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L’IMPASSE DEL PAPA, I DUBIA E IL GOSSIP IMPLICITO. UN PIANO DEL 2014…

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Marco Tosatti

Vi ricordate quanto il Pontefice ha tuonato periodicamente contro il gossip? Forse in questi giorni corre il rischio inconsciamente di cadere nello stesso comportamento; perché mi sembra che una forma di gossip – un gossip implicito – sia negare dignità piena di interlocutore alla persona “rigida, legalista, ecc. ecc.” che ha idee diverse dalle tue suggerendo che le sue critiche siano causate da problemi psicologici. O da una forma distorta di concepire l’esistenza o la sua fede. Invece di rispondere in concreto e nel merito alle questioni poste.

Così facendo però ci si espone al rischio che l’accusa venga capovolta: non può essere che i problemi psicologici, umorali, siano di chi si comporta in questo modo evasivo ed aggressivo, la sua reazione sia allo stesso tempo, segnale di una cattiva coscienza, dell’impossibilità uscire da un impasse, di dare una risposta netta e chiara?

Il sospetto di lesa maestà non basta. La facilità con cui si è andati a toccare nella questione dell’eucarestia ai divorziati-risposati punti centrali della vita di molti cattolici non si risolve con la denigrazione fatta in proprio o tramite gente di mano di vario genere, ahimè anche consacrata.

Si può pensare che in questo piano pensato da lontano si siano sottovalutati problemi e reazioni; e si sia preso poco in considerazione il valore centrale di ciò che si andava a toccare; cioè il rispetto dell’eucarestia, che è poi il nodo dei Dubia espressi dai cardinali.

Eppure non erano mancati i segnali di resistenza a un piano congegnato prima che il primo dei due Sinodi cominciasse.

Nel settembre del 2014, dopo aver avuto informazioni affidabili su quanto raccontava dei programmi futuri del Sinodo una persona che vi avrebbe giocato un ruolo centrale, scrivevamo su San Pietro e Dintorni:

“…. Il cardinale Kasper, che già vent’anni fa aveva una sua idea in proposito, non accettata in quei due regni, (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) ha visto con l’avvento di Bergoglio l’opportunità di riproporla. A dispetto del fatto che da Manila a Berlino, da New York all’Africa la grande maggioranza dei suoi colleghi abbiano, ancora una volta, riaffermato la Dottrina della Chiesa, basata, ahimè, sulle parole di Gesù; uno dei pochi casi in cui l’enunciazione appare netta, chiara, definitiva, e neanche messa in dubbio dai tagliuzzatori professionisti di pericopi…

Insomma, le cose per Kasper & C. non hanno l’aria di mettersi molto bene. Ma forse c’è un modo, per aiutarlo. E per cercare di impedire che le voci fastidiose lo siano troppo rumorose.

Il primo punto consiste nel chiedere che gli interventi scritti siano consegnati con largo anticipo. Il che è stato fatto. Entro l’8 settembre chi voleva intervenire al Sinodo dove far pervenire il suo temino.

Secondo: leggere attentamente tutti gli interventi, e nel caso che alcuni di essi fossero particolarmente pepati, dare la parola a un oratore che prima dell’intervento spinoso, cercasse già di rispondere, in tutto o in parte, ai problemi sollevati dall’intervento stesso.

Terzo: se qualche intervento appare proprio problematico, dire che purtroppo non c’è il tempo necessario per dare la parola a tutti, ma comunque il testo è stato acquisito, e resta agli atti e di sicuro se ne terrà conto nell’elaborazione finale.

E in effetti non tanto il Sinodo, sarà importante, ma la sintesi che ne verrà preparata, e che porterà la firma del Papa come “Esortazione post-sinodale”. E’ molto probabile che non sarà un testo chiaro e definitivo, ma basato su un’interpretazione “fluttuante”. In modo che ciascuno leggendolo, possa tirarselo dalla parte che più gli fa comodo.

