, non solo per lei.
    Io quando ne parlo non ne faccio mistero: per me Benedetto non ha lasciato e non ha mai smesso di essere papa: ora lo fa nel segreto, senza atti di governo formali. Si limita (si fa per dire) al suo compito primario (misterioso e soprannaturale), quello di essere la Roccia su cui è ancorata la Chiesa. La sua rinuncia non era valida (nonostante le sue dichiarazioni): troppe pressioni (per non dire i ricatti) da tutto l’universo mondo per poter dire che Benedetto fosse totalmente libero da costrizioni nell’esercizio della sua sovrana libertà. Rinuncia invalida… le dichiarazioni ufficiali lasciano il tempo che trovano. Solo i ciechi per scelta non vedono. Benedetto non puo’ parlare (segreto assoluto davanti al tribunale altissimo della sua coscienza con cui ha stipulato un patto di formidabile portata), e molte cose che dice vanno decodificate.
    I tempi (tragicamente) straordinari che viviamo richiedono forme altrettanto straordinarie da parte di un uomo che ricopre responsabilità sovrumane. Oltre c’è solo la potenza di Dio, che fa fatica a trattenere il suo braccio…

    1. Non avrebbe potuto “lasciare” neanche se avesse voluto. E sapeva di non poterlo fare, proprio per via di questo fattore invalidante (impossibilità di esercitare pienamente la libertà, senza alcuna costrizione di sorta -di qualsiasi tipo- ). Ecco dunque il “papa emerito” che si nasconde per pregare, invece di tornare (rossovestito) in Baviera a fare teologia.

  10. ma fare il papa non è un “mestiere”!

    Ci si deve chiedere come mai lo Spirito Santo abbia dapprima convinto Ratzinger a lasciare (personalmente la giustificazione delle condizioni di salute precarie, pur vere, mi è sempre sembrata un po riduttiva) e poi abbia permesso di far eleggere in concalve Bergoglio … Che strani disegni … Per me ancora poco comprensibili…

    1. Se Papa Benedetto ha saputo trovare una forma per rimanere sostanzialmente Pontefice, anche se contemplativo e non nell’esercizio attivo del ministero Petrino, un motivo ci sarà! Cosa unica nella storia della Chiesa. Non unica la rinuncia, ci sono stati come sappiamo altri episodi, ma unica nel modo e nella conclusione, dove Egli afferma di essere Papa emerito. Di certo anche questo fa parte del provvidenziale disegno Divino e dell’ incomprensibile mistero. Ma un giorno non lontano ci sarà chiaro anche questo!

  11. Oggi nell’incontro con gli Anglicani El Papa ha fatto il camaleonte, rispondendo come suo solito a braccio e dribblando precise domande ha indirizzato il dialogo ecumenico sulla pratica del volemose bene. Alla domanda precisa di una professoressa della Sapienza di fede Anglicana: “il suo predecessore Benedetto XVI ha dichiarato che il dialogo ecumenico deve essere percorso prima di tutto nel cercare di risolvere le divergenze teologiche, lei cosa ne pensa?” Ha risposto: ” non sono informato su questo, bisognerebbe vedere prima in che contesto lo ha detto”. Un Papa che non conosce ciò che il suo immediato predecessore (ancora vivente) abbia detto su una materia così importante e dentro la quale si sta avventurando oggi la Chiesa Cattolica con questo pontificato, lo trovo assurdo. Anche se credo che di tutto ciò che la Chiesa ha detto fino ad oggi non gliene può fregare! A lui interessa il populismo e la paplatria, Cristo deve essere oscurato. Che Dio ci aiutiiiiiii!!!

    1. Non ho ancora letto dell’incontro del papa di oggi alla chiesa anglicana di Roma, quindi non esprimo pareri o commenti per ora. Dico solo però che Bergoglio già in altre occasioni, ad esempio in un video di saluto rivolto ai cristiani evangelicali, disse chiaramente qualcosa di questo tipo: lasciamo che i teologi discutano … la vita è piu preziosa del dialogo teologico … Se aspettiamo che quelli (i teologi) si mettono d’accordo… Anche nella sua visita alla chiesa luterana di Roma disse qualcocsa di questo tipo. Purtroppo è chiaro che il dialogo teologico, che ha pur dato qualche frutto (ad esempio l’accordo del 1999 sulla giustificazione fra chiesa cattolica e luterana), non ha fatto che pochi progressi, e sono piu le nubi che si intravedono che non le luci: con gli ortodossi c’è il problema del primato petrino, grande pietra di inciampo per il fialogo, con i riformati c’è tutto il problema della ecclesiologia (successione apostolica, ministero ordinato, etc.) e della interpetazione della cena del Signore. Difficile immaginare progressi, lo stesso Ratzinger con la Dominus Jesus non fece altro che irritare e far fare passi indietro al dialogo teologico con i riformati. Bergoglio conosce il ginepraio del dialogo teologico, probabilmente non ne capisce nemmeno molto, ma è pragmatico, e indica vie percorribili perchè la vita è una sola e ci è dato questo tempo. Lui dice: in questo groviglio chiedete voi al Padre, pregate il Signore, vedetevale voi con Gesù, io non oso dare permessi… Perchè appunto il dialogo teologico è ancora cosi arretrato e in dissenso che non è possibile che il papa possa ora permettere una ospitalità eucaristica. Ma dice che la vita è vissuta ora e che è piu importante delle dispute e interpretazioni teologiche: allora invita alla preghiera al discernimento alla decisione in coscienza. Si astiene dal giudizio, questa è forse la novità che soprende. Un papa che non sa (o meglio non vuole) giudicare, dire lui l’ultima parola, dare permessi o proibizioni. Questo sembra lo stile di Francesco.

  12. @ giorgio
    “Beh, le guerre di religioni tra cristiani ci sono state, il terrorismo cristiano c’è stato, i roghi e le torture ci sono stati, ora fortunatamente è un ricordo, eppure la Scrittura era uguale ieri e oggi. ”

    Le guerre di religione in Europa sono durate 30 anni, la guerra dei Trent’anni appunto, e la religione è stato solo il pretesto iniziale, dato che le alleanze successive hanno visto alleanze di stati di confessioni opposte. Nell’islam la guerra perpetua verso gli infedeli è dogma di fede.
    Roghi e torture in mabito cristiano ci sono stati, dato che hanno fatto parte del sistema giudiziario dell’epoca (come oggi il diritto alla soppressione dei bambini non nati), di origine o barbarica o derivato dal diritto romano, ma nel cristianesimo il diritto civile e penale è separato dalle leggi “religiose”, mentre nell’islam le discriminazioni e la violenza della sharia sono di origine divina. Anche le guerre settarie, nell’islam, sono parte integrante del messaggio: la lotta fra Shia e Sunna è nata 10 minuti dopo la morte di Maometto, e va avanti ancora oggi dopo 14 secoli.
    Inoltre io non capisco il discorso sui “testi sacri”. Non esistono testi sacri in senso proprio se non la Bibbia. Gli altri sono testi antichi, qualcuno di loro anche rispettabile e interessante, ma di certo il corano non è un testo sacro e Maometto non è un profeta.
    Dato che dicono cose opposte sun uno stesso argomento (Gesù è Dio, Maometto è l’ultimo dei profeti? Abramo è andato alla Mecca ad adorare la pietra nera?…) una delle due è vera e l’altra è un’impostura. O sono false entrambe, ma di certo non sono entrambe vere.
    http://www.ecclesiaafflicta.blogspot.it

