FALSE CITAZIONI DEL PAPA SMENTITE DAL VATICANO. IL PAPA NON L’HA DETTO. AVREBBE POTUTO DIRLO? CI SAREMMO SCANDALIZZATI?

Marco Tosatti

Il Direttore della Sala Stampa della SantaSede, Greg Burke, un paio di giorni fa ha sentito il bisogno di smentire ufficialmente un paio di dichiarazioni attribuite a papa Francesco, che girano sul web dall’anno scorso.

La prima è questa: “Gesù Cristo, Maometto, Geova, Allah. Questi sono tutti nomi usati per descrivere un’entità che è distintamente la stessa in tutto il mondo. Per secoli, il sangue è stato versato inutilmente a causa del desiderio di isolare le nostre fedi”.

Una seconda citazione falsamente attribuita al Pontefice legge: “Possiamo compiere cose miracolose nel mondo unendo le nostre fedi, e il tempo per tale movimento è ora”.

Entrambe le citazioni sono state riprese dal Drudge Report del 2015, un sito conservatore USA che raccoglie notizie su politica, cronaca e intrattenimento, e fornisce i link alle storie citate.

Le due citazioni, afferma Greg Burke, sono “inventate”.

Perfetto. Ma leggendo questa notizia, mi sono venute in mente alcune considerazioni che condivido con voi.

La prima. Se sono state credute, e rilanciate, in maniera piuttosto ampia sul web, tanto da meritare l’onore di una smentita formale da parte del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, è perché pur false, erano plausibili e credibili.

Tanto è vero che hanno potuto circolare per un bel po’ di tempo, ed è stata necessaria un’indagine accurata da parte della Sala Stampa della Santa Sede per dichiarare che si trattava di citazioni inventate. Se fossero state dichiarazioni del tipo, ce ne so, “la terra è piatta”, non ci sarebbe stato bisogno né dell’indagine, né della smentita.

Se fossero state vere, ci saremmo poi molto scandalizzati? Non credo. Non avrebbero colpito l’attenzione più di quanto non abbiano fatto, a suo tempo, altre esternazioni, come quella sul fatto che Dio non è cattolico, che la grande maggioranza dei matrimoni in chiesa sono invalidi (poi opportunamente emendata da quel sant’uomo di padre Lombardi) e così via, per tacere del proselitismo e delle Scalfareidi varie…

Citazioni inventate dunque. Ma, ahimè, quanto credibili…

105 pensieri su “FALSE CITAZIONI DEL PAPA SMENTITE DAL VATICANO. IL PAPA NON L’HA DETTO. AVREBBE POTUTO DIRLO? CI SAREMMO SCANDALIZZATI?”

  1. Le citazioni non sono vere ma , ahimè, sono apparese verosimili a molti perché coerenti con l’ideologia imperante ben condita di sincretismo e scarsa fiducia nell’applicazione alla vita quotidiana della dottrina di sempre che viene sempre più relegata, appunto, fra le vuote dottrine.

  2. Che Chiesa! Mi piacerebbe davvero sentire cosa ha da dire Gesù in tutte queste storie!
    Siamo davvero dei poveri uomini davanti a lui ! Che vergogna amministrare e condurre una Chiesa di questo genere dove nessuno, ma proprio nessuno sa tacere.

    Chi è il Papa? Sicuramente colui che regna secondo il cuore di Cristo. E allora chi dei due? Confusione totale; e in mezzo a tutta questa bolgia meglio inginocchiarsi a pregare che il Signore ci mette mano e purifichi ciò che c’è da purificare. Cavolo, la Emmerick aveva ragione!!
    Buona Epifania a tutti !

  3. Beh anche se mai pronunciate, le frasi sono assolutamente in linea con lo scandaloso video di Bergoglio per le intenzioni di preghiera del gennaio 2016

  4. Come si fa a non credere alla frase su Gesù Cristo, Maometto, Geova, Allah, dopo aver visto il video vaticano con i simboli delle religioni tutti uniti insieme?
    Mettiamola così, allora: la frase è falsa ma il contenuto è vero.

  5. vi informo che prossimamente , mi pare il 9 gennaio riprende il teatrino delle religioni di Bergoglio. Vediamo , quale altra religione farà entrare tra quelle che predicano le medesime verità. Poveri noi, dove ci condurranno? Ad una religione umanitarista.

  6. Echi dice che le “Citazioni” siano false? , verba volant scripta manent, prendiamo quella dell’intenzione di preghiera del Gennaio 2016, con un video proprio del papa, non c’è bisogno di arrampicarsi sugli specchi, e che dire “non esiste un Dio Cattolico”, finché il papa non parla in modo chiaro “si si, no no”, è ovvio che la confusione regna sovrana, e poi, ci sono affermazioni riportate su “Avvenire -Osservatore Romano-Radio Vaticana”, false anche quelle?
    E’ meglio che Burke stia zitto, non aggravi già quello che è grave.

  7. [ironic mode ON] …non mi fido della Sala Stampa vaticana: molto meglio “La Repubblica”… nessuno ha mai smentito il Megaloscalfari! [ironic mode OFF]

  8. E perché allora non smentiscono anche quello che Scalfari dice di aver santito da papa? Se fossero vere certe frasi attribuite a Francesco da Scalfari esse sarebbero eresie non meno grosse di queste qua sopra smentite

  9. Poiché è stato menzionato, più volte, il video di gennaio 2016 dell’Apostolato della Preghiera (ora denominato “Rete mondiale di preghiera” con tanto di effigie di Bergoglio nel logo) propongo un post che contiene proprio quel filmato e quelle parole in odore di sincretismo e che, si Natan, paiono aprire le porte ad una terrificante “religione umanitaria”;
    il post, inoltre, contiene una rapida spiegazione di quello che purtroppo sta avvenendo dentro quella Associazione che il Signore stesso volle, parlando a Santa Margherita Maria Alacoque, per diffondere il culto e la devozione al Sacro Cuore di Gesù.
    https://ilbenevincera.wordpress.com/2016/01/11/cosa-centra-budda-col-sacro-cuore-di-gesu/
    Buona visione, buon anno e Ogni Bene.
    La Vergine Santa ci assista e ci conforti.

    1. Appena ho visto il video lo scorso anno tra le varie aberrazioni ho notato il simbolo portato da Bergoglio per appresentare la fede cattolica: non è ovviamente la croce, scandalo per i non credenti, ma un tenero Gesù Bambino. Vagonate di malox per riprendermi.

  10. Un giornalista dovrebbe appurare la veridicità e non la verosimilita’ delle notizie attente dal web prima di lanciarsi in approfondite considerazioni e darle “in pasto” a noi lettori. Una notizia verosimile ma non vera è falsa. Inutile arrampicarsi sui vetri

    1. Veneratissimo Salvi,
      a parte che tutto ciò che non é vero é per definizione falso (il Signor Lapalisse le invia cordiali saluti), esiste nella logica anche la categoria del verosimile.
      Ed é questo il punto su cui insistono nei loro commenti i gentili lettori.
      Anche se, dato e non concesso, le dichiarazioni smentite dalla Sala Stampa della Santa Sede non fossero state pronunciate da Bergoglio, é pur vero che é verosimile che lo siano state in virtù del loro contenuto, che s’inserisce armonicamente nella Weltanschauung del Satrapo e nel florilegio delle dichiarazioni ereticanti o apertamente eretiche da lui fatte o a lui riferite e mai smentite dal portavoce Vaticano, anzi, pubblicate addirittura e senza alcun pudore sull’Osservatore Romano (vide Scalfari).
      I commenti critici di giornalisti e lettori non costituiscono, quindi, affatto un arrampicarsi sugli specchi, un’arte che i difensori dell’indifendibile Bergoglio esercitano con allucinante maestria.
      Si percepisce un crescente nervosismo nelle Sacre Stanze, ed a ragione in un tempo come il nostro in cui si discute apertamente sulla possibilità di un papa eretico.

      1. Ripeto la mia critica. Se una cosa non è vera, anche se giudicata verosimile, e questo è un giudizio soggettivo, e’ oggettivamente falsa. Non stravolgiamo la logica. Mi invento delle cose verosimili e le spaccio per vere! Un leone e’ fuggito oggi dallo zoo di Berlino e ha ammazzato 3 persone. Notizia verosimile ma falsa. Detto questo trovo perverso che anziché ascoltare ciò che di buono il papa dice, ci si accanisca, da parte di alcune aree cattoliche, a cercare solo ed esclusivamente le parole e le frasi da criticare. Si puo’ criticare ma non si puo’ solo ed esclusivamente intervenire per parlare male del papa. Ripeto, ritengo questo atteggiamento una perversione dell’ atteggiamento che un cattolico dovrebbe avere per il papa. E’ successo da parte di alcuni settori che Benedetto XVI fosse solo criticato e mai apprezzato? Anche questa la ritengo una perversione se proveniente da un cattolico.

        1. Eccelentissimo Salvi,
          nessuno in questo thread ha spacciato le cose verosimili per vere.
          Spacciarle per vere sarebbe un errore, ritenerle verosimili, invece, é verità pura e semplice.
          Ed é ciò che i gentili lettori nei loro commenti hanno enfatizzato.
          Le sue osservazioni, Veneratissimo, si basano, quindi, su una banale “petitio principii” (ingl. “begging the question”).
          Nel suo ruolo di difensore d’ufficio del Satrapo su questo thread dovrebbe attenersi almeno alla logica.
          Legga pure, poi, le enormità provenienti dal loquace Bergoglio lungo il 2016, elencate puntualmente con fonte di riferimento da LifeSiteNews nella sua ultima edizione online.
          Di fronte a questa trave nell’occhio del fratello Satrapo, come si fà a concentrarsi su quel poco di buono che procede dalla sua bocca?

          1. Non capisco perché mi prenda i fondelli chiamandomi Veneratissimo…manteniamo la discussione su un livello anche acceso ma rispettoso. Grazie

    2. Correggo il suo ragionamento in base al principio di identità.
      Una dichiarazione verosimile non é, per definitionem,
      né vera né falsa, ma semplicemente verosimile.
      A questo punto, l’unica cosa che uno come Lei possa fare é negare che una dichiarazione sia verosimile.
      Per non essere una negazione gratuita (“gratis asseritur, gratis negatur”), però, dovrebbe essere corroborata dalla prova, che nulla di ciò che Bergoglio ha dichiarato, almeno come pontefice, possa essere considerato in qualche modo simile alle dichiarazioni ritenute verosimili.
      Purtroppo questa prova le riuscirà impossibile di fronte all’evidenza dei fatti. Francesco, infatti, ha detto e scritto troppe cose di dubbia ortodossia.
      E questo, é, purtroppo, documentabile e quindi vero.

      1. Un evento verosimile, cioè che potrebbe essere avvenuto, ma non è avvenuto, semplicemente non e’ avvenuto. Quindi aver dichiarato che e’ avvenuto e’ aver detto una cosa falsa indipendentemente dal fatto che sia verosimile o inverosimile. Questa è logica.