Umile osservazione di un povero cronista: ma se uno ha un piano così elaborato e astuto, perché parlarne di fronte a perfetti estranei durante una cena sontuosa?”.

Come abbiamo potuto vedere, tutto si è svolto come da copione, un copione preparato già all’inizio del 2014. Però come scrive il poeta Burns “The best laid schemes of mice and men”… spesso trovano intoppi; e questo schema ha trovato i Dubia.

Adesso il Pontefice regnante di Amoris Laetitia, Dubia e problemi collegati non vuole più sentire parlare, e chi lo fa, ci dicono, corre il rischio di subire qualche reazione stizzita, o uno scatto d’ira.

Ma temiamo che il problema non sia facilmente addormentabile; e non basta rinunciare all’incontro con i cardinali prima del Concistoro per risolvere la situazione. D’altronde le prospettive sono tutte perdenti. Rispondere ai cardinali, dire che chi è in peccato mortale oggettivo (con tutte le attenuanti del mondo) può avvicinarsi all’eucarestia è rompere con tutto quello che la Chiesa ha insegnato finora, e non bastano due noticine aumm aumm, un po’ di striscio, a ribaltare tutto. E’ una furbatina, ma di gamba corta. D’altronde tornare indietro come si fa? La prospettiva più probabile è lasciare che lo stato di confusione e divisione – lo scontro fra vescovi americani ne è un segnale – si propaghi e continui. Ma sempre con la spada di Damocle che in una situazione o in un’altra i Dubia si ripresentino al cospetto del Pontefice. Una bella impasse, Santità.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”. 

Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.


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15 pensieri su “L’IMPASSE DEL PAPA, I DUBIA E IL GOSSIP IMPLICITO. UN PIANO DEL 2014…”

  1. A conclusione dell’anno della Misericordia, chiedo a San Giovanni Paolo II, Papa della famiglia e a Santa Faustina, annunciatrice della Divina Misericordia, di intercedere per me e per tutti i fedeli in Cristo laici, e per tutti i Pastori della Sua Chiesa, Papa compreso, perchè nessuno dimentichi quanto le ha detto Gesù in una delle Rivelazioni private che ha ricevuto : FIGLIA MIA, SAPPI CHE ALLE ANIME SUPERBE NON CONCEDO LE MIE GRAZIE, MA TOLGO ANCHE QUELLE CHE HO CONCESSO.
    Questa la frase presente oggi sul calendario Gesù confido in Te.

  2. Peccato, come perde il tempo la Chiesa Cattólica. Invece di éssere unita nella Veritá, é divisa per le ambiguitá calcolate della Letizia. Invece di rispóndere al national-gender, con la sua dogmática e le sue multe e prigione, si óccupa de la comunione ai divorziati-risposati, come se ci fóssero code per rientrare nella Chiesa. Una chiesa in uscita é una buggía. Loro non véngono, perche la misericordia bergogliana e l’accompagnamento li lasciano felicemente dove stanno. E noi, a litigare. ¿ Chí ha la colpa ? Per me, uno, Bergoglio, al meno in un 90%.

  3. Ciò che è accaduto in seno a Santa Madre Chiesa negli ultimi (e penultimi) mesi e quindi la pubblicazione di Amoris Laetitia, la solenne visita del Papa dai Luterani in Svezia, le domande dei quattro cardinali, ecc., contribuirà paradossalmente ad un decisivo chiarimento tra la strada segnata con decisione dal Papa e le resistenze di quanti non ne condividono gli indirizzi dottrinali/pastorali. Ormai siamo ad un punto di non ritorno: i “Dubia” dei quattro cardinali esprimono una distanza abissale nei riguardi del Papa il quale a sua volta non ha smussato gli angoli, ma ha rincarato la dose parlando (vedi intervista su Avvenire del 17/11) di critiche che non sono oneste, “fatte con spirito cattivo”. Dunque è maturata una contrapposizione frontale tra due partiti che ha già portato e porterà dolorose divisioni nella NOSTRA Chiesa. Sono pessimista sugli esiti finali:

  4. Paolo, io non sono pessimista. Loro, che hanno una mentalitá piuttosto protestante DÉBONNO ANDARSENE coi protestanti e lasciare líberi i posti pontificali e vescovili che hanno usurpato. Insisto, débonno andársene. Se non se ne vanno, abbiamo pieno diritto a mandarli via, ¡ via !

