PINTO, I QUATTRO CARDINALI DEI DUBIA E LO SBERRETTAMENTO. UNA CORREZIONE. MA FORSE RAFFORZA, PIÙ CHE CORREGGERE. CHE NE DITE?

pinto

Marco Tosatti

Il Decano della Rota, mons. Pio Vito Pinto, corregge quello che è stato pubblicato qualche giorno fa da Religion Confidencial, e di cui abbiamo dato conto; e cioè la dichiarazione, che ha fatto molto scalpore, sulla possibilità che il Pontefice potesse togliere la berretta ai quattro cardinali autori dei “Dubia” sull’Amoris Laetitia.

Religion confidencial lo ha annunciato con un comunicato: “Religion Confidencial pubblicò martedì una notizia che metteva in bocca a mons. Pio Vito Pinto, decano della Rota Romana, l’affermazione che i quattro cardinali che hanno scritto al Papa ‘potrebbero perdere il cardinalato’. La frase, presa da un’intervista realizzata da RC in cui mons. Vito rispondeva in italiano, non è corretta. Rivista la registrazione, si è comprovato che quello che afferma è che papa Francesco non è un papa di altri tempi, in cui si presero questi tipi di mezzi, e che non avrebbe ritirato loro la dignità cardinalizia. La notizia è stata corretta, però pubblichiamo questa rettifica nel caso che non fosse sufficiente”.

La nuova versione recita: “Che Chiesa difendono questi cardinali? Il Papa è fedele alla dottrina di Cristo. Quello che hanno fatto è uno scandalo molto grave”. Ha aggiunto che, a dispetto di ciò, papa Francesco non è un papa del passato che potrebbe toglier loro la berretta cardinalizia, come ha fatto Pio XI con il famoso teologo gesuita Louis Billot. “Francesco non lo farà”, ha precisato.

Nella versione precedente, la sua dichiarazione suonava così: “Quale Chiesa difendono questi cardinali – si è chiesto Pinto? – Il Papa è fedele alla dottrina di Cristo. Quello che hanno fatto è uno scandalo molto grave che potrebbe addirittura portare il Santo Padre a ritirar loro il cappello cardinalizio come già è accaduto in qualche altro momento della Chiesa. Il che non vuol dire che il Papa tolga loro la posizione di cardinale, ma potrebbe farlo”.

Questi i dati del problema. Così, a occhio, ci sembra che la precisazione, certamente importante, non tolga molto al senso generale. Il monsignore, a fronte dell’atto di pubblicare la lettera – rimasta senza risposta, dopo due mesi – ha ribadito le accuse di scandalo nei confronti dei quattro cardinali. Un fatto di tale gravità, nelle sue parole, da far ipotizzare, anche se rivolta al passato, una reazione clamorosa da parte del Pontefice. Che non sia un papa del passato, che non lo faccia, va, se interpretiamo bene la mens del prelato, a suo merito; ma i quattro potrebbero anche meritarsela, la degradazione…Anche perché l’esempio scelto non risale mica al Medioevo: Pio XI è storia recente, se non attuale.


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19 pensieri su “PINTO, I QUATTRO CARDINALI DEI DUBIA E LO SBERRETTAMENTO. UNA CORREZIONE. MA FORSE RAFFORZA, PIÙ CHE CORREGGERE. CHE NE DITE?”

  1. Lucio, io invece sarei preoccupato se Bergoglio mi dicesse che il mio matrimonio é válido. La mia fiducia in lui, adesso, é cero o meno cero. É Bergoglio che non stá col Papa e la Chiesa. Debe andársene e i cardenali, che hanno trovato giá la risposta della non risposta, adesso, senza ritardo, débonno chiédergli di andársene, perche, semplicemente, non é neanche un cattólico. É solamente bergoglio, bergoglio e bergoglio, piuttosto protestante bergogliano.

  2. Gesù pur sapendo del suo tradimento, pur avendolo rimproverato dicendogli che pensava come satana, o che pensava secondo gli uomini e non secondo Dio, gli disse:tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
    Personalmente preferisco seguire il metodo indicato da Gesù
    Preferisco pregare per lui, perché si corregga chiarisca e operi per la S. Chiesa di Cristo e la sua unità.

  3. Questi monsignori di curia mi sembrano piuttosto “rigidi”: se chiedere chiarezza è uno scandalo molto grave, cosa si deve allora pensare quando ci viene detto che Gesu’ in certe occasioni ” faceva un po’ lo scemo”?
    O quando ci viene detto che “una grande maggioranza dei nostri matrimoni sacramentali sono nulli”?
    Dopo questa “sparata” tra l’altro oltre ad avere già seri dubbi sulla credibilità del nostro papa, ho cominciato ad averne anche sulla validità del mio matrimonio….