  13. Solitamente bevo coca light o zero, ma quando ho proprio sete l’acqua fresca di sorgente è quella migliore che disseta di piu

  14. Per Giorgio e per i fautori di papa Francesco.
    Esisteva un tempo una “fonte di acqua viva”,la fonte a cui si disseto’la samaritana al pozzo, la fonte della Parola del Dio fatto uomo.
    Per secoli e secoli a questa sacra fonte, la Parola fatta carne, attinsero sapienti e analfabeti, signori e contadini. Poi ad un certo punto si comincio’a inquinare la fonte di acqua viva, si comincio’a mischiare alla limpida primitiva sorgente altre acque non cosi’limpide e non cosi’sacre (le filosofie immanentiste di Hegel, lo storicismo, il.marxismo).Papa Benedetto XVI ha ben descritto questo.
    Infine la fonte d’acqua viva fu talmente inquinata che quasi nulla piu’dell’antica purezza era ancora presente. Poi vennero quelli che cominciarono a proporre:non bevete piu’di questa acqua limpida, di questa fonte sacra, noi vi daremo. una. bibita piu’gustosa, piu’zuccherosa, che titilleta’il vostro palato. La semplice antiquata tradizionale fonte di acqua viva e’ormai superata!
    Ecco caro Giorgio, papa.Bergoglio e’come la Coca-cola o il mate’, al posto della f onte di acqua viva, cristallina, pura.
    Chi di sani gusti , non degenerato, puo’ preferire la coca o.il mate’all’acqua pura? TUli preferisci caro Giorgio?Non ti viene il disgusto di tutto questo zucchero?

    1. Sono professionisti i sabotatori, spioni, delatori, traditori, i veri tiranni del pensiero unico che vuole un totale asservimento di tutti, senza eccezione, perché si sa che un solo eroe superstite può innescare la controrivoluzione. Occhio, siamo circondati, riconoscerli ci salva la vita.

  15. Esimio signor Giorgio (e di cognome?), lei saprà che “chi si loda, si imbroda”. Ha accennato a discussioni interessanti. Ebbene, ho contato i suoi (!) commenti: sono 10 su un totale di 29. Mi permetta di dirle senza offesa intenzionale che il suo “da che parte mi metto” è chiaro: lei sta con Bergoglio. L’impegno che ci mette a renderlo noto “urbi et orbi” sarà stato notato dagli “osservatori” (!) che lo avranno già riferito al “capo”. Le verrà dato sicuramente un encomio ufficiale. La prego, dunque, si riposi e si astenga per un pò dalla fatica di chiosare con una puntigliosità certosina ogni affermazione che critichi il pensiero politico del suo capo partito. Mi conceda, poi, di consigliarle di non essere démodé. Suvvia, scandalizzarsi per qualche parola colorita e chiedere addirittura l’intervento della censura! Scagli la prima pietra chi non ne faccia sporadico uso in pubblico ed in privato (nessuno escluso!). Fraterni saluti “laici” (sono in attesa del rinnovo della patente di cristiano da parte degli uffici vaticani).

    1. Gent.le Alfonso,

      non credo siamo allo stadio, non mi interessa fare il tifo per nessuno, tanto meno per il papa, se ho scritto diversi post è semplicemente perchè ho ricevuto risposte e richieste di chiarimento da altri, penso di argomentare quello che scrivo, ovviamente opinabile, nel rispetto di tutti, e non sono qui certamente per riempire il blog di slogan per il papa, che non ha certo biosgno del mio supporto che conta niente.

      Cordialità

      Giorgio

    2. beh dire di papa Francesco che è un topo che verrà mangiato dai gatti … oltre ad essere palesemente offensivo della persona del papa (non del suo magistero o del suo pensiero che puo essere ovviamente criticato e descritto caricaturale) che razza di argomento è? non credo convenga abbassare cosi il livello, l’intervento della censura non è per evitare commenti scomodi o fuori dal coro, ma per evitare di degenerare sotto un livello di sana e civica conversazione per chi è interessato ad argomentare e capire anzichè insultare e basta

  16. Grazie per la risposta interessante. Ci sono certamente alcune ‘uscite’ del papa che possono essere discutibili, certamente opinabili, non sempre pesate nelle parole (dette spesso a braccio), etc.. o semplicemente il limite umano del papa, con la sua storia, che non puo essere probabilmente superbo in tutto: non è un teologo, non è un canonista, non è un , però è un pastore che ha vissuto da vicino col suo gregge, ha visto da vicino la carne di Cristo ferita nelle favelas di Buenos Aires, questo spiega i suoi accenti pastorali e la sua attenzione per le periferie esistenziali etc.
    Le cose di cui parli, poi, sono evidentemente in parte opinabili e mica dobbiamo obbligatoriamete sposare le idee del papa, non trattandosi di questioni dogmatiche ne tanto meno che toccano l’essenza della fede cattolica; sull’Islam per esempio io ho una idea meno ottimistica di quella del papa, penso che l’islam non ha avuto ancora il suo Illuminismo e sia per questo piu intrinsecamente fondamentalista del cristianesimo.
    Tuttavia il problema della lettura fondamentalista dei libri sacri è comune a tutte le religioni: la ermeneutica del testo sacro è fondamentale, e nel cristianesimo ci sono voluti secoli per redimersi da una interpretazione fondamentalista e letteralistica. Forse il papa chiede la pazienza per l’Islam che ancora non ha avuto questa redenzione.

    Il passo di Mt 28 che citi indica chiaramente che la missione è l’essenza della chiesa, ma per papa Bergoglio l’annuncio di Mt 28 non significa proselitismo, o necessariamente una conversione al cattolicesimo per essere buoni cristiani e semplicemente per vivere una vta umana buona. Del resto, non è stato proprio il Concilio Vaticano II a riconoscere semi di santità nei cristiani separati (che non sono piu chiamati ‘eretici’ come faceva il Concilio di Teento), a dire che ci puo essere salvezza fuori della chiesa cattolica romana per vie e strade che solo Dio conosce? E’ chiaro che questo cambiamento di prospettiva, che non modifica la dottrina della unicità salvifica di Cristo, ha un impatto pastorale notevole: ti puoi salvare rimanendo luterano, rimanendo ebreo, rimanendo ateo. Prima era impossibile (vedi il Concilio di Firenze del ‘400). Furoi della chiesa cattolica apostolcia romana non c’è salvezza: questa dottrina ha evidentemente avuto uno sviluppo, una interpretazione che col Vaticano II si è dilatata.