  5. Peccato che un Pontífice, invece di éssere fattore di unitá e Veritá sia di divisione per la sua calcolata ambigüitá, contro il desiderio di Gesú. Sia il vostro sí sí, il vostro no no.

  6. Si, Bergoglio ha enormi responsabilità personali e così quelli che lo hanno eletto, quelli che tacciono etc. Ma da dove gli vengono queste idee bislacche, prima fra tutte l’aver di fatto sostituito Cristo con un’ideologico concetto di popolo? Cerchiamo di non essere ipocriti, le facoltà di teologia, i seminari, le parrocchie, le comunità religiose sono da decenni dei laboratori eretici mentre nelle famiglie che si dicono cattoliche c’è una profonda ignoranza non dico teologica ma del semplice fatto cristiano. Oggi paghiamo i frutti di un pluridecennale peccato collettivo di omissione, abbiamo mancato nel correggere i fratelli. Certamente ha maggiori responsabilità chi nella Chiesa ha il compito di insegnare e governare, ma infine stiamo scivolando verso uno scisma e sinceramente sono spaventata all’idea di quello che accadrà.

  7. Mi permetto di far notare 2 punti.Laddove si dice che c’e’un modo per aiutare il card.Kasper,al primo punto,erroneamente e’scritto:”Entro l’8 settembre chi voleva intervenire al Sinodo dove(sic) far pervenire il suo temino”Evidentemente si voleva dire:”doveva”.Il secondo punto e’quello importante:caro Tosatti io condivido in pieno le posizioni che lei esprime e la ringrazio per il suo lavoro che seguo costantemente traendone conforto,ma mi sembra che lei cada in errore quando dice una cosa.”Rispondere ai cardinali,dire che chi e’in peccato mortale oggettivo(con tutte le attenuanti del mondo)puo’avvicinarsi all’Eucaristia e’r ompere con tutto quello che la Chiesa ha insegnato finora…”Ora io sto con la tradizione magisteriale ininterrotta che proibisce l’Eucaristia ai divorziati risposati ma segnalo che non si puo’parlare di peccato mortale oggettivo.Perche’un peccato sia mortale non basta la materia grave(oggettiva) ma occorrono anche 2 condizioni soggettive e cioe’la piena avvertenza e il deliberato consenso.Il punto grave e’che secondo me prima o poi queste 2 condizioni soggettive si danno nel caso dei divorziati risposati e per questo oltre alla situazione oggettivamente grave non possono accedere all’Eucaristia.Se mi sbaglio la prego di segnalarmelo.Grazie e buon lavoro!

  8. Il próssimo 17 dicembre Bergoglio compie 80 anni ¡ 80 ! Se un véscovo non puó guidare la sua diócesi dopo i 75, io spero que Francesco presenti la sua rinuncia. Questo pontificato della confusione é giá logorato, completamente. É entrato in un vícolo cieco. La migliore forma di uscire : la rinuncia.

  9. Questa sera leggendo l’omelia del Santo Padre per la chiusura dell’ anno della misericordia, mi è venuta alla mente una celebre frase di Camus ” siate realisti domandate l’impossibile”,
    E avere una risposta del Papa, ai dubia dei Cardinali, per l’unità della S. Chiesa pare al momento impossibile, ma colgo il suo invito odierno ” E’ la Madonna , Madre di misericordia a cui ci affidiamo : ogni nostra situazione, ogni nostra preghiera, rivolta ai suoi occhi misericordiosi, non resterà senza risposta.”