  4. Giuseppe Marson, non ci sará una risposta da Bergoglio. Siamo noi che dobbiamo dire a loro, incluso Bergoglio, andatevene coi protestanti e lasciate líbera la cáttedra di Pietro perche possa occuparla un cattólico, e non un ambigüo protestante.

  5. Aggiungo che è sempre più evidente che solo il Papa, può dare una risposta, come il prof. Grygiel ha fatto notare nella sua recente intervista al Foglio.
    Bisogna pregare per l’attuale Pontefice perchè si renda conto che per il bene della S. Chiesa occorre una sua risposta chiarificatrice.
    “Ben sapendo che la tribolazione produce pazienza , la pazienza una virtù provata la speranza, la speranza poi non delude perchè l’amore di Dio, è stato riversato nei nostri cuori
    per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”
    Io naturalmente prego perchè Papa Francesco, risponda al più presto, smentendo gli ufficiali interpreti del suo pensiero.
    Ma occorre mettere nel conto che a queste domande potrebbe rispondere chi gli succederà o la venuta nella Gloria del Signore Gesù.( Finchè sono in vita la Parusia per me è più certa della morte.)
    L’incessante domanda di risposta ai dubia al Papa, non è contario alla pazienza da avere, ma fa parte del metodo cristiano che alcune le parabole di Gesù insegnano.
    Ciò che è in gioco è la Verità oggettiva del Sacramento del Matrimonio, della Riconciliazione e dell’Eucaristia, non la passione politica di un Cardinale.
    Per questo ci sarà una risposta, non si tratta solo di quattro Cardinali senza più cariche , che con la compiacenza di alcuni siti stanno dividendo la chiesa, dietro ci sono molti porporati , semplici sacerdoti e padri e madri di famiglia, un popolo in carne e ossa che sta bussando ad una porta a cui nessuno per ora risponde.
    Occorre avere a cuore l’unità della Sposa di Cristo, e a chi parla di metodi da inquisizione e scredita i Cardinali, e dimentica la realtà del popolo che li sostiene, non ci si può opporre dicendo che Francesco è l’antipapa.
    Certo il diavolo è all’opera dentro e fuori la S. Chiesa, ma personalmente ritengo più formativo per il mio cammino di fede, non farmi attardare dai suoi giochi e mezzucci.
    Una volta da ragazzo quello che sarebbe diventato il Cardinal Biffi mi disse: non bisogna avere paura del diavolo è un cane che abbaia, sara anche feroce ma è a un guinzaglio, se il guinzaglio è lungo 2 metri tu stai a 3 metri e non potrà farti niente.
    Preghiamo piuttosto perchè ci siano più esorcisti, perchè il bisogno di loro aumenta sempre più.
    Noi bussiamo incessantemente alla porta del cuore del Santo Padre con le preghiere e non con le offese.
    Le porte degli inferi non prevarranno contro la Santa Chiesa.

  6. La Chiesa é giá divisa in due : protestanti che si díconno cattólici per rimanere dentro e protestantizare la Chiesa e cattólici cattólici. Noi cattólici siamo coscienti della protestantizazione della Chiesa. La AL e la sua chiara e calcolata ambigüitá é un esempio di questa. Loro, specialmente Bergoglio, hanno bisogno, per andare avanti di chiamarci rígidi, dottori della léttera, fondamentalisti, medievali, farisei, di doppia vita, etc, quando siamo semplicemente cattólici e vogliamo continuare a éssere. Chiédere chiarezza a un pontéfice protestante é chiedere troppo. Non lo fará mai. Bergoglio giá ha detto che andrá avanti col suo mestiere : la protestantizazione della Chiesa, anche se non la puó obviamente chiamare cosí. Bisogna sapere che é una protestantizazione e bisogna mandarli via con i suoi, i protestanti, che hanno tutto quello che vógliono per la Chiesa e ancora di piú e da parecchio tempo. Hanno tutto il divorzio che vógliono e in piú vescove lésbiche. Débonno andarsene. Se non se ne vanno bisognerá mandarli via, per amore alla Chiesa Cattólica, l’única fondata da nostro Signore Gesú.

  7. Non rafforza ma ribadisce.
    L’atto dei 4 cardinali rimane molto grave: AL è stata discussa in ben due sinodi. Poichè entrambi i sinodi non li hanno evidentemente soddisfatti hanno pensato bene di aprirne uno “alternativo” sui media inviando una specie di prova Invalsi al Papa con pretesa di risposta.
    Comportamento decisamente bizzarro e scorretto.