    L’annunzio dell’insegnamento e dei comandamenti di Gesù e del suo evangelo il papa lo delinea pertanto non tanto sulla questione del proselitismo, della adesione formale alla chiesa cattolica, ma dando enfasi all’incontro con la umanità ferita come esperienza primaria dell’incontro con la carne di Cristo secondo il discorso della montagna e delle beatitudini: avevo fame, mi hai dato da mangiare, lo avete fatto a me .. etc. Certamente nel magistero di Bergoglio non si insiste sulla presenza reale (transustazazione) del corpo di Cristo nell’ostia consacrata, che è dottrina cattolica, ma ci dice: hei, guarda che in questo mondo globalizzato che crea sempre piu disuguaglianza, con le guerre a pezzi che stanno sempre piu esplodendo, con le ferite materiali e morali di tanti uomini e donne nelle perefiferie geografiche ed esistenziali, anche li incontriamo la carne di Cristo. Lo spostamento di accento non significa negare la dottrina cattolica dell’Eucaristia e dell’ermeneutica della cena del SIgnore, ma puo creare un certo turbamento in coloro che trascuravano questo aspetto della dottrina cattolica (per altro non nuovo) privilegiando le forme certe della dogmatica e del magistero definito e perenne da contrastare ad esempio rispetto alla interpretazione ‘simbolica’ delle chiese della Riforma.
    E’ chiaro che questa ‘uscita’ potrebbe provocare sbandamenti, e credo che il papa ne sia consapevile, ma ritiene, come disse una volta, che meglio una chiesa in uscita che rischia piuttosto che una chiesa chiusa in una torre d’avorio.

  17. Rispondo a Giorgio, che pure interviene in modo costruttivo, riportando le parole del Papa, non le mie opinioni che non contano nulla.
    Intervista di A. Tornielli del 16/4/16 (a proposito di immigrazione): “L’Europa deve riprendere questa capacità di integrare, sono arrivate TANTE PERSONE NOMADI e hanno ARRICCHITO LA SUA CULTURA”.
    Intervista del Papa a “La Croix” del 16/5/16:
    “Non credo che vi sia oggi una paura dell’islam in quanto tale, ma dell’Isis e della sua guerra di conquista che è in parte tratta dall’islam. È vero che l’idea della conquista appartiene allo spirito dell’islam. Ma si potrebbe interpretare secondo la STESSA IDEA DI CONQUISTA la fine del Vangelo di Matteo, quando Gesù invia i suoi discepoli a tutte le nazioni”.
    Allora vediamo cosa dice il buon Matteo:
    Dal Vangelo di Matteo (28, 18-20):
    E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato”
    Infine, ritiro spirituale dei sacerdoti 2 giugno 2016; è sempre il Papa che parla ed è il Vangelo dell’adultera che si conclude con il (ti assolvo, ma) va e non peccare più:
    “Nella donna si trattava di un PECCATO SOCIALE, del peccato di qualcuno a cui la gente si avvicinava o per stare con lei o per lapidarla”.
    Credo che abbia ragioneAldo Maria Valli che il 29/7/16 afferma: “Credo che Francesco abbia bisogno di aiuto. Non solo attraverso la preghiera, che lui sempre chiede e noi gli assicuriamo, ma dico PROPRIO AIUTO CULTURALE: quello che solo amici sinceri, e non yes men ossequiosi, possono garantirgli”
    Caro Giorgio, potrei continuare con le citazioni, ma mi fermo qui.
    Il minimo che possa dire è che mi gira leggermente la testa!

  18. “Il Pontefice, per come ha parlato all’università, l’abbiamo perso”

    Il papa mica è una persona a cui tirare le vesti o di cui vorremmo sentir dire quello che ci piace o che noi riteniamo ‘cattolico’. Qui sembra ridurre meramente il ruolo del successore di Pietro a un capo di un partito politico o di una organizzazione sociale, “che abbiamo perso…”. Manca completamente la concezione cattolica del ruolo e dell’essenza di Pietro, quella del Concilio di Trento e del Vaticano I per intenderci. Pensare a papa Bergoglio come un capo politico che ora tira a ‘sinistra’ (mentre invece magari a papa Ratzinger come quello che tirava a ‘destra’, è una semplificazione che manca di cogliere l’essenza stessa e la soprannaturalità del successore di Pietro, che resta il Vicario di Cristo in terra secondo il credo cattolico romano. Altrimenti diventimo come i protestanti. Il che ci puo stare, per carità, amicissimi dratelli separati, ma appunto non si è per coerenza piu cattolici a mio parere se si vede il papa esclusivamente o principalmente come leader politico che ora spira a sinistra.

  19. Il Pontefice, per come ha parlato all’università, l’abbiamo perso. Anzi, guardando all’esperienza passata, non l’abbiamo mai avuto.

    Comunque, valido l’intervento di Gallese, dissento però dove dice “Le idee delle dittature cambiano, ma lo stile rimane lo stesso ed è liberticida”. Nel senso che anche le idee delle dittature, in fondo, sono sempre le stesse. Antiumane come il loro stile. Però, questo è solo un dettaglio filologico, per il resto, chapeau.

    Ma anche, ricordo che come Hitler in Germania, anzi ora di più, il massone dichiarato Hollande è andato al potere col consenso degli elettori… quindi, ora il popolo ha quello che voleva. D’altronde, la nostra Chiesa è un pezzo che ha rinunciato a educare:
    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2017/02/10/gods-not-dead-e-nemmeno-leducazione/
    il che ci rimanda al noto interrogativo eliottiano.

    I tempi del cambiamento verso una società più umana, nessuno li sa… dopotutto, storicamente l’idea cristiana perde dal Rinascimento, quindi son centinaia d’anni, ormai. Oggi, anche a chi In Francia, come presto in Italia, dicesse ad alta voce la verità, rischiando multe di decine di migliaia di euri, nessuno lo ascolta. Mi sa, quindi, che dovremo bere il calice fino alla feccia.

    Però è anche vero che ci sono ancora santi come la Mary Wagner, che amano, amano a tal punto da non avere soggezione del potere… il che è sempre una gran bella notizia, oggi come duemila anni fa. La vita resta sempre una grande avventura, nella quale a ciascuno di noi Dio chiede di metterci in gioco.

    1. La tua opinione è la stessa identica opinione che ha il Demonio.
      Non è degna di un Cristiano..
      Francesco, prima che essere Papa e tuo fratello, figlio dello stesso Padre, e l’odio per il fratello, agli occhi del Signore, è il peccato più grave.
      Ti consiglio una Confessione che ti liberi, perché quello che hai scritto è satanico.

      1. Pace e Bene sorella!
        Bergoglio non è un fratello, è un falso che MENTE NEL TEMPIO DI DIO, mio fratello e Papa e Benedetto XVI, svegliati dal sono cara, con il sorriso… “Mangiare” tra virgolette ha un preciso significato…. Pregare per un falso non significa NON dire la verità, sarebbe da ipocriti cara sorella… Pace e Bene! Bergoglio è un TOPO, e satanaccio è un topo di fogna! Così va meglio sorellina ? Rilassati, il nostro Dio vede tutto ed è stanco come noialtri a vedere topi nel Tempio di Dio (il Vaticano)….

