BRASILE. LE CIFRE DI UN DISASTRO PASTORALE. NOVE MILIONI DI CATTOLICI ABBANDONANO LA CHIESA IN DUE ANNI.

Marco Tosatti

Dal Brasile vengono le cifre di un disastro. Un sondaggio di Datafolha ha rilevato che gli adulti che si dichiarano cattolici sono passati dal 60 per cento nel 2014 al 50 per cento nel dicembre del 2016.

Questo vuol dire che in due anni circa nove milioni di fedeli hanno deciso di lasciare la Chiesa.

Un dato certamente sconcertante; tanto più se si considera che per la prima volta nella storia sulla cattedra di Pietro siede un Pontefice che provien dal subcontinente latino-americano.

Datafolha ha mostrato che nello stesso periodo c’è stato un incremento importante di persone che non professano nessuna religione. Sarebbero passati dal 6 al 14 per cento negli ultimi due anni.

Nel 2012 la percentuale dei  cattolici dichiarati era del 64,6 per cento.

Il sondaggio indcia che il 43 per cento dei cattolici brasiliani vivono nella regione del sudeste, la più sviluppata del Paese, mentre nel nord e nel oeste, si giunge appena al 15 per cento della popolazione.

Il sondaggio di Datafolha ha un margine di errore del 2 per cento. E’ stato realizzato nell’ultimo mese in 174 municipi a livello nazionale, intervistando 2828 persone di età superiore ai sedici anni.

In Brasile, anche se questa recente valanga di abbandoni non ha segnato un’espansione degli evangelici, è opportuno ricordare che metà dei protestanti provengono  dalla Chiesa cattolica.

La maggior parte delle conversioni avvengono prima dei venticinque anni, e i convertiti citano come motivo del cambiamento un maggior rapporto con Dio (77 per cento) e lo stile di culto delle nuove Chiese (68 per cento).

Il segretario della Conferenza Episcopale del Brasile, dom Ulrich Steiner,  ha dichiarato a La Folha di San Paolo che il numero di persone disposte a lottare per la giustizia è più importante della percentuale di cattolici.



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55 pensieri su “BRASILE. LE CIFRE DI UN DISASTRO PASTORALE. NOVE MILIONI DI CATTOLICI ABBANDONANO LA CHIESA IN DUE ANNI.”

  1. Questa è solo l’ennesima conseguenza di ciò che accade a rinnegare la Verità e la Santa Dottrina. Purtroppo, abbiamo da una parte della popolazione locale ancora ancorata a tradizioni e culti precristiani, che non vengono eradicati su un malriposto senso del “rispetto culturale”, e dall’altra una gerarchia che ormai non è più capace di interrogare sé stessa, ma che prosegue caparbiamente nei propri errori da cinquant’anni a questa parte e si ostina ad ignorare il tracollo di fedeli (e, soprattutto, di vocazioni, specie verso i seminari diocesani) causati da una politica ecclesiale e dottrinale “al ribasso”, per cui la pastorale diviene un facile paravento per giustificare atti compiacenti al mondo ma non a Dio, celando le “scomode verità” della Dottrina. E questo, naturalmente, non può non riflettersi sulla liturgia. Comunque vada, la Chiesa dovrà riscoprire i tesori del rigore dottrinale e della liturgia tradizionale, dal momento che tutto il resto è fallimentare e sta già crollando sotto il suo peso: prima la gerarchia si renderà conto di questo ed agirà di conseguenza, meglio sarà.

  2. Come dice Giuseppe Marson la nostra e’una societa’ che fa di tutto per estromettere il Creatore. E’una societa’antropocentrica che ritiene l’Uomo il centro dell’Universo. All’uomo ai suoi diritti alle sue voglie tutto si deve conformare ,mentre l’uomo non deve rinunciare a niente di cio’che vuole perche’si pensa che la realizzazione personale e la felicita’personale si hanno quando tutti i diritti e i desideri sono soddisfatti. I nutile che teologi filosofi poeti ricordiano continuamente che nella realta’non succede questo anzi che la soddisfazione di tutti i desideri porta ad uomini sempre piu’ infelici depressi annoiati privi di un senso della vita. Inutile che esempi anche recenti di personaggi riccji belli gioveni famosi che hanno avuto tutto ci testimonino una disperazione e una degradazione della propria vita fino a livelli bestiali. La nostra societa’non riconoscendo e rimuovendo il Trascendente non porta che all’abbrutimento finaledell’uomo al suo tras f ormarsi in bestia.Solo la riscoperta della fede in un Creatore e nel suo disegno per l’uomo di elevazione e di redenzione puo’rendere all’uomo di oggi depresso e nihilista fin da giovane un soffio di felicita’.