    Si tengano pure stretta la berretta: beneficeranno di quella stessa misericordia pastorale che tanto avversano.

    1. Caro Efisio Bova,
      esprimo molto sommessamente il mio parere: forse i due sinodi, nonostante siano stati ampiamente pilotati (dichiarazioni ante-sinodo e relazione introduttiva di Kasper, mons. Forte segretario e relative dichiarazioni, ecc.) non hanno evidentemente soddisfatto il Papa e non i 4 cardinali.
      Inoltre questi non hanno aperto un sinodo “alternativo” per due motivi:
      1) se c’è qualcosa di “alternativo” è il documento AL e soprattutto le dichiarazioni esplicative post sinodo (vedi lettera del Papa ai vescovi argentini, interventi di Schonborn, spiegazioni(?) di padre Spadaro);
      2) i cardinali hanno scritto i loro “Dubia” al Papa il 19/9/16 in via assolutamente riservata. Dopo due mesi di silenzio anche Giobbe avrebbe perso la proverbiale pazienza.
      Chiudo riaffermando, come ho già scritto su questo blog, che il Papa non poteva rispondere perchè si sarebbe messo all’angolo da solo; infatti in una Chiesa ormai divisa qualsiasi risposta avrebbe provocato alti lai della fazione insoddisfatta. E questo è il risultato della dottrina liquida o, come dice con ironia qualcuno, della dottrina gassosa.

      1. Il Papa ha fatto bene a non rispondere per almeno due motivi:
        1) Non è affatto vero che AL necessiti di spiegazioni e chiarimenti. Qualunque parroco, e a maggior ragione chi ha la “berretta”, dovrebbe essere in grado di capire che non c’è niente di nuovo sul piano dottrinale in quanto sono concetti che fanno parte della teologia morale da secoli. Se è proprio vero che hanno dei dubbi si ripassino gli appunti di scuola. Semmai è cambiato lo stile pastorale. (e confondere pastorale e dottrina è un errore grossolano)
        2) Le questioni dottrinali e pastorali si discutono nelle sede opportune, non certo sui mass-media. Almeno fino a quando si rimane all’interno della comunione ecclesiale.

        1. “confondere pastorale e dottrina è un errore grossolano”

          Dixit Joseph Ratzinger (in Opera Omnia):

          “Pastorale e dogma s’intrecciano in modo indissolubile: è la verità di Colui che è a un tempo “Logos” e “pastore”, come ha profondamente compreso la primitiva arte cristiana che raffigurava il Logos come pastore e nel pastore scorgeva il Verbo eterno, che è per l’uomo la vera indicazione della via.”

          L’errore molto grossolano è il suo sig. Bova.
          Ratzinger non sbaglia mai…

    2. Neanche dieci o cento sinodi potrebbero render lecito quello che la Rivelazione dichiara illecito… e nemmeno un papa, in assenza di una dichiarazione chiaramente e intenzionalmente “infallibile”. Il sinodo è un’istituzione puramente consultiva (vedi i relativi canoni del Codice, che resta sempre il quadro normativo di riferimento, non essendo ancora stato abolito…), e il papa è “solo” il papa. Non è Dio, e nemmeno Gesù Cristo, e men che meno l’incarnazione dello Spirito Santo…
      Detto questo, è prassi normale e diritto dei singoli vescovi o di gruppi di essi chiedere approfondimenti su aspetti non chiari o controversi della dottrina cattolica: vedi, ad esempio, http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20070801_risposte-usa_it.html
      Chiunque abbia un po’ di familiarità con il “Denzinger-Schoenmetzer” ossia l’Enchiridion symbolorum definitionum ed declarationum ecc. (https://it.wikipedia.org/wiki/Enchiridion_symbolorum,_definitionum_et_declarationum_de_rebus_fidei_et_morum) può averne esempi a decine…