  11. Nella dichiarazione congiunta coi Luterani, è stato affermato che “Lutero è un testimone del Vangelo”. Questa è una proposizione non solo temeraria ed offensiva per le orecchie dei devoti, ma anche eretica. Ebbene, è stata redatta da un organo ufficiale della Santa Sede, e firmata da un suo rappresentante assieme ad un esponente della setta luterana. Vogliamo smentire anche questo?

      1. Signor Raffaele,
        non si può smentire ciò che é contenuto in un documento ufficiale della Santa Sede.
        Al massimo, con una raccolta di firme si può protestare contro tali enormità e ci si può unire nella preghiera di impetrazione, affinché il Signore concluda questa fase sconclusionata della Chiesa nel più breve tempo possibile.
        A proposito dell’ortodossia di Bergoglio, Life Site News pubblica nella sua più recente edizione online una raccolta assolutamente rivelatrice dei detti del Satrapo lungo l’anno domini 2016.
        Ne raccomando vivamente la lettura al Sig. Salvi.

    1. Ho riletto la dichiarazione congiunta cattolici-luterani e questa frase non la ho trovata perché non c’e’. Mi risulta che sia stata scritta in un libro dal cardinale Kasper. Non è la stessa cosa…

        1. Ma no, eccellentissimo Salvi, la notizia é semplicemente verosimile, punto.
          Il concetto di “verosimile” é assolutamente legittimo
          e storicamente legittimato fin dall’antichità dalla filosofia della seconda Accademia.
          Vede, un giudizio di verisimilità é vero, se questa verisimilità é data.
          L’unico modo in cui Lei possa dire che tal giudizio
          di verisimilità sia falso, consiste nel dimostrare che
          tal giudizio non é verosimile.
          Finché questa prova non viene presentata, la Sua asserzione che tal giudizio di verisimilità sia falso
          rimane del tutto gratuita.
          A questo punto vale il “gratis asseritur, gratis negatur” della logica tradizionale.

          1. Ho capito che Lei ha studiato logica, ma qui la sta usando a sproposito. Un fatto non avvenuto semplicemente non è avvenuto, verosimile o inverosimile che sia. Se qualcuno in passato ha dichiarato che e’ avvenuto, ha detto il falso. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Non si possono costruire polemiche e accuse su notizie di fatti non avvenuti ma verosimili. Siamo seri. E se non ci capiamo prendiamone atto e pace e amen! E come vedo Lei continua a prendere per i fondelli adesso dandomi dell’ eccellentissimo…vedo che non risponde al mio invito. Perché mi da’ questi appellativi? Rispettare le persone nelle discussioni e’ la prima regola, non dovrei ricordarglielo…

  12. Nessuno pensa che il Papa è il vicario di Cristo e che gli si deve l’ossequio dell’obbedienza e del rispetto anche quando non parla ex cathedra.
    Chi sono tutti costoro che sono intervenuti a commentare l’articolo? Persone convinte di possedere la verità, di essere loro testimoni del Vangelo, ma non mi pare che Gesù si sarebbe comportato come loro. Effettivamente “Dio non è cattolico”, espressione che vuol dire semplicemente che Dio non è Dio solo dei presunti devoti tradizionalisti di una confessione religiosa (quella cattolica), ma è padre di tutti gli uomini. “Lutero è un testimone del Vangelo” fa riferimento appunto alla sua lettura del Vangelo, non canonizza la sua vita privata e il modo con cui si è rapportato con il Papa del tempo. Sul proselitismo non vedo che cosa ci sia da ridire: il Papa ha chiarito più volte il suo pensiero che è quello del suo predecessore Benedetto XVI: del resto anche Gesù non ha fatto proselitismo, è stato il testimone (= il martire) di Dio Padre e del suo amore per l’umanità. Le notizie pubblicate da Scalfari furono a suo tempo smentite dal Papa che si scrisse a Scalfari una lettera di suo pugno. Il simbolo della Chiesa non è per definizione il crocifisso, è un uso che si è imposto dopo diversi secoli, primi c’era quello del Buon Pastore (vedi catacombe), perché Gesù Bambino non può essere un simbolo della Chiesa? E comunque non sembra proprio che il Papa abbia abolito i crocifissi. E poi che i matrimoni in chiesa per la maggior parte siano invalidi per mancanza di fede lo ha detto anche Benedetto XVI e lo dicono normalmente i teologi moralisti, solo che, siccome non esiste la misura oggettiva della fede, prevale il criterio giuridico della difesa del vincolo in favore della famiglia e dell’interesse dei figli e alla fine degli stessi coniugi. L’Apostolato della Preghiera rimane una formidabile occasione per unire tutti i fedeli per pregare per le necessità della Chiesa e del mondo intero. E’ nato per diffondere il culto del Sacro Cuore di Gesù, ma che significa ciò? Significa che rispetto al rigorismo giansenista del tempo, fu promossa una devozione in cui si sottolineava l’Amore Misericordioso di Gesù, espresso plasticamente attraverso l’immagine del cuore. Abbiamo bisogno tutti della Misericordia Divina, i modi di rappresentarla cambiano nei secoli.

    1. Caro Don Ezio,

      nessuna delle persone che ha espresso commenti critici sul papa e sulla deriva in corso nella Chiesa lo ha fatto pensando di avere una sorta di esclusiva della Verità rivelata e della sua testimonianza. Semplicemente assurdo il solo pensarlo.
      Casomai è il dispiacere sincero per questa desolazione sempre piu’ imperante, questo appiattimento dell’orizzonte sempre piu’ verso il basso, e che nella terra e nell’uomo ha ora il suo vero ed unico scopo.
      Dire che Dio non è “Cattolico”, al di là dei giochi di parole, significa mistificare l’immagine che di Dio ci ha dato lo stesso Suo Figlio.
      Di osservazioni se ne potrebbero fare a non finire, e mi pare che difendere l’attuale pontefice (e non solo) sia davvero uno sport esclusivo per i temerari dell’arrampicata libera.

      1. Peccato che tutto questo amore filiale per il Papa e questa assoluta e incondizionata fiducia nell’infallibilita’ papale (in realta’ molto molto limitata nei campi di sua competenza) non si sia mai vista prima, tra i fedeli e ancor di piu’ tra i preti “progressiti”, i preti “di strada” e i teologi alla Hans Kung…
        E adesso che si sono costruiti una chiesa (minuscolo voluto) a loro immagine e somiglianza, adesso spuntano fuori i “vietato…”, i “non si puo’…”, i “non si deve…”, quando fino ad un attimo prima hanno sempre detto peste e corna di tutti i papi precedenti.

    2. Io sono un semplice fedele e padre di famiglia e soni stato molto scosso dalla frase “Dio non è cattolico” sulla bocca del papa. Mi pare che si squalifiche la via cattolica alla conoscenza di Dio, la via della Chiesa, dei sacramenti, la via che tanti missionari hanno percorso anche a costo della vita molti fossero battezzati nella fede cattolica! Lablogica conseguenza è che anche la altre religioni vanno bene: perché affannarsi nella missione?
      Comunque il papa non è l’unico: si figuri che in parrocchia ad una riunione una catechista ha detto che non serve battezzare i bambini perché Dio li può salvare per vie a lui note! E allora tanti saluti alla chiesa! Ma si rende conto che confusione ha in testa la gente?
      Quanto rimpiango i papi che parlavano chiaro e solo su testi meditati e verificati!

      1. Un momento. La grazia santificante, secondo la dottrina cattolica di sempre, è conferita dal battesimo cristiano, tant’è che non vengono ribattezzati i cristiani che si convertono al cattolicesimo. La catechista si è certamente espressa male, ma è certo che Dio vuole la salvezza di tutti gli uomini e non esclude i bambini non battezzati. La via nota a Dio è nota anche agli uomini: è il battesimo di desiderio, in questo caso, come per il battesimo di acqua di un bambino, il desiderio di salvezza è quello della Chiesa, anzi del Capo della Chiesa, cioè Gesù Cristo. I bambini i cui nomi sono scritti nel cielo, di cui parla Gesù, non avevano ricevuto il battesimo di acqua e neppure i santi Innocenti Martiri che dà se non hanno testimoniato nulla.

        1. #e neppure i santi Innocenti Martiri che dà se non hanno testimoniato nulla#
          Però sono stati uccisi in odio a Cristo, come è successo a tanti martiri, uccisi in odio alla fede.
          Comunque le assicuro che la catechista intendeva dire proprio quello! Mi ricordo ancora l’imbarazzo del delegato alla catechesi presente che si affrettò a correggerla ricordandogli la necessità di battezzare i nostri figli quanto prima!

          1. Il “quanto prima”, finché prevaleva l’opinione teologica dell’esistenza del limbo e la mortalità neonatale era alta, voleva dire appunto “il più presto possibile”. Oggi, è la Chiesa stessa che non insegna più l’esistenza del limbo dei non battezzati perché non ha fondamento nella divina Rivelazione, e per il battesimo dei bambini: a) si chiede che i genitori e i padrini siano preparati con opportuni incontri di catechesi; b) si dà la preferenza alle celebrazioni comunitarie, spesso inserite nella Messa comunitaria fetiva, perché il battesimo è l’atto più alto di una comunità cristiana. Quindi, rimane pur vero che la catechista, ha oggettivamente sbagliato dicendo che il battesimo dei bambini non serve, perché se fosse così sarebbe stato abolito, serve naturalmente ma non è da pensare che Dio sia vincolato ad un rito, sebbene sacramentale, per salvare i bambini. Anche Sua Santità Francesco ha battezzato alcuni bambini il giorno del Battesimo di Gesù. Vuol dire che il battesimo swerve. Piuttosto, capita ancora che in molti casi i catechisti siano persone non preparate teologicamente (a volte sono semplicemente delle mamme, nonne o giovani disponibili ma senza una formazione specifica).

          2. Giustissimo e vero.
            Il mio intento non era polemizzare sul battesimo ma portare un esempio di quanta confusione c’è nella chiesa anche in persone attive in campo pastorale! (Battesimale in questo caso)
            E questo lo collego a una certa ritrosia da parte della chiesa gerarchica a correggere con giustizia e insegnare con verità. Tanti don preferiscono lasciar correre, predicare un generico “volemose bene” e pensare ad altro.

  13. Sig. Salvi,
    qui non si chiede se un fatto sia verosimile o meno bensì se un’asserzione, ossia un giudizio, sia verosimile o meno.
    Un fatto, poi, non può essere vero o falso, solo il giudizio sul fatto può essere vero o falso. Di un fatto si puó solo chiedere se sia successo o meno. E giudicando se si o se no si entra nella categoria dell’errore o della verità.
    Su questo equivoco si basa la sua argomentazione, che, a sua volta, non può essere né vera né falsa, poiché la verità risiede nel giudizio, come insegna Aristotele, e non nell’argomentazione. Quest’ultima può essere solo buona o cattiva.
    Qui, ripeto, non si chiede se un fatto sia accaduto o meno, ma se un’asserzione corrisponda o meno al pensiero ed ai giudizi espressi dalla persona alla qualo la si attribuisce. Su questo si basa il giudizio di verisimilità.