  3. Quello che sembra anacronistico in senso negativo, la S. Chiesa soprattutto con San GIovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI poi, lo rende fruibile a tutti, nella sua positività e bellezza, come nella Deus Caritas est, in cui si parla di eros ed agape.
    Personalmente ritengo che si sia parlato molto più dell’aspetto procreativo del Matrimonio rispetto all’aspetto della comunione degli sposi.
    Comunione che produce un vortice di amore, definito da Kierkegaard : incarnazione ascendente.
    Ma proprio in un periodo come quello che stiamo vivendo, la nostra è una società che sta facendo di tutto per estromettere il Creatore, per liberarsi dal Creatore, per combattere il Creatore, la sapienza della S. Chiesa e il suo Magistero è indispensabile.
    Grazie a Dio la procreazione è centrale nel Matrimonio cristiano è questa centralità che permette di riaffermare che la famiglia è quella fondata dall’unione indissolubile di un uomo e di una donna è che i figli sono un dono (non un diritto) per gli sposi.
    Una ultima annotazione sulla liberazione della donna, credo che non ci sia una bellezza , una esaltazione , una dignità maggiore che quella proposta dalla S. Chiesa : la Madonna.
    Per cui personalmente prego perché ci siano sposi testimoni
    della bellezza del matrimonio nella sequela a Cristo obbedienti al Magistero della S. Chiesa e che ci siano Pastori, che rilancino ed annuncino con chiarezza questa Verità.

  4. Ciò che accade in Brasile si è già manifestato in diverse parti del mondo e accade un po’ ovunque. Sarebbe interessante sapere quanti cattolici veri ci sono in Italia. E per cattolici veri intendo quelli che vivono la fede secondo l’insegnamento del Magistero e non quelli che si considerano e si dichiarano tali soltanto perché hanno subito il solito iter: battesimo, comunione e cresima. La vera “scristianizzazione” non è la conseguenza di un disastro pastorale, ma è causata dal fatto che da sessant’anni a questa parte è proprio il concetto stesso di Dio, che è quasi scomparso o è stato via via relativizzato e le motivazioni sono diverse.
    Se togliessimo la parola Dio dall’attuale realtà nulla muterebbe e tutto procederebbe senza intoppi. Se invece cancellassimo ciò che oggi rappresentano le parole finanza e tecnica, nulla del nostro mondo avrebbe più senso. In una parola “Dio non fa più mondo”. Viviamo cioè, come disse papa BXVI: “In un tempo nel quale Dio è diventato per molti il grande Sconosciuto”.
    Senza dimenticare che si è dissolto quell’humus familiare che consentiva a tutti fin da piccoli di respirare quell’atmosfera di religiosità che trasformava ogni azione della giornata in un richiamo a Dio. Dal risveglio all’uscita di casa, al momento del pranzo e soprattutto la sera, quando i piccoli prima di addormentarsi erano coinvolti dalle mamme o dalle nonne a recitare la preghierina di ringraziamento alla Madonna e a Gesù bambino. Tutto dissolto. E mancando i presupposti è venuto meno il cosiddetto “imprinting” di appartenenza.
    Nel cammino dell’umanità le “rivoluzioni antropologiche” non sono certo mancate, ma sessant’anni fa è accaduto qualcosa d’impensabile: l’uomo, grazie alla tecnica, è riuscito a recidere il nesso che lega il piacere sessuale alla riproduzione. Una rivoluzione che ha avuto conseguenze radicali nel modo di essere uomini e donne. La donna è stata liberata dalla vita domestica ed è stato possibile procrastinare il desiderio di un figlio. Questo ha consentito di liberare la sessualità dal giogo procreativo, di cancellare alcuni tabù, rendendola finalmente fruibile.
    Tutto ciò non ha soltanto mutato il modo di percepire e di vivere la sessualità, ma ha anche evidenziato l’anacronismo dell’insegnamento della Chiesa, teso da sempre a considerare lecita soltanto la sessualità ai fini procreativi. Le conseguenze di questo radicale mutamento è sotto gli occhi di tutti.