    3. Sig. Efisio,
      mi cosenta di proporre alla sua attenzione solo alcuni elementi di riflessione che io ritengo Lei debba conoscere:
      – Il primo a correggere pubblicamente un Papa nella storia della Chiesa fu nientemeno che S. Paolo quando corresse e rimproverò S. Pietro che accettò umilmente e cambiò rotta;
      – Lo stesso S. Paolo in una delle sue Lettere dice:” ….e se anche io vi predicassi un Vangelo diverso da quello che io stesso vi ho predicato, sia anatema”;
      – In effetti, su come deve essere interpretata la AL, Papa Bergoglio lo ha fatto capire e detto abbastanza chiaramente anche con la lettera di approvazione all’episcopato argentino che l’ha intesa in modo estensivo con l’amministrazione dei sacramenti ai risposati, cioè, dando di fatto del bugiardo a Nostro Signore che sull’argomento rispondendo ai Farisei si è espresso in modo chiaro, in rottura con 2000 anni di magistero e in contraddizione con il Catechismo;
      – Di fatto ,comunque, la AL ha portato una drammatica spaccatura all’interno della Chiesa fra coloro che la interpretano in modo restrittivo fedele al Magistero bimillenario e quelli che la interpretano in modo innovativo e rivoluzionario. Lei sa chi è il divisore per eccellenza;
      – Anche se i mezzi di informazione non ne hanno dato rilevanza, alcuni giorni fa si sono riuniti in Vaticano con Papa Bergoglio i rappresentanti di movimenti “popolari” di tutto il mondo cioè esponenti comunisti, dei centri sociali e di quella teologia della liberazione già condannata da S. Giovanni Paolo 2° e Benedetto XVI. Nell’occasione, su proposta di Agnoletto, Papa Bergoglio è stato universalmente nominato di fatto come Presidente della nuova internazionale comunista. E Papa Bergoglio, quando Scalfari ( suo abituale referente e confidente di Repubblica) gli ha chiesto conferme in merito, Lui ha risposto che fra cattolici e comunisti c’è identità di pensiero. Ora a tal proposito, secondo il Decreto del 1° luglio 1949 del Sant’Uffizio, ancora in vigore, Papa Bergoglio dovrebbe per questo autoscomunicarsi;
      – Non si scandalizzi, come Lei potrà facilmente verificare, nella storia della Chiesa ci sono già stati casi di papi eretici, come quando S. Atanasio era rimasto da solo e scomunicato a combattere l’eresia ariana;
      – Purtroppo, per i nostri tempi, rivelazioni private come quelle della beata Emmerich o di Cornacchiola paventano l’avvento di un Papa eretico anche se le forze del male non prevarranno mai contro la Chiesa di cui noi tutti fedeli in Cristo facciamo parte.
      Distinti saluti.
      PS: Ho cercato di farla molto breve risparmiandole molte altre amenità tutte poco edificanti anzi decisamente squalificanti dell’attuale pontefice. Se vuole avere un concetto chiaro di Misericordia vada a vedere come la pensano in proposito i Santi come S. Pio da Pitrelcina.

      1. Sig. Roberto

        – Mica solo S.Paolo ebbe da ridire con il Papa. La lista è lunga e comprende anche Nestorio, Gioacchino da Fiore, Calvino…
        E a guardare bene la maggior parte degli oppositori al Papa avevano semplicemente torto e in qualche caso erano pure eretici.

        – Solo una lettura superficiale e un po’ frettolosa puo’ portare a pensare che AL contraddica la dottrina. Non c’e’ niente di nuovo: è teologia morale vecchia di secoli. Semmai è cambiato l’approccio “pastorale”, non quello dottrinale.
        C’e’ un bell’articolo di Don Piero Cantoni (chiaro e approfondito) che puo’ aiutarla meglio di me ad approfondire:
        http://alleanzacattolica.org/riflessioni-a-proposito-dellesortazione-apostolica-post-sinodale-amoris-laetitia-di-papa-francesco/

        – la bufala (anche un po’ confusa) del Papa presidente dell’internazionale comunista è divertente ma non rientra nei fatti del mondo reale.

        – le rivelazioni private non fanno ancora magistero e sono da maneggiare con prudenza

    4. L’atto dei quattro cardinali è legittimo, anzi direi doveroso, perché l’AL è interpretata in maniera opposta da diversi vescovi e cardinali. C’è oggettivamente confusione, e questo è un male per la salute spirituale.
      Quindi è bene sapere dal Papa, con un atto ufficiale che lo impegni come papa, se va interpretata in continuità o in rottura col magistero passato.

      I due sinodi non hanno detto niente che avalli la rottura: i due punti (proposizioni) che avrebbero dovuto affrontare l’argomento non hanno raggiunto la maggioranza prevista (benché pubblicati ugualmente) e non l’hanno raggiunta – secondo alcuni commentatori – proprio perché scontetavano anche gli aperturisti, che avrebbero voluto qualcosa di esplicito. Quindi è impossibile far risalire ai sinodi una interpretazione o una pastorale contraddittoria.

      Quello che è possibile è voltare questa pagina vergognosa, ma serve una parola chiara del Papa data dal Papa nella giusta forma (niente lettere private, omelie del mattino, interviste ecc.).

  8. Paragonare affiliazione politica ad Action Française del famoso cardinale a lle domande legittime su osservanza Decalogo è da dementi….

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