    1. Sono d’accordo con Raffaele sulla confusione in campo pastorale e sulla ritrosia di molte Autorità ecclesiastiche ad intervenire affinché l’insegnamento della dottrina sia fatto con verità.

  14. Quello che è stato detto e’ stato detto, quello che non e’ stato detto non è stato detto. Poi ci si puo’ ricamare sopra quello che si vuole e discutere all’ infinito. Non e’ stato detto. Punto. Buona giornata

  15. Caro Sig. Salvi,

    come già scritto sopra a Don Ezio ,

    difendere questo pontificato è un sport per temerari.
    Il Sig. Gervasi si è espresso in maniera chiarissima ed inoppugnabile: di fronte a queste argomentazioni, la non sussistenza del fatto non cambia nulla della sostanza del discorso.
    A lei volere, o non volere, guardare la (tristissima) realtà senza paraocchi.
    Anche voler illudersi ad ogni costo è un sport per temerari.

    1. Io non ho mai sentito parlare di Dio Cattolico nemmeno nel Catechismo di Pio XII. E’ la Chiesa che e’ Una Santa Cattolica e Apostolica.

      1. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.

        Lei, caro Sig. Salvi, è un maestro della “decontestualizzazione”:
        il fatto che i Papi precedenti non si siano espressi al riguardo (e di fatto tra gli immensi attributi del Padre Eterno non si cita giustamente la “cattolicità”), contestualizzato nella millenaria Tradizione e Magistero della Chiesa, nulla toglie e nulla aggiunge all’immagine di Dio trasmessaci da Gesu’ Cristo e insegnataci dalla Chiesa.
        Purtroppo (con p. Francesco c’è un “purtroppo” di default), dire che “Dio non è cattolico”, CONTESTUALIZZATO nell’ambito del profluvio di informazioni che hanno il loro “epicentro” in Francesco, assume un significato DIROMPENTE.
        Ripeto: solo i ciechi (per scelta propria) non riescono a vedere.
        Buona Epifania.

      2. Pio XII ha scritto tanto, ma non ha scritto nessun catechismo! E’ chiaro comunque quel che voleva dire il Papa: Dio non è cattolico, cioè Dio non è Dio per i cattolici, ma di tutti. Quindi, prima di criticare il Papa bisogna capire ciò che vuol dire. Non credo che sia temerario criticare il Papa: è solo ciò che deve fare un buon cristiano. Chi lo critica, anche su queste colonne, crede di servire la causa di Dio, mentre non fa altro che aumentare la confusione e la divisone nella Chiesa.

        1. #Quindi, prima di criticare il Papa bisogna capire ciò che vuol dire.#
          Perché lei cu riesce sempre? Per me è un grande dolore sentire certe affermazioni sulla bocca del papa e, pur apprezzando molte cose da lui dette, ve ne sono altre che mi gettano nello sconforto.
          Penso a quel l’incredibile paragone fra i jihadisti che sgozzarono il prete in Francia e quei “cattolici che ammazzano la suocera. Perché tutte le religioni hanno i loro fondamentalismi”. Non mi sono ancora ripreso!
          La critica più benevola comunque riguarda la mancanza di prudenza nell’esprimersi che il nostro papa sembra essersi, a volte, completamente dimenticato! Pensare in spagnolo e poi esprimersi in italiano non è il massimo per parlare a braccio…..

          1. Sono d’accordo con Raffaele: parlare a braccio, soprattutto quando si sa che ascolta il mondo intero, e non si conosce bene la lingua italiana, può portare ad approssimazioni e fraintendimenti che nuocciono alla trasmissione della retta dottrina. Questo è il limite della persona.

          2. # Questo è il limite della persona#
            Forse questo stile comunucativo non è dato tanto da limiti personali (ahimè qui Simone prevale continuamente su Pietro) ma proprio da una strategia comunicativa. Un amici sacerdote mi ha detto che tutta questa confusione di interpretazioni sul detto e non detto del papa quando parla a braccio è voluta apposta per innescare quei processi che altrimenti verrebbero bloccati subito e proclamati chiaramente e apertamente. Si vedano le incredibili dichiarazioni di mons. Bruni Forte del 3 maggio 2016 “Forte ha affermato che il papa gli ha detto: <>
            <> ha scherzato Forte.”

          3. # Questo è il limite della persona#
            Forse questo stile comunucativo non è dato tanto da limiti personali (ahimè qui Simone prevale continuamente su Pietro) ma proprio da una strategia comunicativa. Un amici sacerdote mi ha detto che tutta questa confusione di interpretazioni sul detto e non detto del papa quando parla a braccio è voluta apposta per innescare quei processi che altrimenti verrebbero bloccati subito e proclamati chiaramente e apertamente. Si vedano le incredibili dichiarazioni di mons. Bruni Forte del 3 maggio 2016 “Forte ha affermato che il papa gli ha detto:
            -Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati, non sai che casino terribile faremo. Quindi non parleremo chiaramente, fate in un modo che le premesse ci siano, poi trarrò io le conclusioni.
            -Tipico di un gesuita….,
            ha scherzato Forte.”

  16. Maestri della decontestualizzazione mi sembra al contrario che siano proprio numerosi tra i detrattori di papa Francesco. Alle notizie vere si aggiungono poi notizie non vere per costruire teoremi costruiti su basi solide come la carta. Comunque Buona Epifania

    1. Se Lei ne è cosi’ convinto, va bene cosi’. Stia tranquillo.
      Non succederà nulla.
      Le auguro solo, visto che stanno palesemente (per chi ha fortunatamente ancora gli occhi per vedere) applicando la famosa tecnica della “rana bollita”, di non trovarsi bello e cotto senza poter fare niente per uscire dalla pentola. Che francamente non è propriamente una goduria.
      (Dicasi pentola: futura chiesa umanitario-sociologico-ecologista, mega contenitore in cui tutto puo’ armoniosamente coesistere tranne il Padre Eterno).

      1. “…Che francamente non è propriamente una goduria…”

        O forse invece lo è davvero, tanto “goduriosa” quanto quella strada larga, ben asfaltata e in discesa, che ben sappiamo pero’ a dove conduce.

    2. Teorema del cbub anti-Bergoglio: il Papa è eretico. Infatti, Mons. Forte dice che il Papa gli avrebbe detto che non avrebbe concesso esplicitamente la comunione ai cristiani risposati.
      E se fosse Mons. Forte lo strumento del diavolo per seminare discedito sul Papa? Ho sentito decenni fa don Bruno Forte, quando era teologo da pochi anni e sostenne la tesi di una Trinità Dinamica, rifacendosi al pensiero di Gian Battista Vico. Se don Bruno Forte avesse sostenuto questa tesi qualche centinaio di anni prima, sarebbe finito scomunicato e magari al rogo. Ora, invece, apprendo che è l’interprete autentico del Bergoglio-pensiero…

      1. # Se don Bruno Forte avesse sostenuto questa tesi qualche centinaio di anni prima, sarebbe finito scomunicato e magari al rogo. Ora, invece, apprendo che è l’interprete autentico del Bergoglio-pensiero…#

        Al di là del fatto che è ingiusto mettere sul medesimo piano chi accusa il papa di eresia e chi invece lamenta le sue numerose ambiguità (che pure comportano gravi rischi per la fede, e un sacerdote dovrebbe saperlo prima degli altri), rimane il fatto che in Vaticano si fiondano a smentire, che so, il Card. Sarah, per certe sue affermazioni in merito alla Liturgia… ma nessuno smentisce né Forte né Scalfari né Kasper né tanti altri personaggi che di ortodossia cattolica hanno ben poco.

        Il beneficio del dubbio è giusto concederlo: ma quando gli esempi negativi si sprecano, qualche timore diventa giustificato.
        O no?

        1. Le chiedo venia, Adolfo. Sono molti che credono che il papa Francesco sia eretico e quindi non papa. Nel mucchio ho messo ingiustamente lei.
          Mi viene però da pensare alla Gerusalemme dell’VIII secolo ab Urbe condita: molti maestri d’Israele accusavano un certo Gesù di Nazareth per le sue affermazioni non in linea con la tradizione e la retta dottrina. Pochi, tra cui un certo Nicodemo, membro del Sinedrio, ne avevano riconosciuto le buone ragioni.
          Non è il numero dei contradditori del papa, compreso qualche cardinale, che fa sì che il Papa abbia torto.

          1. #Le chiedo venia, Adolfo. Sono molti che credono che il papa Francesco sia eretico e quindi non papa. Nel mucchio ho messo ingiustamente lei#

            Nessun problema, basta intendersi. Io vorrei semplicemente che questo papa dicesse “sì” quando è “sì”, e “no” quando è “no”.
            Chiedo troppo?
            Vorrei che questo papa additasse al popolo di Dio la misura alta della vita cristiana, perché Nostro Signore non ci ha certo promesso una vita umanamente comoda, ma ha affermato che la strada stretta e aspra della Croce è l’unica via che al Cielo conduce.

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            #Mi viene però da pensare alla Gerusalemme dell’VIII secolo ab Urbe condita: molti maestri d’Israele accusavano un certo Gesù di Nazareth per le sue affermazioni non in linea con la tradizione e la retta dottrina. Pochi, tra cui un certo Nicodemo, membro del Sinedrio, ne avevano riconosciuto le buone ragioni#

            Chiediamoci il perché, allora.
            Gesù, oltre a confermare la Sua predicazione con abbondanti riferimenti alle Scritture (Vecchio Testamento, ovviamente), dà ulteriori conferme della Sua Divinità, mediante i miracoli che Egli compie.
            Sia le Scritture, sia i miracoli, confermavano che Gesù Cristo era Dio.
            Furono in pochi, però, a volerlo ammettere. Pochi fra i “grandi” di allora, mentre il popolo, composto anche da persone umili, ebbe minori difficoltà.

            Verso coloro che non Lo vollero riconoscere, Gesù citò il peccato contro lo Spirito Santo: fin quando una persona vedeva l’Uomo Gesù di Nazareth, senza conoscere alcunché di Lui, era giustificata nei suoi eventuali dubbi.

            Ma nel momento in cui quell’Uomo predicava e compiva miracoli, nessun dubbio era più lecito: perché tutto obiettivamente concordava nell’indicarLo come Figlio di Dio.

            Pochi lo riconobbero, fra i “grandi” di allora. E di questi pochi ancor meno osavano mostrarsi apertamente Suoi discepoli. Sappiamo infatti che costoro (fra cui Giuseppe e Nicodemo), usavano incontrare Gesù “di nascosto, per timore dei giudei”.