  5. Personalmente non appartengo a nessun movimento ne sono un cristiano doc. Appartengo alla S. Chiesa, sono
    un semplice uomo che si è innamorato di una donna e confidando più sulla Grazia di Dio che sui propri progetti, sulle proprie capacità o sui progetti pastorali, si è a lei unito in matrimonio.
    Non smetto mai di ringraziare Dio ogni giorno per il sì di mia moglie a un incosciente come me e per il suo perdono quotidiano per i miei limiti e le mie fragilità .
    Io credo nel primato della Grazia Sacramentale e di fronte ai pericoli il volto di Cristo si manifesta sempre, attraverso le persone, gli amici , gli incontri che si fanno.
    Ma se prima di partire per l’avventura della vita con tua moglie non credi che possa essere per sempre, per quello che si chiama realismo, metti le mani avanti dicendo che potrebbe essere un fallimento, quindi dando per scontato che potrebbe essere un rapporto a termine, come dissero gli apostoli a Gesù : non conviene sposarsi. Il coraggio vero è come diceva San Benedetto “vivere l’eroico come quotidiano e il quotidiano come se fosse eroico”.
    Per questo coraggio non occorrono particolari doti, ma solo la quotidiana e mendicante domanda degli sposi di essere avvolti dalla Sua Grazia.
    Proprio perché i tempi sono cambiati e quello che era evidente una volta adesso non lo è più, Abbiamo ancor più bisogno di Pastori e persone che ci ricordino quello di cui siamo fatti e in questo caso della bellezza originale del Matrimonio-Sacramento.
    Questo era il progetto di Dio Creatore per questo siamo stati creati, per questo il Figlio di Dio è morto in Croce e ci ha assicurato la Sua presenza fino alla fine dei tempi.

  6. Eliot ” E’ la Chiesa che ha abbandonato l’uomo o è l’uomo che ha abbandonato la Chiesa ” a questa domanda D. Giussani parecchi anni fa rispose entrambi, questa è’ la verità . Eliot scrisse i cori della Rocca nel 1936.
    Per me il tempo scorre a partire dalla nascita di Cristo quindi A. C. e D.C. è così la vita della Chiesa.
    Non A.B. e D.B . Come se la Santa Chiesa fosse iniziata nel 2013 dopo l’elezione di Papa Bergoglio.
    Che non si può adulare come se avesse iniziato lui il ” vero”
    Cristianesimo ne ritenere l’unico responsabile del decadimento della Chiesa.
    Fatta questa premessa mi preme pero’ questa sottolineatura,
    Nell’ultima udienza nei consueti saluti finali agli sposi novelli prima del sano è giusto consiglio di fare sempre la pace prima di coricarsi, ha detto scandendolo e ripetendolo che ci vuole molto coraggio a sposarsi per sempre.
    Ebbene questa ultima affermazione, che nasce dalla sua visione più volte espressa che sono molti i matrimoni che potrebbero non essere validi , non mi trova d’accordo.
    Non sono ancorato ad un passato o ad una società che non esiste più, un illuso, ma viceversa se si vuole che i giovani abbiano futuro e ci sia una società inclusiva nei loro confronti, come ha chiesto ieri davanti alla Madonna, oltre chiedere per loro un giusto lavoro duraturo, bisogna educarli alla bellezza della vita famigliare, che il sì per sempre non è un ideale per pochi, la vocazione al matrimonio,via normale alla santità, la famiglia,
    chiesa domestica viene chiamata, è un dono liberamente offerto a tutti, siano essi deboli o forti coraggiosi o meno.
    La Grazia Sacramentale compie la Comunione tra l’uomo e la donna a Dio nulla è impossibile, basta un’umile quotidiana e mendicante domanda degli sposi a Cristo.
    Più il mondo, la mondanità , cerca di soffocare questa Verità, più la si deve testimoniare personalmente, e chi ha responsabilità la deve annunciare integralmente. Il Creatore l’uomo è la donna così li ha voluti per questo li ha creati .
    Buon anno a tutti.