        1. suggerisco a Rocky di moderare il linguaggioed evitare insulti pesanti cosi diretti, altrimenti chiederei al moderatore di questo interessante blog di discussione di bannare tali interventi che, oltre a squalificarsi da se, sono completamente fuori luogo e indegni per una persona che si dice cattolica

  20. oh addirittura? certi giudizi mi pare si autosqualifichino da se, sono polemici e irrispettosi, come dice il cardinal Ruini solo chi non vuole vedere non si accorge del bene che sta facendo Bergoglio, e non mi pare che Ruini sia annoverabile tra coloro che professi una religione anticristica… Bergolgio mette al centro Cristo in una angolatura che accentua gli aspetti del Regno, che non sono nuovi ma probabilmente mai cosi accentuati in precedenza (dove invece dominava la nenia dei principi non negoziabili etc. invece del dialogo)

    1. Se Bergoglio mettesse al centro Cristo, ne parlerebbe. Per fare un esempio che così non è, si pensi alla recente visita all’Università di Roma Tre.
      In verità mette al centro nella migliore delle ipotesi un sociologismo di bassa lega, attinto più dalla lettura di fondi di giornale. Sintomatico dei bergogliani come te il ricorso al “dialogo”, che è ovviamente uno strumento del tutto secolare e secolarizzato, per poter vivere bene (o almeno senza conflitti) quaggiù, e dal quale Cristo va espunto (proprio per evitare i conflitti!).
      Di come si possa parlare di accentuazione degli aspetti del Regno di Dio, lo sapete solo voi.

      1. beh dipende dove va a parlare .. quando è andato a Lund non ha parlato di Cristo? quando predica a Santa Marta o in san Pietro non parla del Vangelo e di Cristo?
        Che un papa in una università si metta a fare catechismo o a recitare il credo apostolico … che senso ha? In quel consesso stressare il fatto che sia il capo della chiesa cattolica apostolica romana sarebbe stato anacronistico, invece ha cercato un dialogo piu ampio al di là del confessionalismo, parlando a tutti i giovani di buona volontà

        1. Insomma, si parla, si parla, si parla, ma non di Cristo! Questo è il “dialogo” di molti cattolici (anche ecclesiastici).

          Dai! Lo capisci anche tu che Bergoglio non parla mai di Cristo, devi andartelo a cercare tra le sue parole col lanternino.

          1. beh se ascolti le prediche a Santa Marta sono ottimi commenti ai Vangeli e si parla certamente di Cristo, in un linguaggio che riesce secondo me a raggiungere anche le persone comuni che non hanno tanta preparazione biblica o teologica. Se ascolti ad esempio il discorso di papa Francesco di ottobre a Lund e dei due pastori protestanti, è quasi un inno cristologico. Ripeto: che vada in universita a fare catechismo o a recitare il credo apostolico, sarebbe stato fuori luogo oltre che ridicolo.

        2. Non serve mica fare catechismo o recitare il credo per dare una visione cristiana sui problemi d’oggi! Si legga i discorsi che Benedetto XVI svolse nelle varie università in cui fu invitato, anche alla Sapienza.
          Il punto è che per un cristiano cercare un dialogo non può prescindere dal mostrare come la fede, anche nei problemi sociale, sia necessaria per trovare una soluzione. Altrimenti a metterla da parte si finisce come con le risposte del Papa agli studenti: un sociologismo di bassa lega, fatto di luoghi comuni, ricavato dalla lettura di quotidiani o da discussioni tra amici. In tal caso il contributo è inesistente, perché si aggiungono solo chiacchiere a chiacchiere.

          1. Ma se ricordi bene Bendetto XVI falli nel dialogo, l’invito fu poi declinato e non andò alla Sapienza per non sollevare polemiche e per evitare incidenti o dissensi che si sarebbero avuti in aula

            Se hai già la verità tutta intera in tasca, se non hai bisogno di ascolatre l’altro e il diverso, se non cerchi di ascoltare le ragioni e gli argomenti dell’altro (ascoltare, il che non significa necessariamente condividere o svenderti), se nell’altro vedi solo qualcuno da indottrinare e basta, allora non dialoghi, fai monologhi, puoi fare proseliti, ma non amici.

            Francesco penso che abbia cercato l’amicizia prima che porsi come il capo della chiesa cattolica, il inguaggio colloquiale, a braccio, hareso il clima ancora piu informale e familiare. Non si tratta di fare paragoni, come molti han fatto, tra papi diversi per formazione e stili personali. Tuttavia è evidente che il modo diporsi di Bergoglio piaccia di piu ai lontani e meno ai vicini. Questo lo abbiamo capito.

    2. @ Giorgio

      Ciao, ti dico come la vedo io, parere personale e discutibilissimo.
      Penso Bergoglio sia mosso da buone intenzioni e voglia costruire una bella casa, accogliente, per tutti gli uomini della terra, dove incontrarsi, dialogare e vivere insieme, e questa concordia da sola renderà testimonianza di Cristo anche senza parole.
      Io penso sia un sogno bellissimo, ma è il sogno di un politico, di un sociologo, di un antropologo.
      Come si sa, un conto è agire con buona intenzione e basta, un conto è agire con buona intenzione, ma nella Verità.
      Questa casa per quanto bella e costruita con metodi efficaci, ha due enormi problemi nelle fondamenta.
      La dottrina sul matrimonio e la dottrina sugli atti intrinsecamente cattivi.
      Questi due pilastri incrinati, pian piano si sbricioleranno e crollerà l’intero edificio coi suoi abitanti.
      Dice bene Ruini che la casa è bella, ma presto crollerà se non si rinforzano le fondamenta.
      La pastorale che non poggia sulla dottrina si regge sulla sabbia..

      1. @ Gregorio

        Separare la dottrina dalla verità non ha alcun senso, può esserci questa tendenza ma penso sia piu una tattica ecclesiastica usata per cercare di riformare la chiesa senza scossoni, per farle fare un balzo innanzi (come diceva San Giovanni XXIII) ma senza ‘rivoluzioni’, riforma nella continuità come diceva papa Benedetto. Il problema è che ogni ‘balzo innanzi’ scontenta sempre qualcuno purtroppo. Se ci pensi, quello che sis ta verificando ora, ad esempio con la questione dei dubia dei cardinali etc., non è lo stesso che si creà al Vaticano II e che poi portò allo scisma lefevbriano? Anche allora i critici di Giovanni XXIII e Paolo VI poi contestavano il carattere di rottura e di allontanamento della dotrrina cattolica su questioni non secondarie, ad esempio sulla questione dell’ecumenismo (il rapporto con i cristiani separati, che da eretici come erano definiti i protestanti nel Concilio di Trento sono diventati fratelli separati), il rapporto con gli ebrei, la questione della libertà religiosa e di coscienza, il ruolo della collegialità episcopale in relazione al primato petrino, la chiesa come popolo di Dio in cammino prima ancora che soceità perfetta costruite gerarchicamente, il ruolo delle Sacre Scritture, etc. etc. Non pochi allora dissero che qeuste cose minavano alle fondamenta della dottrina cattolica e che affermavano l’opposto, o cimunque qualcosa di diverso, di quanto in passato il magistero aveva sempre insegnato. Che ad esempio si potessero trovare nei cristiani separati elementi di santificazione era cosa inaudita da sentire dai tempi del Concilio di Trento. Tanto che molti che oggi criticano Bergoglio in verità criticano con tanto rigor di logica il Vaticano II (ad esempio il prof. De Mattei, le cui analisi saranno discutibili e di parte quanto si vuole ma hanno una logica ferrea e difficilmente confutabili). Secondo la mia opinione Bergoglio non sta facendo altro che riprendere il passo del Vaticano II, dopo che questo era stato rallentato o addirittura invertito a partire dalla seconda metà del pontificato di Paolo VI a seguito degli eccessi post conciliari e del travolgimento ed emirraggia della vita regligiosa che esso comporò (invece della nuova Pentecoste arrivarono tempi convulsi … Paolo VI arrivò perfino a dire che il fumi di Satana era entrato in qualche fessura anche nella chiesa). Papa Bendetto secondo me cercò invano, nel famoso discorso alla curia del 2005, di dare una interpretazione corretta del Vaticano II, ma non ci si puo nascondere dietro ad un dito dicendo che le critiche che ora si leggono qui a Bergoglio sono sostanzialmente le stesse che Lefebvre fece a Paolo VI e al cardinal Ratzinger nel post concilio. Insomma, io penso che le critiche che ora vengono lanciate contro Bergoglio in realtà debbano essere scagliate contro le aperture della chiesa la mondo, al dialogo, all’ecumenismo (è piu quel che unisce di quel che separa), etc. cioè il buonismo bergogliano in effetti è figlio del Concilio. Con in piu il lato della teologia del popolo (una forma soft e meno politicizzata della teoria della liberazione) che mette al centro il popolo di Dio in cammino, attento quindi alle forme di povertà e di emarginazione, come popolo che coserva il sensus fidei. Gradirei avere una vostra opinione in merito, anche del dott. Tosatti; cioè il rapporto Bergoglio-Concilio e quanto le critiche che bersagliano il papa attuale non siano sostanzialmente critiche da rivolgere, almeno in parte, al Concilio stesso (senza entrare nell’annosa questione della distinzione lettera-spirito del Concilio etc. che, come ben ci dice il Prof. De Mattei, è un po una formulazione che serve per evitare la domanda su cosa fu davvero il Concilio…).