            **
            #Non è il numero dei contradditori del papa, compreso qualche cardinale, che fa sì che il Papa abbia torto#

            Vero. Anche se, come ho rilevato sopra, generalmente Cristo – ossia la Verità tutta intera – è riconosciuto da pochi. Così come è vero che i Profeti del Vecchio Testamento, che richiamavano all’osservanza della Legge di Dio, mai ebbero vita facile. E finivano quasi sempre ammazzati.
            Anche il loro numero era esiguo, e basti pensare ai lamenti che Geremia rivolge al Signore, per comprendere che seguire la Sua strada non è certo facile.

            Dunque non è il numero di favorevoli o di contrari che può mostrare la giustezza di un comportamento o di un insegnamento papale. Il giudizio varia, inevitabilmente, da persona a persona, anche in perfetta buona fede.

            Ciò che si deve valutare, come ho già scritto altrove, è l’aderenza dell’insegnamento del papa attuale a ciò che per due millenni la Chiesa ci ha via via insegnato.

            E ripeto: nei documenti ufficiali non ci sono eresie (in questo caso, il discorso sarebbe già “risolto” da tempo), ma ambiguità sì.
            E, nei discorsi non ufficiali, e specie nelle interviste, ci sono invece delle baggianate assurde.

            Questo non lo si può negare. Così come non si può negare che certe frasi infelici del papa abbiano fatto tendenza e abbiano gettato in confusione il popolo di Dio. Il quale popolo, lo sappiamo bene, non è che, di volta in volta, si mette lì a valutare se un discorso è ufficiale oppure no.

            Se poi si è in mala fede, o si cerca il plauso degli uomini, o si cerca di acquietare la propria coscienza… e per questo si vuole difendere l’attuale papa a spada tratta, allora è un altro discorso.

            C’è anche la possibilità che non si abbia la “forza interiore” per ammettere che questo papa sta deviando, dal suo mandato di confermare i fratelli nella fede.
            In questo caso non c’è una vera colpa… ma rimane l’invito a un maggior coraggio: verso sé stessi prima di tutto.

            Non possiamo “cavarcela”, affermando che occorre guardare ai discorsi ufficiali e non a quelli fatti a braccio. Perché comunque la confusione dilaga, e non è certo con tali precisazioni che possiamo arginarla.

            Mi pare ben più prudente riconoscere che questo papa presenta molte pecche, ed è anche parecchio umorale e vendicativo, in quanto tale consapevolezza mi spinge a pregare per lui, oggi più di ieri. La preghiera, unita alla sopportazione paziente delle nostre quotidiane croci, è l’unico mezzo davvero utile che abbiamo. E non è certo un mezzo da poco.

            Però ripeto: se non si è ebeti, o in mala fede, o deboli di carattere, è proprio l’affetto che proviamo per il nostro papa, quello che ci spinge ad analizzare ciò che dice e ciò che fa… ed eventualmente a lamentarcene.
            Un conto è la lamentela, un conto è l’insulto.

            E, in merito agli insulti, mi pare che abbondino esattamente fra i misericordisti attuali (il che rivela il reale volto di molti di loro), e non certo fra coloro che, rispettosamente, non desidererebbero altro che un ritorno alla schiettezza evangelica.

            E che i turiferari del pontefice regnante ricorrano spesso all’insulto, e anche alla menzogna, non depone certo a loro favore; e, soprattutto, non fa di sicuro il bene del papa.
            http://www.libertaepersona.org/wordpress/2017/01/le-bugie-di-andrea-tornielli/

          2. #Vorrei che questo papa additasse al popolo di Dio la misura alta della vita cristiana, perché Nostro Signore non ci ha certo promesso una vita umanamente comoda, ma ha affermato che la strada stretta e aspra della Croce è l’unica via che al Cielo conduce.#
            Quanto lo vorrei anch’io!

  17. Lasciando la categoria del “verosimile”per entrare in quella del vero ,papa Francesco caro Salvi ha pronunciato delle frasi ,veramente ci sono testimoni ,quali:
    “Gesu’fa un po’lo scemo” che fanno pena se pronunciate da un papa e che sono simili per pochezza umana e spirituale a quelle “verosimili” qui contestategli. Lei mi replichera’che cpn quella frase il papa voleva scherzare. Ma di un papa buffore e battutists ai giorni (tragici) d’oggi faremmo volentieri a meno.

  18. Beh … una cosa è vera e certa: Bergoglio, anziché unire, divide … come dimostrano inequivocabilmente i commenti precedenti. Questa è la verità: “Bergoglio divide, spacca, confonde la fede, anziché confermarla.”

      1. E dove sarebbero i confessionali pieni?

        A me e a molti altri risulta esattamente il contrario: forse viviamo su mondi diversi…

        E a che serve, nel concreto, invitare alla Confessione, quando si parla quasi esclusivamente di misericordia, e quasi mai di verità e di giustizia? Quando si pronunciano frasi che dire ambigue è ancora un eufemismo, oppure si lascia che un giornalista che il Vangelo non lo conosce manco di striscio si faccia interprete ufficiale del regnante pontefice?

        Quando si pronunciano frasi al limite della blasfemia, affermando che Gesù, Sapienza incarnata, fa un po’ lo scemo… e il tutto per bacchettare una volta ancora coloro che ricordano che Gesù volle sì salvare la prostituta dalla lapidazione, ma anche la invitò a non peccare più?

        O forse oggi si ritiene che i penitenti siano talmente ferrati in materia di fede, da essere capaci “per forza propria” di comprendere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?

        L’attuale papa vuole che i pastori seguano il gregge: dunque è il gregge che “conosce la strada”. Ma a questo punto nasce la domanda: se il gregge sa già dove andare… a cosa servono i pastori? Ad amministrare i Sacramenti, come una sorta di macchina automatica?

        1. I confessionali pieni non li vedo neppure io nella nostra piccola parrocchia in campagna. Secondo me questo non dipende dal papa bensì dalla santità del prete dentro il confessionale. Se il sacerdote è un uomo di Dio, accorreranno sempre più fedeli, se è un compagnone non ci andrà nessuno. La chieda la fanno crescere i santi , non certo i teologi più o meno aggiornati.

        2. Isolare frasi infelici pronunciate di getto dal Papa e da lì caratterizzare il pontificato non mi pare sia corretto. Stiamo ai documenti ufficiali, non alle battute che – per fortuna – non fanno magistero.

          1. A proposito di confessionali, la mia esperienza di confessore, confrontata con quella di molti altri, è che sin dalla Quaresima del 21013 il numero delle confessioni sia aumentato del 30%. Molte persone che erano lontane dal Sacramento della Riconciliazione da anni o decenni, mi dicono che si sono decisi a confessarsi dopo aver sentito gli appelli dell’attuale pontefice. Il numero di volte che l’attuale papa ha parlato del diavolo e della necessità di confessarsi è di gran lunga superiore a quello dei papi trascorsi nella mia vita (da Pio XII in poi). Vorrà pur dir qualcosa questo. O il diavolo lavora contro se stesso?

  19. Il papa attuale dice che non crede in un Dio cattolico.
    Per capire ciò che si nega bisognerebbe capire ciò a cui la negazione si rivolge, cioé a ciò che si afferma, e cioé che non esista altro Dio se non il Dio in cui la Chiesa Cattolica crede, il quale può essere, pertanto, legittimamemnte chiamato il Dio cattolico.
    I due o tre commentatori che si sono qui espressi su questo tema si limitano a ripetere pedissequamente la tesi che non ci sia un Dio cattolico o che loro non credono in un Dio cattolico, e tutto ciò in base an un’evidenza supposta che poi non c’é.
    Né gli uno né gli altri apparentemente hanno sentito il bisogno di dare alle loro asserzioni un fondamento teologico-filosofico.
    “E’ così e basta. Non si discute”: il metodo Salvi, in altre parole, il metodo di tutti coloro che provano difficoltà a pensare.
    Di che cosa si tratta quando si parla di un Dio cattolico?
    In generale, si parla della concezione di Dio che la chiesa cattolica ha ricevuto dal Verbo Incarnato e dalla tradizione apostolica come “depositum fidei”, ha approfondito lungo i secoli, e propugna non come probabile o verosimile o come una tra le tante, ma come esclusivamente unica ed assolutamente vera in quanto rivelata.
    (Per alcune verità su Dio, fa notare San Paolo, la ragione umana é sufficente, partendo dalla sua riflessione sulle cose create.)
    In questo senso si parla di Dio cattolico, anche per distinguerlo dalla concezione di Dio che hanno i mussulmani, gli hinduisti, i buddisti e via dicendo.
    In questo senso, non é soltanto ragionevole ma moralmente doveroso per un cattolico credere proprio nel Dio che gli propone la Chiesa Cattolica come verità di fede, in un Dio cattolico, quindi, e non nelle concezioni inadeguate die Dio proposte da altre confessioni cristiane, e tanto meno negli dei falsi e burgiardi proposti dalle altre religioni non cristiane.
    Se uno trovasse difficoltà a concepire la sintesi teologico-filosofica proposta dalla chiesa cattolica, legga pure il lavoro magistrale et fere divinum di Reginal Garrigou-Lagrange “Dieu. Son Existence et sa Nature” (Paris, Beauchesne).
    In una seconda accezzione si parla di Dio cattolico riflettendo sulla natura della chiesa cattolica come corpo mistico di Cristo.
    Cristo é il suo capo e il suo sposo (verità di fede). Ma Cristo é Dio. E allora come si fà a disgiungere la Chiesa Cattolica, corpo mistico di Cristo e sua sposa, da Dio, e negare che Dio e la Sua Chiesa formino un’unità intimissima ed esclusiva rispetto a tutte altre religioni cristiane e non cristiane?
    Da profondo teologo qual’é (!), Bergoglio, ponendo una dicotomia tra il Padre e il Figlio, dice che crede, sì, in Gesù Cristo ma non in un Dio [padre] cattolico, come se il Verbo Incarnato non fosse Dio e non avesse detto di sè:
    “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Jo 10,30).

    1. Infatti. La frase è sconvolgente in sé, ma sulla bocca del papa è devastante. Forse si potrebbe pensare che su riferisse alla luce divina che anche i non cattolici che non si oppongono alla grazia possono mostrare.
      È in generale sbagliato esporre in modo semplificato al popolo di queste fine questioni teologiche che sarebbe bene rimanessero fra gli esperti e gli addetti ai lavori.