    1. #ci vuole molto coraggio a sposarsi per sempre#
      È una frase che trasmette un certo pessimismo, sebbene volesse essere sicuramente un complimento ed un’esortazione ad emulare i giovani sposi. Mi ricorda le precedenti espressioni circa la fede fatta di complesse dottrine o la teoria della vita cristiana. Sono d’accordo con lei quando rileva la mancanza dell’annuncio integrale, del coraggio dato dalla speranza che i contenuti della fede troveranno realizzazione.

      1. Ci vuole coraggio per farsi preti oggi? Ci vuole coraggio per farsi sposi cristiani? Si, se non si è incoscienti, cioè inconsapevoli delle difficoltà che si incontreranno. Ci sarà la Grazia, senza la quale non si va da nessuna parte, ma se guardiamo alle coppie che finiscono per separarsi anche quando appartenenti a movimenti cristiani doc, come non avere timore dentro di sé? Il coraggio c’è l’ha chi è consapevole del pericolo, chi non è consapevole è un temerario o ripeto un incosciente. E’ come partire per raggiungere una bellissima vetta di montagna ma la cui via presenta a tratti dei pericoli…

  7. Un Papa leader de la sinistra internazionale non serve alla Chiesa, dove ha fallito come Papa, ma neanche alla sinistra. Lo strumentalizza mentre non trova un altro piú adatto.

  8. Premesso che non sono un simpatizzante della teologia della liberazione, ritengo non corrispondente al vero etichettare papa Francesco come un aderente di tale corrente. (Vedi: “quando Bergoglio sconfisse i teologi della liberazione ” di Sandro Magister 2013). Per quanto riguarda le analisi sulle cause della scristianizzazione, ricordo che e’ un fenomeno esteso anche al mondo occidentale e molto complesso. Sulla analisi di alcune cause invito a leggere il seguente articolo di Messori http://www.polonia-mon-amour.eu/2011/01/05/a-proposito-di-stereotipi-polonia-cattolica/

    1. Rispondo ad Andrea Salvi.
      Per quanto riguarda la teologia della liberazione, non è necessario andare tanto lontano: basta leggere ciò che scrive Marco Tosatti qui sotto su Leonardo Boff. D’altra parte sono stranoti i legami direi culturali e di pensiero tra il Papa e altri noti esponenti della teologia della liberazione.
      Per quanto riguarda l’attuale scristianizzazione, è vero che non è da ascrivere a Papa Francesco, tuttavia il Papa stesso dà un contributo robusto e tangibile!
      Ad abundantiam riporto un brano dell’intervista al Papa di Eugenio Scalfari dell’1/10/13:
      Domanda: “Santità, esiste una visione del Bene unica? E chi la stabilisce?”
      Risposta:«Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene».
      Domanda:”La teologia della liberazione, che papa Wojtyla ha scomunicato, era abbastanza presente nell’America Latina.
      Risposta: «Sì, molti suoi esponenti erano argentini».
      Domanda: “Lei pensa che sia stato giusto che il Papa li combattesse?”
      Risposta: «Certamente davano un seguito politico alla loro teologia, ma molti di loro erano credenti e con un alto concetto di umanità ».
      I contenuti di questa intervista sono stati poi ripresi in un libro dello stesso Scalfari, libro che non risulta messo all’indice dalla Santa Sede.
      Buon anno a tutti.

        1. Non si tratta di convincere nessuno, si tratta semplicemente di guardare in faccia la REALTA’, anche se ci fa male.
          Le collaborazioni con quelli della TdL sono sotto gli occhi di tutti (e questo articolo ne e’ un esempio), poco importa se il papa aderisce o no a detta “teologia”, e’ un DATO DI FATTO che si serve di alcuni collaboratori che aderiscono a tale “teologia”.
          E la Laudato si ne e’ un esempio LAMPANTE di quello che ne esce fuori da detta collaborazione.