        1. Analisi interessante e costruttiva, dando per perfetta ogni mossa del Papa ed ogni sua interpretazione del Concilio,
          ma come afferma Gregorio il problema è un’altro,
          e cioè che le fondamenta della casa sono in via di disfacimento,
          e questo all’analisi non tanto mia, ma di diversi Cardinali, Vescovi, Sacerdoti e Teologi, oramai una moltitudine sparsa su tutta la Terra.

          1. @ Antonio R.
            Ma appunto, scusate se non sono stato chiaro, la questione è questa: quale è l’origine di questo ‘disfacimento delle fondamenta’ di cui si parla? Non è che Bergoglio sta diventando il capro espiatorio di una deviazione che nasce in verità dalle aperture del Concilio Vaticano II, che ha cominciato a pronunziarsi “diversamente dal prima”, sullo stile: ” è stato detto, ma io vi dico… ” (ecumenismo, libertà religiosa, Gaudium et Spes sulla visione positiva del mondo e della modernità, etc.), come sostiene ad esempio in maniera logicamente inoppugnabile il Prof. De Mattei nei suoi studi? Ma se cosi fosse, non si abbraccerebbero talune posizioni lefebvriane? E perchè allora i papi Giovanni Paolo II e Bendetto XVI non hnno mai riconosciuto questo, limitandosi a dire che l’errore è stato l’applicazione del Concilio e la sua intepretazione, ma che il Concilio resta una bussola per il cattolicesimo del futuro?

          2. Concordo Antonio,
            un conto è utilizzare delle tattiche, come il non insistere sulla dottrina, preferendo dare spazio alla pastorale per portare cambiamenti di atteggiamento, ma non di contenuto, verso il mondo ,
            un conto è contraddire la dottrina.

        2. Io credo che sostanzialmente ci si stia facendo troppe illusioni su Bergoglio, soprattutto da parte progressista rispetto al cambiamento che potrà portare. Non che Bergoglio non abbia una forma mentis progressista, ce l’ha eccome. Il suo fastidio per la dottrina e il primato che dà alla pastorale tradisce un’evidente assimilazione di categorie marxiste o comunque genericamente progressiste. In ciò può aver pesato, più che la formazione gesuitica di quegli anni, il contatto che ebbe, al suo primo lavoro, con una collega comunista, che a detta di Bergoglio gli insegnò a pensare. Ora, per chi sa come pensano i marxisti non stupisce che il Papa lasci in secondo piano la dottrina (e la verità) per dare il primato alla prassi e alla pastorale. Convinzioni che senz’altro negli anni ’60/’70 ha visto rafforzarsi confrontandosi con le ideologie allora di moda. Come scrivi tu, la teologia del popolo in sostanza non è tanto diversa da quella della liberazione: certo, ne rimuove gli aspetti più legati al materialismo storico, ma il primato della prassi lo mantiene.
          A ciò si aggiunga la situazione politica argentina, dove il peronismo, pur nelle sue variegate forme, è presente da 70 anni. E tipicamente peronista è l’atteggiamento bergogliano verticistico ed al contempo anti-istituzionale e populista. Populismo che non si alimenta di analisi sociologiche di ampio respiro ma si accontenta di soddisfare le richieste popolari che via via si succedono (a questo proposito si legga cosa scrive il prof. Loris Zanatta dell’Università di Bologna). Populismo che lo porta a vedere di buon occhio le tradizionali devozioni popolari, proprio in quanto popolari e non perché veda in esse un senso soprannaturale. Data la sua formazione, Bergoglio è una persona alquanto secolarizzata: basti pensare ai 4 famosi principi da lui elencati in EG, i quali sono, a suo stesso dire, strumenti utili per la vita quaggiù, ossia puramente sociologici, senza afflato spirituale o soprannaturale. In sostanza per lui il cristianesimo o Cristo entrano in gioco in quanto possono essere utili alla vita sociale o far funzionare le cose in questo mondo, ma dubito che lui sia convinto della necessità della grazia divina per la vita degli uomini, come insisteva ad es. Giovanni Paolo II. Per Francesco Cristo è utile, ma se ciò dovesse causare attrito o conflitto, lo metterebbe da parte. Sono accuse pesanti, me ne rendo conto, ma questo è ciò che lascia trasparire da certi atteggiamenti.
          Fatta questa premessa sulle radici intellettuali di Bergoglio, veniamo alla spiegazione sul perché Francesco non soddisferà le illusioni createsi. Anzitutto rispetto al CVII il contesto della cristianità è assolutamente differente. Allora chi voleva rivoluzionare il cristianesimo aveva le condizioni oggettive per poterlo fare: età media attorno ai 30 anni e fede religiosa ancora viva e diffusa. Oggi non è più così, per cui anche se Bergoglio volesse portare a termine un progetto rivoluzionario di attuazione dello “spirito del Concilio” non avrebbe truppe a disposizione. E dove ci sono (fuori dall’Occidente) non sembrano tanto proclive al progressismo.
          In secondo luogo non sembra che Bergoglio abbia le capacità intellettuali, culturali, psicologiche per poterlo fare. La sua preparazione culturale è scarsa, e la scelta degli collaboratori, più che dettata da criteri di competenza, è influenzata da simpatie e amicizie. Difficile pensare che Victor Manuel Fernandez o p. Spadaro possano essere le punte di una “rivoluzione culturale” ecclesiale. A ciò si aggiungano i metodi spicci e le epurazioni verso chi non gli aggrada, metodi, i quali, aldilà del merito su tali decisioni, senza non gli creano amici o alleati.
          Quanto alle sue relazioni col CVII, vale quanto ho scritto sulla sua preparazione. Avrà senz’altro letto i documenti ma credo che oltre a quello non sia andato, ovvero non è presente in lui una riflessione teologica sul rapporto Chiesa-mondo, sia sui benefici che sui pericoli, né sull’ecumenismo o su altro, né potrebbe essere altrimenti vista la sua forma mentis, attenta alla prassi e tesa ad escludere la dottrina.
          E quindi i rapporti con il mondo, con le altre confessioni cristiani, con le altre religioni si configurano sulla base della ricerca della neutralizzazione del conflitto, anche se ciò può portare a strafalcioni dottrinali di non poco conto.
          Resta da vedere, oggi che il mondo sembra aver impresso una virata rispetto ai primi anni del suo papato (presidenza Trump, dissoluzione graduale dell’Unione Europea, crescente ostilità all’arrivo dei migranti), come si riposizionerà e se lo farà.