    2. Egregio Gervasi
      Io credo nel Dio rivelato da Gesu’ Cristo. Recito il Credo è non ho mai detto cose che lei mi attribuisce. Detto questo vedo che il lupo perde il pelo ma non il vizio di insultare il sottoscritto. Si vergogni di pontificare insultando. Lei è un amante del pensiero unico, il suo, tutti gli altri non usano il cervello. Siamo a mentalita da vecchia URSS

  20. Don Ezio Fonio: un tentativo pietoso di difendere l’indifendibile con sofismi, mezze verità ed errori.
    (1) Insuperabile per superficialitá e per pregiudizio
    é la “definitio terminorum” che questo prete ci offre
    del concetto di “Dio cattolico”: secondo lui, “espressione che vuol dire semplicemente che Dio non é Dio solo dei presunti [sic] devoti tradizionalisti [sic] di una confessione religiosa”, aggiunge poi come corollario tra parentesi (!) “quella cattolica”.
    Si può chiedere: se i devoti tradizionalisti sono solo presunti devoti, dove trova l’autore di questa ridicola spiegazione i veri devoti? Tra i modernisti? Almeno i “presunti” devoti tradizionalisti vanno a messa tutte le domeniche, si confessano, non praticano l’adulterio o l’intercorso omosessuale, esercitano (ancora) le pratiche di pietà, si attengono fedelmente alla dottrina, conducono una vita moralmente corretta.
    Per questo, secondo il Satrapo, sono rigidi, ipocriti, farisaici, etc. etc. e vengono dal Misericordioso regolarmente bastonati, insultati e calunniati.
    (2) Lutero. Don Ezio non si chiede, come possa essere che un eretico (de fide, Concilio di Trento) ed uno scismatico possa essere lodato dal supremo Pastore della Chiesa come “testimone del Vangelo”.
    Poi banalizza Don Ezio, riducendo la critica cattolica a Lutero alla critica della vita personale dell’eresiarca.
    C’é ben d’altro da criticare giustamente nelle dottrine di Lutero! Approfondisca, Don Ezio!
    (3) Nell’escludere il proselitismo come metodo di evangelizzazione (il proselitismo si serve delle maniere forti e non perfettamente oneste a livello psicologico e/o finanziario per guadagnare proseliti alla setta), Don Ezio riduce l’evangelizzazione alla “testimonianza”, dimanticando puntualmente ciò che dice a proposito il Signore Gesù Cristo nei Vangeli di Matteo e di Marco: “Andate dunque, ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho ordinato” (Mt 28:19-20 / v. Marco 16:15).
    Tutto ciò và molto oltre la testimonianza.
    (4) Almeno in due punti di fondamentale importanza ció che di Bergoglio si legge in Scalfari non é mai stato smentito, e cioé (a) il ruolo della coscienza individuale puramente soggettiva nel giudizio morale; (b) il concetto del bene che ognuno ha e che deve seguire. Via libera per i fanatici e terroristi di tutte le risme.
    (5) La Chiesa ha tanti simboli. Resta il fatto che il simbolo dominante del cristianesimo per il mondo d’oggi è la Croce e non il Bambino.
    (6) Come si fà a dire che i matrimoni del nostro tempo sono “per la maggior parte invalidi”? E non per mancanza di fede, come ci dice il buon prete, bensì per mancanza di una chiara coscienza da parte degli sposi di ciò che il matrimonio implica. Un tal giudizio é del tutto gratuito poiché non risulta da alcun rilevamento statistico serio ed affidabile.
    Se fosse vero, bisognerebbe dedurne che la maggioranza dei cattolici sposati sono religiosamente degli analfabeti.
    E bisognerebbe chiedere in che misura la Chiesa moderna assolve al suo ruolo di essere non solo madre, ma anche maestra.
    (7) E’ intollerabile per un modernista parlare di verità assolute e di soggetti che le ritengono tali e le praticano nella loro vita. E invece queste verità ci sono, Don Ezio, perché ci sono state rivelate.
    E il dubbio non é una virtù teologale, come ci vorrebbe far credere il Satrapo, bensì la fede, la speranza e la carità.

    1. Egregio Gervasi
      Io credo nel Dio rivelato da Gesu’ Cristo. Recito il Credo è non ho mai detto cose che lei mi attribuisce. Detto questo vedo che il lupo perde il pelo ma non il vizio di insultare il sottoscritto. Si vergogni di pontificare insultando. Lei è un amante del pensiero unico, il suo, tutti gli altri non usano il cervello. Siamo a mentalita da vecchia URSS

    2. Caro Gervasi,
      vedo che è preparato e non l’ho convinta. Ammetto che mi ha spiazzato, ma il mio attaccamento al Papa, non a papa Fracesco o a Sua Santità Benedetto XVI piuttosto che san Giovanni Paolo II o chiunque, ma proprio chiunque dei predecessori, è superiore alle sue argomentazioni. Prima delle sue argomentazioni, c’è quell’affectum verso il Cristo in terra cui una santa scrisse non con argomentazioni filosofiche o perché umanamente stimasse il papa del tempo, per indurlo a tornare nella sua sede di Roma. Mi duole leggere tanti commenti contro una persona che – al di là di singole frasi che possono essere equivocate – si sta operando tanto per la Chiesa, per la pace nel mondo e per i poveri. Ma guardiamo il bene, non le frasi magari dette di fretta.

      1. Guardiamo il bene, certo. Ma ogni bilancia ha due piatti… e il piatto “brutto” pare molto più colmo dell’altro. Purtroppo.

        In merito alla Santa, ella non fu certo tenera col in papa, anzi. Fu enormemente critica: ma nella critica era amore, e amore accorato.

        Non siamo sedevacantisti, ma proprio perché riconosciamo il papa come tale, desidereremmo da lui un insegnamento ben chiaro. Non è più accettabile né credibile affermare che tante frasi assurde vengano pronunciate “per caso” o “senza volere”: quando vuole, si fa capire eccome. Ad esempio quando ribadì che il papa è lui, e non Benedetto XVI. Il che è giusto, e quel concetto lo fece comprendere benissimo.

        L’affetto e il rispetto che portiamo a una persona, papa incluso, non deve accecare le mente, fino a farle rifiutare persino l’evidenza dei fatti. E delle conseguenze… che purtroppo ci sono, sono ben gravi, e aumentano sempre di più, col passare del tempo.

      2. Si chieda, Don Ezio, se i commenti che Lei legge e che l’addolorano sono veri o meno. E sia convinto che quelli che li scrivono prima di tutto non sono stupidi, ed in secondo luogo sono addolorati, e profondamente feriti da un papa che dà adito a tali commenti.
        Qual papa prima del presente ha prestato il fianco a tante critiche, fatte da cattolici di indubbia fede e di profonda cultura, teologica e filosofica, professori o emeriti di famosissime università di Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia e via dicendo, che vedono nelle affermazioni sia orali che scritte di questo pontefice una relativizzazione di verità di fede fondamentali, un pericolo per la fede della chiesa cattolica?
        Quale pontefice prima di lui si scagliava regolarmente contro il comune cattolico, che cerca umilmente di praticare la sua religione e di vivere una vita moralmente corretta, insultandolo e calunniandolo?
        In qual pontificato precedente a questo persone e personalità in odore di eresia, abortisti che si vantano dei loro atti, nemici giurati della chiesa cattolica, vengono pubblicamente lodati ed additati ad esempio, e sono ospiti graditi ed onorati al Vaticano?
        Ma non sono solo le parole dette e scritte da questo pontefice che feriscono ed addolorano quanti hanno ancora un “sensus ecclesiae” nell’anima, ma sopratutto le sue decisioni e le sue azione nella governance della Chiesa.
        Quale papa prima di lui ha infierito con una furia distruttiva e, direi, satanica, contro un ordine fiorente, ricco di vocazioni, amato dal popolo, ricostruttore di chiese e conventi che erano dei ruderi, perchè troppo pio e troppo fedele alla tradizione apostolica ed ecclesiastica?
        Con metodi e mezzi degni di una qualsiasi dittatura sovietica da strapazzo; con falsità, calunnie, intrighi, attacchi personali senza alcun pudore; con misure punitive arbitrarie e violente, sino a ferire la libertà
        e la dignità delle persone; senza ritegno e senza misura.
        Si lamenta poi una prassi incoerente e contradittoria nell’intento apparente di purificare la Chiesa da persone indegne, che rimangono nel suo entourage o vengono addirittura promosse.
        Nomine temerarie e folli di vescovi progressisti perchè progressisti, trattamento sprezzante per i vescovi della tradizione, vendette personali, vanità, superficialità, iracondia, autoritarismo, manipolazione furbesca dei sinodi, punizioni per i non allineati, epurazioni degli stessi dalle congregazioni vaticane, riduzione al silenzio di cardinali di prima grandezza spirituale come il Cardinale Sarah o il Cardinale Burke, impreparazione teologico-filosofica e culturale, sciatteria liturgica, mancanza di sensibilità storica per un’istitutione bimillenaria come la chiesa cattolica, e così via.
        Ecco il regalo letale fatto alla Chiesa universale dalle frange ultraprogressiste e martiniane dell’Europa centrale, dal cosidetto circolo di San Gallo, all’ultimo conclave.
        Questo, don Ezio, e molto di più, se ci fosse lo spazio per dirlo, e per elaborare con esempi concreti, d’altronde conosciutissimei, é ciò che ci ferisce ed addolora profondamente: il dover vedere nel pontefice attuale,
        il pastor bonus delle apparenze e delle PR internazionali, il misericordioso davanti alle televisioni o nelle conferenze stampa, in realtà il gran picconatore, il vegliardo disilluso di una chiesa in rovina, la sudamericana, che con immensa energia e coggiutaggine di vecchio, insiste con metodi anche brutali ad applicare le stesse ricette fallimentari alla chiesa universale, distruggendola.
        Pensiamo alle chiese già cadaveriche del Belgio e della Svizzera, alla chiesa iperburocratizzata della Germania,
        ricchissima e moribonda per eccesso di grasso che ne stà soffocando gli organi vitali, e recitiamo pietosamente il nostro Requiem!

        1. #impreparazione teologico-filosofica e culturale, sciatteria liturgica, mancanza di sensibilità storica per un’istitutione bimillenaria come la chiesa cattolica#
          Fra tutte forse è impreparazione teologico-filosofica e culturale, la caratteristica che accomuna tutto. Vedi il “commissariamento” dell’ordine di malta dove da tragico si passa al comico.

          1. Per quanto riguarda il tentato commissariamento del Sovrano Ordine di Malta, ho l’impressione che Bergoglio abbia semplicemente messo da parte la ragione e la ragionevolezza, animato da una voglia matta di disfarsi del Cardinale Burke eliminandolo anche da questa posizione residua.
            Un diplomatico esperto come il Cardinale Parolin l’avrà certo messo in guardia da un faux pas del genere.
            Non si può commissariare un’entità con cui si intrattengono relazioni diplomatiche.
            La differenza tra i Cavalieri di Malta e quei poveri disgraziati di Francescani dell’Immacolata, stritolati da un commissario Volpe secondo la volontà del pontefice, é troppo evidente per non essere notata anche da un papa in preda ad una furia punitiva incontrollabile e all’illusione di onnipotenza perché papa.
            Adesso si goda pure il ridicolo!

        2. Mi domando se è il papa che deve obbedire a noi o noi che dobbiamo obbedire al papa.
          Se uno la pensa come il papa tenderà ad esaltarne i meriti, se uno pensa come Adolfo e Gervasi, penserà che il papa stia rovinando la Chiesa.
          Se uno, come me, guarda al papa come vicario di Cristo, pensa che il papa, pur potendo sbagliare, stia mettendocela tutta per il bene della Chiesa.