  9. Il commento del segretario della Conferenza Episcopale del Brasile è perfettamente in linea con il clima che si respira in varie parrocchie del nostro paese. Ormai si va diffondendo un’ idea di cristianesimo incentrata esclusivamente sull’ impegno sociale, con la dottrina e i sacramenti relegati a mera cornice, della quale si può anche fare a meno.

    L’unica matrice del peccato sembra essere l’ingiustizia sociale e ormai le omelie di molti sacerdoti si avvicinano sempre più a trattati di sociologia, o peggio ancora, riflessioni politiche.

    La Messa e il Rosario vengono delegittimate dagli stessi pastori, i quali erroneamente contrappongono liturgia e opere, che invece dovrebbero essere in armonia tra loro. Senza considerare la demolizione dei pilastri della dottrina e la conseguente “caccia al rigorista”, in nome di un confuso ecumenismo e di una stravagante misericordia che rischiano di condurre a una pericolosa protestantizzazione e a un revival dell’ arianesimo .

    Se dalle parti di Santa Marta credono di aumentare i consensi alla abbracciando teorie della teologia della liberazione, con il plauso della massoneria, beh ci sono statistiche come questa che sanciscono una sonora bocciatura di questa strategia-

    1. Succinta ma corretta analisi di tante diocesi e parrocchie. Condivido in pieno. Il cristianesimo sociale che fa a meno di Dio e dei sacramenti capovolge il messaggio del vangelo di cercare prima il regno di Dio e la sua giustizia.

      1. La ringrazio per l’ apprezzamento. Ce ne sarebbero di cose da scrivere su questo argomento, ho cercato di sintetizzare nei limiti del possibile, e nella maniera più dignitosa possibile in rapporto alle mie capacità, questa delicata vicenda, che tanta confusione sta gettando nelle anime di tanti fedeli.

        Credo proprio che abbiamo a che fare con il famigerato fumo di Satana, che distorce la verità attraverso la diffusione di un ambiguo messaggio di misericordia, facendo apparire la difesa della Verità come rigorismo o, peggio ancora, farisaismo.

        La saluto con una esortazione alla vigilanza fatta da San Pio da Pietrelcina, che dovrebbe farci riflettere: “La massoneria è arrivata alle pantofole del Papa”. Chissà che con il trascorrere degli anni non abbia fatto ulteriori progressi.

  10. @Andrea Salvi:
    e dàlli: qui si sta discutendo del METODO (usato ANCHE da Bergoglio in Argentina) della Chiesa di rincorrere le Ong di sinistra invece di fare il proprio mestiere.
    Quindi, se ha FALLITO miseramente in tutto il Sudamerica (COMPRESA l’Argentina dell’arcivescovo Bergoglio) perche’ mai adesso lo si vorrebbe utilizzare in tutto il mondo, STANTE IL COMPLETO FALLIMENTO in Sudamerica? questo stiamo dicendo.

  11. Bergoglio centra; anzi, centra moltíssimo con la scristianizazione del mondo. Un papa che proibisce il proselitismo non é un papa alla misura di Gesú; un papa que vuole dare la comunione sacrílega in peccato mortale si deleggitimma a sé stesso, Un Papa che fá del ambigüitá la sua mássima e non ama la Veritá, é perche non crede nella Veritá. Debe andársene. Non avicina i lontani e allontana i vicini.

  12. “Un dato certamente sconcertante; tanto più se si considera che per la prima volta nella storia siede sulla cattedra di Pietro un Pontefice che proviene dal subcontinente latino-americano.” E’ una insinuazione neanche tanto subliminale, che non è accompagnata da uno straccio di prova. So benissimo che Benedetto XVI non c’entra nulla con la scristianizzazione della Germania, così come Giovanni Paolo II non c’entra nulla con la scristianizzazione della Polonia. Ma nemmeno papa Francesco c’entra nulla con la scristianizzazione del Brasile. Siamo seri!