    Con questa certezza che è il vero realismo cristiano : Maria Madre della Santa Chiesa e della Divina Misericordia, ti imploro umilmente e mi rivolgo ai Tuoi occhi misericordiosi, perchè il Papa per il bene del popolo tutto a lui affidato risponda ai ” dubia ” espressi dai quattro Cardinali che hanno dato voce a tanti figli della S. Chiesa che sono rimasti molto confusi dopo l’esortazione Amoris Laetitia. Ti prego anche perchè sempre più laici pastori associazioni e movimenti, che condividono questa preoccupazione della necessità di una risposta chiara e non interprebile soggettivamente, alle domande poste, escano dal silenzio fin qui tenuto.
    E’ il Santo Padre che più volte ha chiesto di parlare con parresia e tra fratelli è una vera forma di carità.
    Questa è la mia preghiera Madonnina mia.
    Veni Sancte Spiritus Veni per Mariam
    Gesù confido in Te
    Vieni Signore Gesù.

    P.s. Come non sono tenero nei commenti con gli adulatori del Papa e gli epuratori perchè vinca la sua linea. Perchè non fanno il bene della S. Chiesa
    Così mi permetto liberamente di dire che anche alcuni commenti che qui e altrove leggo, in cui il Papa viene definito l’anticristo, o dove a volte si rischia di fare della ideologia cristiana, non fanno il bene della Sposa di Cristo.
    Non si sta giocando un derby, per cui si deve fare il tifo per una squadra ( io tifo Inter e spero che stasera vinca)
    I quattro Cardinali lo hanno più volte ripetuto non è una lettera contro il Santo Padre, ma è dettata dall’amore a Cristo e al Suo Corpo Mistico, che siamo noi.

  10. Oggi Madonnina mia si festeggia la Tua presentazione al Tempio e per volere di PaoloVI, Ti si festeggia come Madre della Chiesa.
    Mi rivolgo fiduciosamente a Te, perchè mi ha provocato profonda tristezza l’intervento del prof. Melloni, prigoniero della sua idea di Chiesa al punto tale da negare la realtà, non riconoscendo che i coraggiosi Cardinali, non sono soli, ma hanno dato voce a quel popolo che lui non vede.
    Soprattutto ha sostenuto che usano metodi da INQUISIZIONE, e ha usato nei loro confronti il termine anziani, mi pare non come sinonimo di saggezza ma come fa quella cultura dello scarto che denuncia spesso Papa Francesco.
    Madonnina mia mi rivolgo a te perchè il popolo a cui i Cardinali Brandmuller, Burke,Caffarra e Meisner , hanno dato voce, insieme ad altri laici e Pastori in ordine sparso, sia sempre più visibili sotto il Portico di Salomone, per testimoniare Cristo Via Verità Vita, nella fedeltà alla S. Chiesa e al Papa. E perchè il Santo Padre , abbia quel buon umore che gli è necessario, che gli permetta così di rispondere ai ” DUBIA”
    su A.L.

    Grazie ancora Tosatti per la sua pazienza nei miei confronti.

    Mi permetto inoltre di suggerire, a coloro che leggeranno questo commento, la lettura degli ultimi due interventi del Card. Caffara, presenti sul suo sito non ufficiale, i suoi interventi, sono sempre per me utilissimi ad approfondire la Fede in Cristo.

  11. Pero en ese lío nos ha metido, no por casualidad, sino con toda la intención del mundo. No puede decir que sí claramente, porque entonces incurriría en herejía, pero tampoco quiere decir que no , porque entonces echaría por tierra toda su revolución bergogliana de una misericordia que, desgajada de la Justicia y la Verdad, se vuelve loca, como señalan Chesterton y De Prada. En consecuencia va a haber, está habiendo ya, tantas misericordias cuantas conferencias episcopales y grados de bergoglianismo se den en el panorama eclesial. La unidad ya está rota de hecho. El cisma formal, de seguir así, no tardará. Dios no lo quiera y tome antes una misericordia quirúrgica.

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