          1. #Mi domando se è il papa che deve obbedire a noi o noi che dobbiamo obbedire al papa.
            Se uno la pensa come il papa tenderà ad esaltarne i meriti, se uno pensa come Adolfo e Gervasi, penserà che il papa stia rovinando la Chiesa.
            Se uno, come me, guarda al papa come vicario di Cristo, pensa che il papa, pur potendo sbagliare, stia mettendocela tutta per il bene della Chiesa#

            Innanzitutto non poniamo sullo stesso piano due piani che sono e rimangono diversi.
            Un papa non deve obbedire a me, in nessun caso.
            Io invece debbo obbedire al papa. Se però il magistero (formale e informale) di questo papa, in fin troppi (troppi, troppi) punti, devia dall’ortodossia cattolica, debbo o non debbo obbedirgli?

            Non fu proprio Pietro (insieme a Giovanni) a dire che, in caso di comandi non buoni, occorre obbedire a Dio piuttosto che agli uomini?

            E sia chiaro: non voglio generalizzare e non sono sedevacantista. Però è un fatto che molte affermazioni dell’attuale papa cozzino contro ciò che fino a ieri la Chiesa ci ha insegnato.

            Vero è che in questi ultimi decenni la confusione era in aumento, ma una rottura come quella osservata negli ultimi anni non c’era: non c’era nell’insegnamento dei precedenti Papi, e non c’era fra i cattolici.
            Lo si vuole negare?
            Negatelo pure.

            Io e Gervasi, ma anche Beatrice e altri, abbiamo riportato le nostre motivazioni: non siamo noi ad arrampicarci sugli specchi, e soprattutto non siamo noi a cercare col lanternino delle realtà “al limite”, per poi, con abile gioco sofistico, giustificare ciò che, in base ai Comandamenti di Dio, non è giustificabile.

            Né Cristo, né San Paolo, né San Giacomo, né altri Santi nel corso dei secoli, hanno mai affermato che sia lecito, “aggrapparsi” ai casi particolari, per giustificare in qualche modo il peccato, specie se protratto.
            Ora e oggi: che ci vogliamo inventare?

            Anche io, fino a poco tempo fa, ho fermamente voluto pensare che questo papa ce la stava mettendo tutta, per il bene della Chiesa. Ma nel corso dei mesi è diventato fin troppo chiaro che l’impostazione dell’attuale pontefice è sempre più protesa verso l’orizzontale (come giustamente ha scritto Tosatti nel più recente articolo), piuttosto che verso l’alto.

            E siccome l’orizzontale, ossia l’uomo, è fallibile… ecco che la confusione aumenta e aumenterà sempre di più. Anche perché proprio il papa, che per mandato di Cristo dovrebbe “confermare i fratelli nella fede”, a quanto pare ci sguazza, nel causare ambiguità… e anche nel non volerla dissipare.

            Di esempi ormai ne abbiamo a iosa: ma i volutamente ciechi rimarranno tali.

            Ripeto ciò che ho già scritto: nel reale, fra le persone che conosco, solo chi è peccatore abituale (e non vuole minimamente metterci uno sforzo, per convertirsi) si arrampica sugli specchi, per difendere papa Francesco “sempre e comunque”.

            E dico nel reale, perché non voglio giudicare i miei interlocutori virtuali, che non conosco nel loro agire concreto: non sarebbe giusto farlo.

            Però mi chiedo: chi può avere interesse a cercare di allargare sempre di più la via stretta additata da Cristo?
            Io vedo solo due risposte possibili: un ebete, che non si rende conto di ciò che dice e fa; oppure uno che ama la via larga… e si trova a dover giustificare la propria coscienza.

            Cristo, fu Cristo a dire ai farisei che erano “duri di cuore”, appunto perché procedevano “caso per caso”.
            Oggi è l’inversione di tutto: e duri di cuore sono diventati quelli che affermano che il “caso per caso”, così come ai tempi di Cristo, può talmente essere “allargato”, da giustificare qualsiasi peccato.

            Come insegna Sant’Alfonso: ma vale davvero la pena guardare a un bene terreno (che sia economico o affettivo o di altra natura), che comunque finirà sempre troppo presto… e rischiare la salvezza della propria e di altrui anime?

            Vicario di Cristo, si è detto… ma tale Vicario deve o non deve additare ai fratelli una reale via evangelica? Deve o non deve ribadire la necessità di allontanarsi dal peccato? Deve o non deve aiutare le anime a guardare verso il Cielo, perché solo con l’aiuto di Dio (e non con le opere meramente sociali) l’uomo può davvero salvarsi?

  21. Per me analfabetismo religioso rispetto al matrimonio è lasciare che venga oscurata la Verità del Matrimonio-Sacramento come richiamato da S. Paolo nella lettera agli Efesini.
    Si tratta e si discute di questa vocazione da un punto di vista sociologico e il suo essere indissolubile principalmente come una norma morale ideale, realizzabile per pochi.
    S.Paolo quando diceva queste cose e testimoniava la sua appartenenza Cristo, viveva in un tempo dove numericamente erano in pochi i cristiani, molti anche analfabeti dal punto di vista religioso, dove tutto era ostile alla sua predicazione di Cristo del Vangelo, dove era difficile dire che il rapporto tra l’uomo e la donna è un mistero grande di comunione come quello tra Cristo e la Chiesa.
    Questa costitutiva bellezza del rapporto matrimoniale veniva però sperimentata nella sua interezza dai primi cristiani.
    I tempi sono cambiati, ma non è cambiato l’uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio.
    Ed è proprio a questa evidenza costitutiva del cuore umano a cui non crediamo più.
    Non è un problema di conoscenze religiose, ma credere che la mia vocazione, nel mio caso al matrimonio è un bene per me.
    Certamente di questo ho più coscienza adesso di 35 anni fa.
    La vita anche quella matrimoniale non è facile ma semplice.
    A volte faccio molta fatica anche io di fronte ad alcune ” uscite” del Santo Padre, e dissento da esse, ma proprio per amore dell’unità della S. Chiesa, alcune affermazioni sul successore di Pietro, legittimamente eletto mi paiono a dir poco fuori luogo. Più che offenderlo preferisco pregare lo Spirito Santo perché non anteponga le sue idee di Chiesa
    alla Verità Rivelata.
    Prego anche lo Spirito Santo che i Pastori, finora in silenzio abbiano lo stesso coraggio e la stessa schiettezza di S.Paolo come dimostrato dai Cardinali che hanno esposto i ” dubia”e anziché adularlo come alcuni fanno, lo aiutino ad essere più prudente nelle sue affermazione.
    Io posso essere un analfabeta religioso, il Santo Padre è bene che sia sempre fedele a quella che S. Paolo chiama ” sana dottrina”.

    1. Rispondo ad Adolfo che scrive:

      #Se però il magistero (formale e informale) di questo papa, in fin troppi (troppi, troppi) punti, devia dall’ortodossia cattolica, debbo o non debbo obbedirgli?#

      Di solito il Magistero non obbliga, dà delle direttive di comportamento. Devo obbedire al Papa quando mi comanda qualcosa di specifico. In tutta la mia vita non mi è mai capitato il problema di dover obbedire o disobbedire al Papa.

      #Non fu proprio Pietro (insieme a Giovanni) a dire che, in caso di comandi non buoni, occorre obbedire a Dio piuttosto che agli uomini?#

      Certamente, solo che Pietro era il vicario di Cristo e lo diceva ai membri del Sinedrio; dire che si debba obbedire a Dio piuttosto che al Papa equivale distruggere la Chiesa come hanno fatto tutti gli scismatici. Posso criticare il Papa, pur obbedendogli se richiesto.

      #è un fatto che molte affermazioni dell’attuale papa cozzino contro ciò che fino a ieri la Chiesa ci ha insegnato.#

      Anche Giulio II andava in guerra da papa e non insegnava esattamente quanto è scritto nel Vangelo sulla violenza. Ma a quei tempi non c’era internet. Voglio dire: tra i papi troviamo di tutto, però dobbiamo lavorare per l’unità della Chiesa, mentre a furia di dire che l’attuale Papa sta sbagliando si fa esattamente l’opposto.

      #Né Cristo, né San Paolo, né San Giacomo, né altri Santi nel corso dei secoli, hanno mai affermato che sia lecito, “aggrapparsi” ai casi particolari, per giustificare in qualche modo il peccato, specie se protratto.#

      Non si vuole fare questo.

      #Ripeto ciò che ho già scritto: nel reale, fra le persone che conosco, solo chi è peccatore abituale (e non vuole minimamente metterci uno sforzo, per convertirsi) si arrampica sugli specchi, per difendere papa Francesco “sempre e comunque”.#

      Ci sono anche tanti cardinali, vescovi, preti, suore di clausura, monaci, religiosi e laici che stanno dalla parte del Papa. Risulta che siano la maggioranza.

      #E dico nel reale, perché non voglio giudicare i miei interlocutori virtuali, che non conosco nel loro agire concreto: non sarebbe giusto farlo.#

      Io sono un peccatore, ma giustifico il Papa non per questo. Chi può dirsi “non peccatore”?

      #Però mi chiedo: chi può avere interesse a cercare di allargare sempre di più la via stretta additata da Cristo?
      Io vedo solo due risposte possibili: un ebete, che non si rende conto di ciò che dice e fa; oppure uno che ama la via larga… e si trova a dover giustificare la propria coscienza.#

      Nessuno vuole allargare la via: si vuole solo ricondurre le pecore all’ovile.

      #Cristo, fu Cristo a dire ai farisei che erano “duri di cuore”, appunto perché procedevano “caso per caso”.
      Oggi è l’inversione di tutto: e duri di cuore sono diventati quelli che affermano che il “caso per caso”, così come ai tempi di Cristo, può talmente essere “allargato”, da giustificare qualsiasi peccato.#

      Nessuno giustifica qualsiasi peccato, ma si vuole portare le persone alla conversione.

      #Vicario di Cristo, si è detto… ma tale Vicario deve o non deve additare ai fratelli una reale via evangelica? Deve o non deve ribadire la necessità di allontanarsi dal peccato? Deve o non deve aiutare le anime a guardare verso il Cielo, perché solo con l’aiuto di Dio (e non con le opere meramente sociali) l’uomo può davvero salvarsi?#

      Le opere sociali = carità verso i fratelli che vede sono la prova che uno ama veramente Dio che non vede.

  22. @Don Ezio

    “Oggi, è la Chiesa stessa che non insegna più l’esistenza del limbo dei non battezzati perché non ha fondamento nella divina Rivelazione”.

    Al di là del fatto che non c’è stato alcun pronunciamento dogmatico, in tal senso, non dimentichiamo che proprio il Signore ha detto che “se uno non nasce da acqua e da Spirito non può entrare nel Regno di Dio” (cf Gv 3,5).

    Vale a dire che chi non viene battezzato, non può entrare nel Regno.