  13. @Andrea Salvi
    il paragone e’ completamente campato in aria.
    Prima di tutto Ratzinger non ha mai avuto incarichi diretti in Germania da piu’ di 25 anni, ma e’ stato sempre A ROMA a fianco di Giovanni Paolo II.
    Poi, piu’ che parlare di una “colpa” personale dell’arcivescovo Bergoglio quando era a Buenos Aires, qui si parla dell’attegiamento della Chiesa TUTTA (e di quella sudamericana in particolare).
    Al contrario, Ratzinger da papa aveva avviato dei “dialoghi” (questi si fruttuosi) con alcune comunita’, tipo quella Anglicana, che volevano e SONO ritornati nel seno della Chiesa Cattolica.

  14. Mi permetto di correggere l’articolista: non sono i nove milioni di fedeli ad avere abbandonato la Chiesa, ma è la chiesa brasiliana ad avere abbandonato i suoi fedeli per rincorrere gli spettri della “giustizia sociale” intesa alla sinistra maniera.

  15. En Brasil viven más de 120 millones de personas de 25 años o más. Una caída del 10% de los católicos adultos equivale pues a más de 12 millones de personas (no 9 millones). ¡En dos años!

  16. Speriamo sia una bufala… ma, lungi da un atteggiamento superstizioso, il 2017 non dovrebbe essere un bell’anno a prescindere … visti i suoi collegamenti al 1517, al 1917 e relative profezie mariane, nonchè i tempi ormai molto stretti della visione di Papa Leone XIII… o, molto semplicemente, per chi ha ancora occhi per leggere la realtà presente senza i paraocchi del politicamente corretto …

      1. Ho verificato io stesso ed ho cancellato subito la notizia: è praticamente identica a quella pubblicata subito dopo il Messaggio della Corona, alcuni mesi fa. Mi scuso per l’errore, ma la notizia era arrivata da un confratello che vive in Inghilterra e mi ero fidato.

  17. E della scristianizzazione della Germania cosa mi dite? Colpa di Benedetto XVI? Ma la storia del cristianesimo da sempre e’ caratterizzata da comunità che nascono e poi scompaiono…pensate alle comunità fondate da S.Paolo. Cosa ci sta ora? E il Nord Africa, patria di S.Agostino? Cosa ci sta ora? Nelle analisi non facciamoci prendere dal furore ideologico, per favore!

    1. Vero che per essere precisi occorrerebbe confrontare i Trend di decrescita in altre nazioni: il cattolicesimo perde il 5% all’anno di fedeli anche in Italia, Spagna, Francia, Polonia, Messico? Tanto per citare nazioni che partono da una percentuale elevata di cattolici come fu il Brasile. Non ho sottomano i dati (su trovano in certi siti), ma non credo il calo sia così vertiginoso.
      E poi bisognerebbe guardare dove la chiesa cresce, e vedere se lì si segue il pensiero di Don Ulrich o no. Sopratutto guardare le famiglie religiose che crescono e chiedersi come mai.
      A me colpisce sopratutto la tranquilla accettazione del fatto da parte di Dom Ulrich, come se non fosse grave abbandonare la chiesa quando si persegue la giustizia. Come se non fisse possibile conciliare entrambe le esigenze. Avrei trovato molto più comprensibile se avesse commentato: “ci addolora moltissimo vedere tanti fratelli allontanarsi dalla chiesa. Ci chiediamo come questo sia possibile. Vedremo come fare per contrastare questo fenomeno e riportare i fedeli alla finte dell’acqua viva. Pregheremo per questo”
      E invece no. Sembra che lui sia convinto che via dalla chiesa si sta bene lo stesso….

  18. Ringrazio di cuore Cesare Baroni e Bernardo Guerrini per i commenti puntuali e pacati che condivido e che mi consolano tanto.
    Il Signore vi benedica faccia splendere su di voi il Suo Volto e vi dia la Sua pace.