          1. @ Michele

            Grazie, analisi molto interessante che condivido in parte. Hai spiegato molto meglio di me come la cultura e la storia di una persona ne possa influenzare sostanzialmente il suo pensiero e la sua prassi, anche se questa persona è un papa. Del resto, questo accadde per altri papi. Ad esempio, per il papa Bendetto è noto che, dopo le entusiaste aperture riformiste sostenute come perito e teologo del cardinal Frings al Concilio, certe esperienza negaive del post Concilio (in particolare quella che subi nella occupazione e contestazione della Facoltà di Teologia a Tubinga, dove fu collega di Hans Kung) segnarono un certo pessimismo e un certo revisionismo del suo pensiero, che furono sintetizzate nel suo Rapporto sulla Fede degli anni ’80 in fialogo con Messori.

            Anche io ho, aihme, la sensazione che il campo progressista sia in regressione (numerica) perchè dove puo far piu breccia, e cioè nel mondo secolarizzato, la forma del cristianesimo ‘organizzato’, gerarchico e istituzionale, diventa poco attraente se non addirittura inutile. Questo lo vediamo bene nella traiettoria delle chiese protestanti storiche (luterani ad esempio), che sono in crollo verticale di membri di chiesa, mentre le forme evangelicali (pentecostali) sono quelle che tirano, ma appunto dove la forma identitaria e piu fondamentalista è quella che attrae. Qualcosa di simile accade nel cattolicesimo: nell’ Europa secolarizzata è in caduta libera, mentre regge o addirittura aumenta in Africa o Asia, e solitamente nelle forme piu evangelicali o dei movimenti, e cioè identitarie. Del resto, anche Ratzinger da tempo aveva avvertito che in futuro il cristianesimo non sarà piu, almeno in Europa, una religione di tradizione, ‘ di popolo’ per cosi dire, ma una scelta di pochi che si configurerà come il lievito nella pasta.

            Ma qui secondo me si coglie lo sforzo di Bergoglio, forse perdente: quello di evitare che il cristianesimo del futuro diventi o insignificante da un lato, o peggio identitatrio e fondamentalista, settario dall’altro. Per questo riprende la forma del cristianesimo ‘di popolo’, quello delle parrocchie per intenderci. E non credo che questo comunque significhe svendere o scnedere a compromessi col mondo. Tanto che, come tu scrivi, ormai il mondo che conta suona una musica ben diversa da quella del papa, si configura come anti-Bergoglio: addirittura una parte del cattolicesimo americano, quello vicino alle posizione del cardinale Burke per intenderci, plaude alle politiche di Trump vedendo in esso, in forma del tutto paradossale se ci pensi (un ricco cui certamente piace esibire la sua ricchezza e potenza, tendenzialmente un po razzista e xenofobo, pare cristiano ma non so bene di quale congregazione o chiesa protestante, …), il defensor fidei
            e dei valori non negoziabili, mentre bastonano il loro papa come distruttore dei fondamenti della dottrina e della fede cattolica. Penso siamo ad una situazione paradossale. Mi piacerebbe sapere il pensiero del papa emerito Bendetto, purtroppo credo sia impossibile però saperlo …

          2. Posso ammettere che lo sforzo del Papa sia quello di recuperare un cristianesimo di “popolo”, ma mi domando a quale prezzo? Perché, nell’ipotesi in cui sia vero quanto ho scritto sopra sul suo populismo, anche il tentativo di un “cristianesimo popolare” difficilmente sarà qualcosa di diverso dall’adattare il cristianesimo al gusto del popolo o, meglio, di sottolineare quelle parti che trovano il favore popolare e mettere la sordina alle altre.
            Non voglio apparire un ipercritico di Francesco, ma credo che la direzione non sia ben chiara. Io, personalmente, credo che questo, più che un pontificato di svolta, sia l’ultimo dei pontificati “trionfalistici” del Novecento. La simpatia che il papa riscuote senza dubbio aiuta a rendere la crisi meno evidente, ma ovviamente non la cancella. Fra pochi anni dovremo affrontare il problema del calo drastico dei preti (che hanno un’età media ormai assai avanzata) con ciò che ne consegue relativamente alla partecipazione ai sacramenti. Dall’altra parte abbiamo una società secolarizzata la quale però non sembra essere in grado, man mano che la religione evapora, di proporre ad essa un’alternativa. O meglio, le alternative proposte, dall’illuminismo in poi, si sono estinte prima della fede che pretendevano di sostituire. Sintomatico della crisi della società secolarizzata l’invecchiamento e la diminuzione delle nascite (in Europa saldo naturale negativo nel 2015 per la prima volta, se ben ricordo) perché una società che non crede più a nulla non può che avere come obiettivo l’estinzione.
            Certo, non si può dire che i tempi non siano interessanti.

          3. @ Michele

            Rispondo qui. Ottima analisi e molto condivisibile. Direi piu che altro pessimista sulle sorti del cristianesimo anzichè critica nei confronti di Bergoglio. Una volta in una conferenza tra un teologo (di cui non ricordo ora il nome) ed il filosofo E. Severino, quest’ultimo disse che il cristianesimo era destinato a crollare come un titolo in borsa, e che la chiesa cattolica sottovalutava lpingresso della ‘nuova religione’ che lui identificava con la Tecnica, il potere della Tecnica … Il teologo rispose (eravamo nell’ ultimo anno del pontificato di Giovanni Paolo II, a pochi mesi dalla sua morte) che la previsione del ‘Dio è morto’ si era rivelata erronea, e citava la rinascita anche in ambito cattolico dell’interesse alla religione, in particolare con la ‘primavera dei movimenti’. Il filosofo Severino rispose che un titolo in borsa non crolla in maniera monotona, ci sono delle oscillazioni, ma il trend è di caduta. Temo che Severino avesse ragione tra i due. L’unico dilemma che ho è se a prevalere sarà il mondo secolarizzato, con una sorta di religione unica (stile ONU), o nuove forme di risveglio (revival) religioso di forma però fondamentalista. Tipo un Islam su scala mondiale. Come cristiani abbiamo la certezza del trionfo finale di Cristo, dell’assistenza dello Spirito Santo, della promessa dell’indefettibilità della chiesa, ma non sappiamo bene cosa significa tutto questo e come avverrà questo trionfo, come si manifesterà. Io penso che la via di papa Bergoglio, quella della religione di popolo purificata da forme di fondamentalismo identitario o da eccessi di superstizioni che fanno degenererae la fede nel limite dell’esoterismo o della magia, sia l’unica saggia via che puo evitare una catastrofe umanitaria, Ma non sono per nulla certo che sia quella che prevarrà praticamente, se non appunto alla fine dei tempi come promessa escatologica.