    Ovviamente Dio non è ingiusto, e non destinerà di certo all’Inferno i non battezzati (per vari motivi) che nella loro vita si sono comportati rettamente, almeno secondo la legge naturale.

    Ma una qualche differenza ci sarà sicuramente, almeno fino alla fine del mondo, come hanno insegnato vari Santi dei secoli scorsi. Il Limbo degli adulti (ossia di coloro i quali, al contrario dei bambini molto piccoli, hanno comunque delle responsabilità oggettive) è quel luogo di attesa dove vanno a finire i non battezzati virtuosi (diciamo così), in base a quella frase del Vangelo.

    Per cui, pur essendo vero che nella Bibbia non esiste una trattazione specifica del Limbo degli adulti, non si può affermare che la questione del Limbo non abbia alcun fondamento nella Rivelazione. La frase di Gesù, in merito al Battesimo, non può certo essere ignorata.

    1. Caro Adolfo,
      la dottrina cattolica non è quel che pensa un cattolico o un santo. I santi non sono stati proclamati santi per quel che hanno scritto, ma per come hanno vissuto. Lei non può usare due criteri diversi, uno per i bambini e uno per gli adulti. Storicamente, si ipotizzava il limbo dei bambini non battezzati. Adesso, viene lei dirci che ci sarebbe un limbo degli adulti. Che io sappia per gli adulti, c’è il purgatorio. La frase di Gesù è sempre stata interpretata dalla Chiesa (che è assistita dallo Spirito Santo) nel senso che: se io vengo a conoscenza del messaggio cristiano e vi aderisco, devo esprimere pubblicamente questa adesione con un rito riconosciuto universalmente che prende il nome di “battesimo di acqua”. Questo battesimo era stato preannunciato da Giovanni come una rinascita da acqua e Spirito Santo, a differenza del suo battesimo che era solo un battesimio di acqua (ad eccezione del battesimo di Gesù). Gesù si richiama alla profezia del Battista. Il battesimo di acqua risulta quindi una specie di patto di alleanza tra due contraenti: il battezzando che si impegna a vivere la fede, rinunciando a Satana e proclamando il Credo, e Dio stesso che conferisce la grazia santificante, cioè l’aiuto a vivere quella fede dal battezzato che l’ha professata, ma non è solo un aiuto esterno, è una grazia che trasforma ontologicamente una persona, togliendogli il peccato originale e gli eventuali peccati attuali. La Chiesa, da sempre, ha inteso che sia vero battesimo il “desiderio del battesimo” di un catecumeno o di un martire che non hanno fatto in tempo a ricevere il battesimo per cui si parla di “battesimo di desiderio” e di “battesimo di sangue”. Gesù. del resto, non dice “chi non viene battezzato secondo il rito liturgico del battesimo non può entrare nel Regno di Dio”, ma esattamente “chi non nasce da acqua e da Spirito non può entrare nel Regno di Dio”, il che significa che bisogna sapere in che modo si nasce da acqua e da Spirito. Il modo è stato spiegato dalla Chiesa assistita dallo Spirito Santo per promessa di Gesù, non lo spiega lei, caro Adolfo.

  23. Si narra nella vita del Poverello di Assisi, che Gesù chiede a Francesco: ” ripara la mia casa che va in rovina!” Ha ragione il dott. Socci: non è Francescooo!!! E condivido perfettamente tutta l’analisi sulla questio fatta da Gervasi. E aggiungo che l’istituzione del Papato va difesa, ma non va difeso un Papa che ha deciso di distruggere la Chiesa Cattolica! Anch’io sono zelante verso questa istituzione, ma di certo non voglio difendere un Papa che ha deciso insieme ai suoi attuali “capi mandamento” di demolire la fede cattolica della Chiesa di Cristo!

      1. Si tratta di un articolo firmato da padre Kramer che ritiene il papa Francesco eretico. Mi domando se la promessa di assistenza dello Spirito Santo nel governo della Chiesa sia stata fatta a padre Kramer o al Papa? Numerosi commentatori dell’articolo citato sono critici e portano buoni argomenti per chi sa leggerli.

    1. Da uno che si cela dietro un acronimo e che sceglie come acronimo “Ira Divina” che cosa ci si può aspettare? Ma come si fa solo a pensare che l’attuale Papa abbia deciso di distruggere la Chiesa Cattolica e di demolire la fede cattolica della Chiesa di Cristo? L’attuale pontificato in questi primi anni si è caratterizzato come pastorale e non dottrinale, come ognuno può constatare. C’è una continuità di magistero in linea con quanto stabilito dal Concilio Vaticano II che per fede dobbiamo accettare con carattere vincolante da parte di tutti coloro che si professano cattolici. Chi non accetta il Vaticano II e il magistero dei successivi papi non accetta la Chiesa di Cristo e si pone di fatto fuori di essa: non è più cattolico, anche se non è scomunicato formalmente. Tra l’altro, il Concilio cita abbondantemente la Sacra Scrittura, i precedenti concili e tra i papi, quello più citato è il venerabile Pio XII.

      1. La pastorale? E quale sarebbe? Quella di una visione Conciliare distorta sicuramente. Quella del tutto e’ permesso nell’ospedale da campo, dove ci si preoccupa non più di curare, ma di infettare altri! Quella delle epurazioni se uno osa soltanto dire che non la pensa come la new age Bergogliana? I Papi sono scelti dallo Spirito Santo e io non ho detto il contrario, anzi ho dichiarato che credo e difendo tale istituzione. Ma non posso difendere l’indifendibile! L’ira Divina non sono io, caro don, ma ci sarà.

        1. Poi le potrei citare Geremia, capitolo 8, 4-17, come anche Isaia, capitolo 6, 8-13 parole citate da Gesù in Matteo 13, 14-15. Anche tutto Israele pensava che Geremia era un folle e visionario, così come di tutti i profeti e sappiamo la fine che fecero loro fare, ma qua ci troviamo davanti a qualcosa di più, è in gioco il compimento della salvezza operata da Cristo, è in gioco l’autenticità di un popolo molto più grande: la Chiesa di Cristo!

          1. Poi le aggiungo, caro Don, che se questa Chiesa, guidata da Bergoglio, non è più la Chiesa che i Padri mi hanno trasmesso, mi scomunico da solo! E in più le rispondo con le parole di Gesù: “bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini”. Anche Gesù contestava le guide religiose del suo tempo, perché non conformi alla volontà Divina!

          2. I profeti e Gesù si scagliavano contro il culto formalistico dei farisei che osservavano tutti i minimi precetti della legge e dimenticavano il precetto della carità e la stessa giustizia:
            Ger 4,11 (per stare al passo da lei citato): “Come una pernice che cova uova da lei non deposte è chi accumula ricchezze, ma senza giustizia”.
            Che si tratti di giustizia il testo di Is 6-8-13 (l’altro testo da lei citato e richiamato da Gesù in Mt 13,14-15) lo si capisce da ciò che precede, Is 5,21-24: “Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano intelligenti. Guai a coloro che sono gagliardi nel bere vino, valorosi nel mescere bevande inebrianti, a coloro che assolvono per regali un colpevole
            e privano del suo diritto l’innocente. Perciò, come una lingua di fuoco divora la stoppia e una fiamma consuma la paglia, così le loro radici diventeranno un marciume
            e la loro fioritura volerà via come polvere, perché hanno rigettato la legge del Signore degli eserciti, hanno disprezzato la parola del Santo di Israele”.
            L’autenticità di un popolo dipende anche da lei e da me, non solo da come razzola il Papa o dal fatto di come io penso che debba razzolare il Papa.

        2. Sbaglia, caro Iroso.
          Dico che il papa Francesco ha un programma pastorale perché – almeno fino ad ora – non ha manifestato di fare documenti dottrinali, avendo come punto di riferimento il Concilio Vaticano II e il Catechismo della Chiesa Cattolica.
          L’ospedale da campo è una bella immagine per dire che se uno si accosta ad un sacerdote per dire che ha sbagliato tutto nella vita e gli sono andate storte tutte le cose, il sacerdote non andrà a dirgli subito dopo: hai fatto penitenza tutti i venerdì dell’anno? Dice il Papa: si curano prima le ferite, poi le norme verranno dopo quando il malato si è rimesso in piedi. Questo è un approccio pastorale. E’ l’atteggiamento di Gesù con l’adultera: non le ha chiesto, quali dei 365 precetti della legge avesse mancato, ma semplicemente: anch’io non ti condanno, va’ e non peccare più. Circa le nomine, intanto non sono a vita, e poi ciascun papa ha sempre scelto i collaboratori che preferiva, non fa eccezione Francesco (che tra parentesi si chiama così il Papa, non Bergoglio che il cognome della sua famiglia di nascita). Nenach’io ho detto che i papi sono scelti dallo Spirito Santo, perché è un’affermazione insensata: i papi sono eletti dai cardinali non ultraottantenni riuniti in conclave, previo discernimento, invocando lo Spirito Santo, il che significa che ciascun cardinale, se onesto, vota quello che secondo lui potrebbe essere adatto a fare il papa, e non la persona amica o del proprio paese o continenti o dalle idee simili alle sue. Poi, i cardinali, i quali sono effettivamente “cardinali di santa Romana Chiesa” eleggono soltanto il vescovo di Roma. Una volta che l’eletto accetta l’incarico, per fede dobbiamo credere che il vescovo di Roma eletto legittimamente sia anche Vicario di Cristo e goda quindi dell’assistenza dello Spirito Santo.
          L’Ira Divina è un modo di dire antropomorfico per dire che il male non può essere mai accettato da Dio e che quindi il Giudizio di Dio sarà di conseguenza. In questo senso, certamente l’Ira divina ci sarà, non certo per distruggere la Chiesa in cui sono coinvolte la Seconda e la Terza Persona della SS. Trinità. Antropomorfismo per antropomorfismo, magari se le Tre Persone si parlano, è meglio per tutti, ma io credo che già lo stiano facendo alla grande.

  24. Correggo l’ultima citazione. È Pierto che pronuncia quelle parole “bisogna obbedire a Dio, piuttosto che agli uomini”. ( atti degli Apostoli)

  25. @Don Ezio
    #L’autenticità di un popolo dipende anche da lei e da me, non solo da come razzola il Papa o dal fatto di come io penso che debba razzolare il Papa#

    Verissimo. Ma la parola (formale o informale, non ha importanza), e anche il modo di fare di un papa hanno un peso enorme, e sono di esempio (positivo o negativo) per milioni di persone.

    Anche qui: stiamo su piani completamente diversi. E anche se fossimo per assurdo sul medesimo piano, c’è forse qualcosa che può giustificare l’ambiguità?

    Non è stato Nostro Signore a dire che ciò che è di più, rispetto al “sì sì, no no”, viene dal Maligno?

    **
    #Una volta che l’eletto accetta l’incarico, per fede dobbiamo credere che il vescovo di Roma eletto legittimamente sia anche Vicario di Cristo e goda quindi dell’assistenza dello Spirito Santo#

    Ma siamo sicuri?
    E il libero arbitrio del papa, dove va a finire?