  19. “I convertiti citano come motivo del cambiamento un maggior rapporto con Dio (77 per cento) e lo stile di culto delle nuove Chiese (68 per cento)”.
    Cioè respingono il concetto del Galantino brasiliano dom Ulrich Steiner, secondo il quale “il numero di persone disposte a lottare per la giustizia è più importante della percentuale di cattolici”. Certo che il numero non è fondamentale, ma in tutti i modi prima il rapporto con Dio e poi la giustizia.
    In quanto allo stile di culto, sul web circolano filmati ripresi in chiese sudamericane in cui sembra di essere in discoteca. Ma la celebrazione del sacrificio eucaristico non si fa in discoteca.

  20. In Sudamerica sta succedendo quanto avvenuto a partire dagli anni sessanta-settanta nei cattolicissimi Belgio e Olanda guidati dai cardinali autoproclamatisi “mafia di S. Gallo”: stesse idee, stessi metodi, identici risultati: l’autodemolizione della Chiesa.
    E ora si vuole applicare il format alla Chiesa universale…

  21. Purtroppo il tutto nasce da un’interpretazione confusa del famoso versetto: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia”. Secondo costoro il Regno di Dio è una metafora per indicare una sorta di paese di cuccagna terreno. Siccome però la cuccagna non arriva, passano il tempo a nutrire invidia sociale per chi è più ricco di loro. Poi nella postmodernità attuale hanno aggiunto che la vita consiste nel “fare quello che mi pare”, ossia, secondo loro, la libertà: da qui tutta quella profluvie di presunti “diritti” a cui sarebbe tanto cattivo opporsi (anche se, a ben guardare, l’individualismo dei “diritti” non c’entra nulla col classismo massificatore marxisteggiante: però in comune hanno l’odio verso la società tradizionale).
    è chiaro che qui il disastro è innanzitutto culturale. Sono le teste che devono cambiare. Ma purtroppo i rottami degli anni Settanta è dura farli ragionare: dovrebbero ammettere di aver sbagliato quasi tutto nella loro vita, e una simile ammissione non fa piacere a nessuno. Io una volta uno di costoro l’ho ammonito severamente che gli pseudocattolici e seguaci di Rahner e Bultmann un giorno avrebbero dovuto rendere conto a Qualcuno di tutto il disastro causato nella Chiesa e delle anime che hanno perso. In genere però reagiscono con l’insulto e l’irrisione, non avendo argomenti seri. Un esempio lo vediamo anche in alto loco, purtroppo. P.s. : inutile spiegare il significato di “loco” in spagnolo 🙂

  22. Tutti a lottare per la giustizia. Suponiamo che siamo riusciti e tutti mangiamo bene, ma forse tutti al inferno se únicamente ci preocupiamo del corpo e non del ánima. Anche i póveri sono peccatori e vanno al inferno se non si convertono come tutti i peccatori. Con Bergoglio la chiesa brasiliana fallimentare é adesso il modello.

  23. Camara ,Santo subito e riporterà 9 milioni di brasiliani cattolici. Nessuno lo ha proposto al el papà caudillos di una Chiesa tutta in ritirata. Altro che Chiesa di periferia e in uscita. Debacle completato. La Clinton ha raggiunto il suo obiettivo. I padri cardinali hanno il Re nudo. Semeraro e Maradiaga lasciamoli eternamente sognare.

  24. Se si considera che “cambiare religione” non è cambiare parrucchiere o una (pur costosa) automobile, ma il fondamento che da senso a tutta una vita, ci sarebbe davvero da rabbrividire e ragioni sufficienti per fare un’inversione ad “U” …
    Evidentemente per qualcuno non è ancora sufficiente… aspetta il tracollo globale… accorciando cosi’ i tempi in cui “Q”ualcun altro sarà costretto ad intervenire (prima che sia troppo tardi)…

  25. #Il segretario della Conferenza Episcopale del Brasile, dom Ulrich Steiner, ha dichiarato a La Folha di San Paolo che il numero di persone disposte a lottare per la giustizia è più importante della percentuale di cattolici.#
    Ma perché “più importante”? Essere cattolici non vuol dire promuovere la giustizia favorendo l’incontro con Gesù e la sua legge? Non è più vero che bisogna prima cercare le cose di lassù e tutto il resto verrà in abbondanza?
    Me par di capire che dom Ulrich preferisca dissolversi fra quelli che cercano la giustizia di questo mondo piuttosto che portare questi nella chiesa cattolica.
    Un qualsiasi altro ambito risultati come questi sarebbero sufficienti a provocare un terremoto ai vertici e un cambio di rotta a 180°.
    Se a FB o Yahoo capitasse di perdere il 10% dei contatti in 2 anni, cambierebbero sicuramente!
    Invece la chiesa del progresso e della liberazione continuava innovare e disastrate….
    Ed ora questa ricetta fallimentare verrà applicata a tutta la chiesa!