    3. @ Giorgio
      Il dialogo deve essere finalizzato ad un risultato, altrimenti è perdita di tempo. Ad esempio il dialogo con le religioni come l’islam deve vertere sulla libertà di coscienza, sulla discriminazione delle donne ecc, e deve avere come risultato degli atti. Le donne sono inferiori e come tali vanno considerate in stato di perenne minorità? chi abbandona l’islam merita la morte? Alla fine del dialogo si deve stabilire un sì o un no. Se alla fine del dialogo ci rendiamo conto che Maometto aveva ragione e Gesù torto, allora discriminiamo anche noi le donne e così via. In caso contrario dichiariamo pubblicamente che l’islam è una religione sbagliata e che Maometto è un falso profeta. Ma facciamolo con delicatezza, senza inutili offese. Questo per me è il dialogo: confrontarsi su temi seri per modificare la realtà, rispetto per le persone ma chiarezza e onestà nel discutere delle idee e dei principi. Altrimenti facciamoci tutti gesuiti e specializziamoci nel raccontare panzane per ingannare il prossimo.

      http://www.ecclesiaafflicta.blogspot.it

      1. Sono sostanzialmente d’accordo, ma il dialogo cerca anche di mettersi nella prospettiva dell’altro, cioè deve lasciar spazio alla possibilità e all’apertura di modificare il pensiero, altrimenti è solo negoziazione. Con l’Islam sono d’accordo che il dialogo non puo essere a scapito di mettere sotto il tappeto alcuni diritti umani fondamentali, e non puo ridursi a semplici relazioni diplomatiche di buon vicinato. Ma come ha detto il papa in piu occasioni, il fondamentalismo c’è ovunque, in ogni religione (anche nel cattolicesimo), tuttavia è chiaro che l’Islam è una relgione che non avendo avuto il suo Illuminismo resta intinsecamente piu facile alla nascita di forme fondamentaliste e fanatistiche del cristianesimo moderno, dove ormai non vediamo piu (fortunatamente) il fondamentalismo sfociare in terrorismo o guerre di religione.

        1. Il “fondamentalismo” dell’islam non è dovuto alla mancanza di illuminismo, ma alla dottrina e all’esempio di Maometto. Non è l’illuminismo che ci distingue dall’islam, ma la dottrina di Cristo vs la religione di Maometto.
          Inoltre cìè parecchia confusione sulla terminologia. Il fondamentalismo è un termine che si riferisce al protestantesimo evangelico, e non significa andare in giro a farsi esplodere o a costringere le donne ad indossare il burka. L’islamico che “uccide ed è ucciso” non è un fondamentalista in senso proprio, ma un musulmano in stato di Jhad che mette in pratica il corano. Chiamare i musulmani “fondamentalisti” e praticare l’equivalenza con i cristiani (evangelici) è stato un giochetto retorico per veicolare il messaggio che tutte le religioni sono uguali ( e violente). Purtroppo è riuscito bene, al punto che anche il papa, che ci tiene a seguire la politica mainstream e i dogmi della (in)cultura pop, non manca di ribadire ogni volta che può.
          http://www.ecclesiaafflicta.blogspot.it

          1. Beh, le guerre di religioni tra cristiani ci sono state, il terrorismo cristiano c’è stato, i roghi e le torture ci sono stati, ora fortunatamente è un ricordo, eppure la Scrittura era uguale ieri e oggi. Non è di per se il testo sacro a produrre forme di fondamentalismo che possono sfociare fino al terrorismo, ma la sua intepretazione. La Bibbia stessa è piena di passi che possono giustificare la guerra (santa), le crociate, gli schiavi, la xenofobia, etc. Anche il Corano puo avere una interpetazione diversa da quella usata per giustificare il terrorismo islamico. Non credo che l’Islam debba essere necessariamente una religione di guerra santa, ma ci vuole una purificazione che ancora non c’è stata. Per questo fare leva sul dialogo con la parte di Islam moderato o riformatore penso sia l’unica via percorribile per evitare un cosiddetto scontro di civiltà. Del resto anche Giovanni Paolo II e Benedetto XVI se ne sono ben guardati dall’esprimere giudizi netti o di interrompere il dialogo con la religione dell’Islam. Certamente non ha senso un dialogo teologico, qui il dialogo deve essere sul piano dei valori umani, del bene comune, della pace, dei diritti umani, etc.

            Comunque sono perfettamente d’accordo nel dire che oggi parlare di fondamentalismo in casa cristiana o islamica c’è una differenza enorme: il fondamentalismo cristiano nella forma piu estrema e rara mi pare sia quello di qualche pazzo che va a uccidere nelle cliniche abortiste, mentre l’altro lo conosciamo ed è ben piu esteso e radicale. Su questo penso che il papa sbagli nel suo giudizio, ma forse è uno sbaglio gesuitico, di tattica o pragmatismo piu che di convinzione (anche Bendetto XVI credo piu per pragmatismo e tattica dovette fare un po dietrofront dopo il suo discorso di Ratisbona in cui osò dire qualcosa di poco politically-correct verso la religione dell’Islam…).

      1. Ma io penso che il dialogo sia piu che mai necessario non per una sorta di buonismo, ma perchè senza dialogo c’è il conflitto. Semmai la questione è un’altra: il rapporto tra il dialogo e l’indentità. E cioè che non è che il dialogo significhi nascondere o vergognarsi della propia identità, della propia storia: si tratta invece di incanalare questa storia, questa identità sulla via dell’incontro che pacifica, non che crea lacerazioni e conglitti (sia pure con tutte le buone intenzioni di difendere qualcosa di buono o di sacro). Senza dialogo c’è solo conflittualità. Ma il dialogo deve essere fatto nella carità e nella verità, ca cercare tuttavia assieme passo dopo passo. Il tempo delle conversioni forzate è passato, è fortunatamente storia passata (almeno per i cristiani, purtroppo non per altre religioni come l’Islam, che avrebbero bisogno del loro Illuminismo e anche un po di sana secolarizzazione secondo me …).

  21. Bergoglio è il precursore della Religione umanitarista,descritta da Benson nell opera “Il padrone del mondo”. Non siamo all Anticristo ma alle porte della Religione anticristica..

    1. Infatti, se ben ricordate, fin dall’inizio del suo pontificato esaltò più volte e consigliò a tutti di leggere “Il padrone del mondo”. All’inizio pensai che Bergoglio volesse identificarsi con il papa descritto nel libro che difese la Chiesa di Cristo fino alla morte. Allora io pensai che mi piaceva molto di più “La storia dell’Anticristo” di Soloviev perché aveva comunque un esito positivo in quanto il papa di Soloviev alla fine, anche se con un piccolo gruppo di fedeli, riusciva vincitore sull’anticristo.
      Man mano che il pontificato di papa Francesco proseguiva il suo corso mi sono resa conto che il personaggio in cui si identifica Francesco non è affatto il papa martire, ma Julian Felsenburgh, cioè colui che alla fine distrugge tutto, anche la Chiesa di Cristo. Lui continua a consigliarne caldamente la lettura. Meditate gente. Meditate.

    2. Natan, lo sa che la sua disobbedienza al Pontefice aperta, pertinace e pubblica la pone in situazione di scomunica latae sententiae? Lo sa che se Lei si comunica commette sacrilegio?

      Posso fraternamente consigliarle di chiedere un appuntamento al suo Vescovo per far rimuovere la scomunica, confessarsi e tornare in comunione?