    Certamente che lo Spirito Santo lo assiste, e di certo Dio mai ha permesso e mai permetterà che vengano promulgati dogmi “fasulli”; e non permetterà che un papa (eletto legittimamente, come è il caso di Francesco) devii, quando parla come supremo dottore della Chiesa.

    Ma nelle cose ordinarie, il papa può ben sbagliare: né più né meno di quanto può sbagliare chiunque di noi.

    E proprio perché il papa è “lucerna posta in alto”, avrebbe il dovere di fornire una luce sempre limpida.

    O va bene anche se il lume fa molto fumo, e non solo illumina poco ma affumica pure l’intera stanza?

    1. “Non giudicare e non sarai giudicato” vale per tutti anche e soprattutto nei confronti di un papa.
      Voglio dire che sono suoi giudizi personali secondo cui il Papa sarebbe ambiguo. A me sembra che il Papa riveli all’uomo il vero volto di Dio e della religione: non un sistema di norme morali da osservare pena la condanna all’inferno, ma quello del Buon Pastore che va in cerca della pecorella smarrita, lasciando al sicuro le altre 99 che sono nell’ovile. Se lei è tra queste 99 ringrazi il Signore e lasci al Papa di fare il Papa. Ne guadagnerà, il Papa e il mondo intero.
      Certo che il Papa è infallibile solo quando definisce un dogma ex cathedra, ma sta di fatto che le scelte pastorali del Papa potranno piacere o non piacere, ma non sono in contraddizione con i dogmi della Chiesa Cattolica. Tra parentesi, non esiste il dogma della negazione dell’Eucaristia ai cristiani risposati civilmente, esiste una prassi pastorale che in quanto tale il Papa potrebbe anche cambiare. Nella Chiesa dei primi secoli si dava l’assoluzione una sola volta nella vita per tre peccati: omicidio, adulterio, apostasia. Se lei fosse vissuto nel momento in cui cambiò la prassi e si decise di dare il perdono tutte le volte che uno lo chiede, purché dichiari di essere pentito, che cosa avrebbe fatto lei? Ora, il Papa non ha dato a nessuno il permesso di peccare né l’autorizzazione a ricevere l’Eucaristia se risposati civilmente, ma – come ognun sa – ha chiesto ai confessori di fare un discernimento caso per caso. Siccome io sono un confessore, le posso dire che quello del discernimento caso per caso è un principio della Teologia morale di sempre e i confessori avrebbero dovuto applicarlo indipendentemente da Amoris laetitia. La novità è che il papa Francesco ha detto a tutti di ricordarsi di applicare quel principio. Tutto qui.

      1. #Voglio dire che sono suoi giudizi personali secondo cui il Papa sarebbe ambiguo#

        Così come suoi giudizi personali il contrario.

        Io le posso citare tantissimi esempi (e alcuni li ho già fatti, e non mi ripeto) in merito all’ambiguità di questo papa. Esempi che lei NON può smentire, semplicemente perché sono veri.

        E infatti che fa?
        Continua a girare intorno alle varie questioni…

        Ad esempio:
        #Siccome io sono un confessore, le posso dire che quello del discernimento caso per caso è un principio della Teologia morale di sempre e i confessori avrebbero dovuto applicarlo indipendentemente da Amoris laetitia. La novità è che il papa Francesco ha detto a tutti di ricordarsi di applicare quel principio. Tutto qui#

        Certo. Come ho scritto altrove, se Francesco avesse scritto ufficialmente cose eretiche, la questione sarebbe già stata “risolta” da tempo.

        Il problema sta proprio nel discernimento “caso per caso”: perché ogni confessore applica tale criterio in modo anche molto soggettivo, e questo lei non lo può minimamente negare.

        Molti confessori, e molti cattolici in generale, fanno confusione fra precetti positivi e legge naturale; fra l’esercitare male una virtù e il commettere peccato. Che son cose ben diverse fra loro.

        Purtroppo è indubbio, e verificato fin troppe volte, che basta trovare un confessore di manica larga, per essere assolti anche se, in realtà, non si ha la minima intenzione di mutare condotta, in merito al tenersi lontani dai peccati.

        Detto questo, continui pure a menare il can per l’aia: contento lei…

  26. Caro Don Ezio, le ho citato Geremia al capitolo 8, 4-17 per dirle che l’apostasia d’Israele, accese l’Ira Divina, e divenne motivo di giudizio su di un popolo che aveva abbandonato le vie del Signore e che Dio non chiama più suo popolo, abbandonandolo all’esilio. E le ho citato Isaia 6,9-10 per dirle quanto il popolo d’Israele era diventato cieco e sordo per l’esercizio dei suoi abomini, tanto che Dio gli toglie l’assistenza del Suo Santo Spirito. Con quello che oggi accade nella “Chiesa di Bergoglio ” mi sa proprio che siamo giunti all’apostasia per abbracciare il sincretismo religioso che fu proprio uno dei motivi dell’Ira Divina contro Israele ( le famose alture ). E se c’è apostasia chi ascolta più lo Spirito Divino? Ecco che Dio decide di toglierlo! (vedi Isaia) Menomale che abbiamo avuto questo Papa che ci dà la pastorale! Ma fino ad oggi nella Chiesa cosa si è fatto? La Pastorale ha bisogno di un Magistero illuminante per curare le ferite, cioè della giusta medicina, altrimenti si corre il rischio di mandare i medici senza la medicina o con la medicina non adatta! Se poi dobbiamo difendere Francesco I solo perché è il Papa, allora di Papi come BonifacioVIII e Alessandro VI che pur erano assistiti dallo Spirito Santo, dobbiamo avviare il processo di Canonizzazione! Non è che voglio metterli allo stesso livello in materia morale, per carità! Ma pur nelle loro nefandezze personali, almeno non hanno distrutto la Dogmatica e la Morale Cattolica. Io ho tanto l’impressione che con l’ultra modernismo dell’attuale cerchio magico filo-protestante di alcuni teologi a noi noti, presto si arriverà anche a questo. Le vorrei augurare di fare carriera nel mondo del misericordioso e zuccheroso Bergoglio, ma, ahimè! Non le augurerei così la via della salvezza. Le auguro invece di avere gli occhi ben aperti e così gli orecchi alla voce dello Spirito, che soffiava dove vuole e si posa su chi vuole per il bene delle anime.

  27. C’è un’altra stranezza che caratterizza questo strano periodo: aver messo il protestante Marceli Figueroa dentro la direzione dell’Ossrvatore Romano, ed avergli dato anche la responsabilità dell’edizione argentina, nonstane esista già l’edizione spagnola del quotidiano della S. Sede.
    Non sarà questione di fede, ma è strano, strano assai!!
    Se poi lo stesso personaggio dialogando sulle pagine dell’osservatore con Lucetta Scaraffia, è d’accordo sul fatto che “il problema della salvezza non interessa più nessuno” (!) . E tanti saluti ai martiri e alla dottrina cattolica. Olé!

    1. Ahimè, il problema della salvezza veramente interessa ben pochi, almeno nella nostra cultura occidentale. “Nessuno” è chiaramente un’iperbole. Poi, se uno conosce l’ambiente latino-americano sa che cosa pensano essi degli spagnoli. Per loro la Spagna rievoca il colonialismo del passato, poi il modo di scrivere e di parlare in argentino non è la stessa cosa del castigliano, come l’americano è diverso dall’inglese e l’austriaco dal tedesco. Poi, se hanno scelto un protestante per l’edizione argentina dell’Osservatore Romano si vede che quel protestante è più cattolico di tanti battezzati nella Chiesa Cattolica che gettano fango sul pontificato di Francesco.

      1. #Poi, se hanno scelto un protestante per l’edizione argentina dell’Osservatore Romano si vede che quel protestante è più cattolico di tanti battezzati nella Chiesa Cattolica che gettano fango sul pontificato di Francesco#

        Di fronte ad assurdità simili ci sarebbe da ridere… se solo non ci fosse da piangere. E amaramente.

        Dunque per lei l’essere cattolici si riduce alla papolatria?

        Perché altro non è, l’esaltazione di un papa (al di là dell’obbedienza a lui dovuta, quando parla come supremo dottore della fede, e quando insegna cose non difformi dal Vangelo) e l’invito a omaggiarlo sempre e comunque, SENZA tenere minimamente da conto le sue ormai tantissime affermazioni che, con le Scritture e col precedente Magistero di duemila anni, NULLA hanno a che fare.

        Oppure sta cadendo la maschera di molti di voi?

        Siete già protestanti di fatto (e si vede, da fin troppe cose che affermate), ed è ovvio che vi vadano bene i protestanti anche di nome.

        Ma non si preoccupi, caro don Ezio: col nuovo corso bergogliano, tutti i vostri desideri saranno esauditi.

        Quelli come me, ossia i cosiddetti “farisei e duri di cuore”, sono ormai una minoranza. Ne sarete felici… o no?

        O forse volete “convertire” anche quei pochi che, nella loro durezza di cuore, si ostinano a pensarla diversamente da ciò che pensa la nuova Chiesa bergogliana?

        1. Adolfo, sono sincero:

          1° se i farisei e duri di cuore sono una minoranza nella Chiesa Cattolica, sono contento.

          2° Nella Chiesa va garantita la libertà di pensiero. Proprio per questo, mi scusi sin d’ora il paragone ardito, se avessi dovuto io scegliere per la direzione dell’Osservatore Romano tra un cattolico fariseo e duro di cuore che mi attacca e un protestante rispettoso ed aperto verso le idee mie, non avrei potuto, neppure volendolo, scegliere diversamente. E’ evidente che è sempre da preferirsi un cattolico aperto e rispettoso verso le idee del Papa, ma evidentemente non c’era questa possibilità. Forse da qui può venire un bene: possono cadere tante prevenzioni e incomprensioni tra cattolici e protestanti.

          1. #E’ evidente che è sempre da preferirsi un cattolico aperto e rispettoso verso le idee del Papa, ma evidentemente non c’era questa possibilità#

            Il fatto è che il papa per primo parla di parresia e dice di odiare i lecca-calze. Eppure chi dice ciò che pensa è oggi perseguitato come non mai (nel caso in cui appunto contrasti il pensiero del pontefice regnante)… e Santa Marta è piena di lecca-calze.

            Qualcosa non quadra. O almeno così mi pare.

            **
            #Forse da qui può venire un bene: possono cadere tante prevenzioni e incomprensioni tra cattolici e protestanti#

            Forse. Mi farebbe piacere. Però continuo a dubitarne: mi pare che del protestantesimo molta Chiesa stia prendendo le peggiori devianze.

            Se poi sono io a “vedere” male, tanto meglio per la Chiesa.

          2. #un protestante rispettoso ed aperto verso le idee mie#
            Infatti ancora una volta Simone prevale su Pietro. Se il metro sono i desiderata personali e non quello che insegna la chiesa di sempre, siamo fritti!

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