    1. Questo approccio irresponsabile da parte della Gerarchia – confortata in questo dall’altrettanto irresponsabile atteggiamento di chi siede sul Soglio di Pietro – dimostra che si è perduto completamente di vista il fine stesso della Chiesa Cattolica, che è la salvezza delle anime.

      La visione dei novatori considera la chiesa come un’associazione con scopi umanitari, ed è per questo che può passar sopra alla dottrina e alla morale, far comunella con gli eretici, con gli idolatri e con gli empi. A costoro non importa nulla né della salvezza delle anime, né della Redenzione operata sulla Croce da Gesù Cristo, né di Dio.

      Se almeno nella loro follia ottenessero dei risultati, si potrebbe contestar loro di guardare al numero e non alla qualità dei Cattolici; ma abbiamo sotto gli occhi il fallimento totale ed inesorabile della religione conciliare, frutto inequivocabile di una vera e propria perversione dell’Autorità, che preferisce perder fedeli pur di continuare ostinatamente nel proprio delirio.

      A questo punto, non si può più parlare di buonafede né di fraintendimento, ma di pervicacia nell’errore, in danno della salvezza eterna di milioni di anime, per le quali il Salvatore ha versato il Suo Sangue. Costoro renderanno conto a Dio dell’aver deliberatamente vanificato i frutti della Redenzione.

      1. Sono d’accordo. Almeno guardassero ai fatti con quello spirito “scientifico” cha va tanto di moda. Invece niente! Chi è che diceva: “se i fatti non danno ragione alla mia teoria, tanto peggio per i fatti”?
        Ecco, sono loro!

      2. E ancora vogliamo continuare a cercare l’eresia di Bergoglio e del Vat.II? ma deve proprio bestemmiare il nome di Dio in pubblico in mondovisione per dichiararlo eretico e percio’ decaduto? Non è forse ora che un piccolo gruppo di Cardinali e Vescovi dichiarino ciò che dichiarò Atanasio? ma quale scisma aspettiamo ancora, se lo scisma di fatto se non de jure esiste ormai da 50 anni ed oltre? Dunque è ora che un gruppo di cardinali apra un nuovo conclave per eleggere il nuovo vero Papa Cattolico e Vicario di Cristo che predichi la Dottrina di sempre e butti fuori dalla Chiesa tutti quei cardinali e vescovi nonchè preti seguaci dell’eresia scaturita fin dal vat.II e sono milioni di persone che dovrebbero essere di nuovo convertite perchè non conoscono più la Dottrina Cattolica, ma solo la nuova dottrina conciliare materialista e senza Dio.

        1. Sono semplicemente d’ accordo con te, Bernardo. Sottoscrivo ogni tua parola! Grazie per quello che hai scritto.

    2. E allarmante quello che sta succedendo. Ma so che esiste un centro di Comunità Neocatecumenale, x che come sto facendo io da 25 anni e siamo alla tappa di Gerusalemme x che qualcuno di voi Catechisti a frequentare catechesi,e ognuno accetti la propria storia.( la croce di Cristo Gesù),non si facciano corrompere dal principe di questo mondo,egli e un dio bugiardo,e li porta alla rovina, ACCETTINO il principe di pace,e troveranno pace nel l’oro CUORE,io non posso fare catechesi tramite PC ci sono le comunità.Auguro buona serata con la pace del Signore Gesù.

  26. Il ridicolo commento del portavoce – il quale probabilmente crede davvero a quello che ha detto, il che peraltro renderebbe tragica la cosa – la dice lunga sullo stato di coma di certo cattolicesimo latinoamericano, i cui esponenti tuttavia si credono ancora all’avanguardia.

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