      1. Cyrano, sulla base delle Sue valutazioni anche S. Paolo dovrebbe essere scomunicato per aver profetizzato, in 2 Ts 2, l’apostasia della Chiesa prima del ritorno di Nostro Signore Gesù Cristo negli ultimi tempi. Bisogna solo discernere se è questo il tempo profetizzato da S. Paolo……..e, se lo fosse, prego per la cecità di quelli come Lei…….e, soprattutto, per il loro destino…….!!!

      2. Scorro velocemente i commenti di questo blog:

        trovo i suoi che mi hanno colpito dal punto di vista antropologico.

        Ho deciso di esprimerle pubblicamente (la mia provvisoria profilazione psicologica rivela che lei cerca di attrarre provocatoriamente l’attenzione dei lettori per ricavarne piacere dalle loro disapprovazioni, quindi il mio commento dovrebbe darle soddisfazione) i miei complimenti perché, almeno da questo piccolo campione statistico, lei abilmente riesce a nascondere la sua primaria motivazione a commentare nel modo qui (e forse su altri blog dove ho visto lo stesso nickname) scelto.

        Al momento sono incerto fra queste motivazioni primarie:

        A- sindrome grave da cripto-troll;
        B- ignoranza invincibile superbamente ignorata da lei stesso;
        C- maliziosità anticristiana.

        @natan
        Considerata la specifica maledizione che “Cyrano” le pronuncia, sarei più propenso per la motivazione B: l’ignoranza dei rudimenti di diritto canonico ne è significativo indizo.

        Ammesso e NON CONCESSO che dal punto di vista cyranista ci siano sue violazioni sufficientemente gravi di leggi e precetti che prevedano la pena della scomunica, casomai Cyrano dovrà richiedere un procedimento giudiziario contro di lei e lei sarà comunque INDENNE dalla eventualità di una pena “latae sententiae” per almeno un paio di circostanze attenuanti del canone 1314 😉

        Caro natan 🙂 , qualora le consegnassero “ferendae sententiae” la scomunica, per cortesia ce ne dia notizia qui sul blog !!!!
        sarebbe un evento notevole 😉 😉 😀
        una sorprendente performance di alti buffoni di corte, da commentare come il Servo di Dio Gerolamo Savonarola commentò la sentenza di quel disgraziato vescovo di Firenze, con in più il piacere di farlo sbellicandosi dalle risate grazie alle diverse condizioni storiche.

        😀

  22. mah… quella del vescovo di Alessandria è una opinione rispettabile, ma una opinione tra le tante e non credo ormai maggioritaria nemmeno tra i cattolici

    è indice di insofferenza perchè prima erano loro a comandare e dettare legge, adesso con la secolarizzazione non gli va giù che non li ascolta piu nessuno, nemmeno i loro fedeli …

  23. L’idolatria dei diritti dell’uomo è la “umanamente invincibile bestia” preannunciata nell’Antico e nel Nuovo Testamento:
    «Dopo di questa, stavo ancora guardando nelle visioni notturne, ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza straordinaria, con grandi denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna» (Dan 7,7).
    «Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. Le fu concesso di fare guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione. La adoreranno tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita dell’Agnello, immolato fin dalla fondazione del mondo». (Ap 13,6-8);
    «Io stavo attento, ed ecco un capro venire da occidente, sulla terra, senza toccarne il suolo: aveva fra gli occhi un grande corno. Si avvicinò al montone dalle due corna, che avevo visto in piedi di fronte al fiume, e gli si scagliò contro con tutta la forza. Dopo averlo assalito, lo vidi imbizzarrirsi e cozzare contro di lui e spezzargli le due corna, senza che il montone avesse la forza di resistergli; poi lo gettò a terra e lo calpestò e nessuno liberava il montone dal suo potere». (Dan 8,5-7).
    Mentre, la seconda “bestia” di Ap. 13 (dalla terra) è la deriva dottrinale a cui ha aderito anche l’attuale Magistero, che induce ad adorare la “bestia dal mare”, ossia all’idolatria dei diritti dell’uomo («costringe … ad adorare la prima bestia»).

    1. Bravo, gli uomini non devono pensare di poter avere dei diritti: muti e compressi, obbedire al caudillo mentre la Chiesa, tra ori, incensi, pizzi e merletti, benedice (in latino, ben si intende) l’uomo della provvidenza.

      Meno male che c’é Bergoglio

      1. Se Lei è contento che c’è Bergoglio, vuol dire che è un credente. Allora, da credente, il Suo commento non rende giustizia al pensiero del Vescovo di Alessandria. Da sempre il messaggio cristiano è stato promotore e difensore dei diritti dell’uomo, quali la dignità della persona, i diritti dei poveri e degli oppressi e molti santi nella Chiesa hanno dato la vita per questo!! Ma qui si sta parlando della “idolatria dei diritti dell’uomo”, cioè di quel pensiero che ha la superbia di affermare arbitrariamente ciò che è bene e ciò che è male, in modo del tutto svincolato dalla Verità, così come ci è stata rivelata nelle Sacre Scritture e da Nostro Signore Gesù Cristo!! E’ ovvio che non si può considerare tutto come “diritto”! Allora, quale il faro, quale la luce per discernere cosa è diritto e cosa no??? Per chi crede, questo faro è la Sacra Scrittura, compreso il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo! “IO SONO LA VIA, LA VERITA’ E LA VITA”!!! Quindi, caro Cyrano, guardi a Gesù più che a Bergoglio…..!!! “Meno male che c’è Gesù”!!!!!

  24. “Senza di me non potete fare niente”!

    Questo scatenamento satanico si può fermare solo credendo in Lui,
    è una questione solo di Fede.
    Le iniziative sociali, il matrimonio dei preti, la cominione agli adulteri, non arginano minimamente tutto questo, anzi lo rafforzano.

    “La tua fede ti ha salvato”!

    Siamo messi così perché abbiamo perso la fede (cattolica).

    1. i disastri, le catastrofi, le guerre, l’odio, ci sono sempre stati, anche quando la fede era piu ‘cattolica’ … anche quando si firmavano i concordati con i fascisti … anche quando chiese luterane e cattoliche firmavano accordi con i nazisti … non scandalizziamoci

      1. a proposito di Concordato: perchè i seguenti presidenti non democriastiani del consiglio non l’hanno mai denunciato: Spadolini, Craxi, Amato, Berlusconi, Dini, Dalema, Monti, Gentiloni?
        A proposito di concordato con la Germania: perchè i seguenti cancellieri non nazisti non l’hanno mai denunciato: Adenauer, Ehrard, Kiesinger, Brandt, Schmitt, Kohl, Schroeder, Merkel?

      1. Non è “ab immemorabili” (senza s) perché nemmeno in Oriente i preti e diaconi possono contrarre nozze. Unica differenza con la Chiesa latina è che gli uomini già sposati possono accedere agli Ordini Sacri.

  25. Si, parole coraggiose……
    Bisogna riconosce sil nascere ogni dittatura, anche nella chiesa.
    Ma questo mons. Gallese non sembra farlo, almeno stando alla sua intervista recente con Tornielli.
    Non sembra farlo…..
    Vogliamo sperare che la formazione siriana del presule abbia la meglio sulle prossime sconcertanti novità e riforme.

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