berg-mart

IL PAPA, L’ANNO SANTO, IL FUTURO DELLA CHIESA. UNA SENSAZIONE PERSONALE.

berg-mart

Marco Tosatti

Non pigliatemi per matto; ma ho la sensazione che il Pontefice non lascerà passare questo momento così solenne, la chiusura dell’Anno Giubilare della Misericordia, senza annunciare qualche gesto, o iniziativa di notevole impatto. Siamo nel puro campo delle speculazioni, per cui prendetele per quello che sono e valgono. E soprattutto non siate così generosi da pensare che magari godo in questo momento di qualche “inside information”. Ma tant’è, quest’impressione esiste.

In quale direzione potrebbe muoversi, questa ipotetica iniziativa? Le previsioni sono uno sport estremo, e con il Pontefice regnante ancora di più. Ma per amore del rischio e della scommessa vediamo di imbastire qualche cosa di plausibile.

Sappiamo tutti della grande stima che Jorge Bergoglio nutriva e nutre per il cardinale Carlo Maria Martini, uno degli esponenti di spicco del gruppo di “San Gallo” che secondo il card. Danneels avrebbe posto le basi per l’elezione dell’arcivescovo argentino.

Nel 1999 l’arcivescovo di Milano aveva pronunciato una frase che era stata letta come un invito a organizzare un nuovo Concilio, il Vaticano III: “Siamo indotti a interrogarci se, quaranta anni dopo l’indizione del Vaticano II, non stia a poco a poco maturando, per il prossimo decennio, la coscienza dell’utilità e quasi della necessità di un confronto collegiale e autorevole tra tutti i vescovi su alcuni dei temi nodali emersi in questo quarantennio”.

Lo stesso porporato chiarì in seguito che non aveva voluto riferirsi a un nuovo Concilio. E non ci sembra probabile che papa Bergoglio voglia mettersi su una strada così impegnativa e onerosa da tutti i punti di vista.

Ma Martini avanzò anche altri spunti, che invece potrebbero essere molto più praticabili, e in linea con quella “sinodalità” proclamata dal vertice della Chiesa.

Ve ne offriamo alcuni, contenuti nell’intervista rilasciata al quotidiano romano Il Tempo, il 7 aprile 2004.

Sul Sinodo: “Questa intuizione si è sviluppata solo in parte. I Sinodi hanno avuto il grande merito di mettere insieme i vescovi, di farli conoscere, di permettere loro di scambiarsi pareri. Ma non sono diventati quel Consiglio permanente della Chiesa che si era proposto il Concilio, quindi c’è ancora della strada da fare”.

La proposta: “La mia proposta andava in una direzione diversa. Convocare, di tanto in tanto, delle assemblee sinodali veramente rappresentative di tutto l’episcopato e – perché no – universali (Sinodi e Concilio sono la stessa parola) per affrontare questioni in agenda nella vita della Chiesa. Un’esperienza che valga a sciogliere qualcuno di quei nodi disciplinari e dottrinali che riappaiono periodicamente come punti caldi sul cammino della Chiesa”.

Capacità decisionale: “Sì, i Sinodi, sin dall’inizio hanno mostrato difficoltà a fondere il rispetto delle opinioni di tutti i vescovi con una capacità decisionale reale. La dimensione decisionale, teorizzata, non è stata esercitata. Non vedo perché tale capacità decisionale non possa comprendere l’intero episcopato …”.

Partecipazione al Conclave. Alla domanda: – Lei vede solo cardinali in Conclave o il Conclave potrebbe essere arricchito da altre presenze? –, Martini rispondeva: “Le proposte sono state tante. Potrebbe essere ragionevole rappresentare meglio le Conferenze Episcopali con la presenza, in Conclave, dei Presidenti delle stesse Conferenze. Non nego che il Collegio dei Cardinali abbia già una sua rappresentatività, però un Conclave allargato terrebbe maggiormente conto della articolazione della Chiesa che guarda al Papa come momento fondante della propria unità”.

Dimissioni: “E’ bene mettere dei limiti di età anche nella Chiesa. Ci possono essere casi di persone estremamente vitali, ma è meglio seguire le prudenze umane biologiche e dare spazio ai giovani. Compiuto il proprio dovere ci si fa da parte. Nella Chiesa ci sono persone sagge che possono far sentire la loro opinione anche al di là di un semplice ballottaggio”.

E’ interessante notare come questa opinione sia stata messa in pratica, sia pure in maniera molto personale, proprio dal cardinale che per molto tempo è stato considerato un avversario dell’arcivescovo di Milano, e cioè da papa Ratzinger….



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”. 

Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.


L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

E iscrivetevi alla newsletter per gli aggiornamenti, qui a fianco.

9 pensieri su “IL PAPA, L’ANNO SANTO, IL FUTURO DELLA CHIESA. UNA SENSAZIONE PERSONALE.”

  1. Ricordo lo sforzo di G.P.II nel cercare di evitare ‘complotti umani’ al ritiro dei Conclavi per lasciare operare ‘solo’ lo Spirito Santo e non lo spirito del mondo.
    Credo vi siano notevoli differenze interpretative…

  2. Io penso que, un pontéfice che ha creato una gran confusione e divisione nella Chiesa, quello che debe fare, non é creare piú confusione e divisione con la scusa de la collegialitá, ma andársene giá e lasciare líbera la cattedra di Piettro, afinché un altro faccia chiarificazione e unione e molto di piú apostolato vero con tutti i fedeli, chiamati a nunziare il vangelo a tutta la creazione.

  3. Vergine Maria prendi Tu, nelleTue mani il capo-corda di questa matassa. Tu che sei la dispensatrice delle Grazie Divine, dona discernimento in dosi massicce, al Santo Padre, ai cardinali, ai vescovi fino ai presbiteri e tutte la persone consacrate. Vi è una grande confusione nelle Tua Chiesa; ma principalmente tra i Tuoi figli, sembra proprio una matassa ingarbugliata difficile da districare. La Verità di Dio Onnipotente, sembra che non sia più tanto “VERA” ma che può essere modellata ai bisogni dell’uomo moderno, della società moderna ecc.ecc. Vergine SS. Illumina con lo Sirito Santo tutti i Tuoi figli, iniziando dal Pontefice fino all’ultimo dei Tuoi fedeli. Prega per tutti noi Santa Madre di Dio

  4. san VINCENZO DI LERINS DICEVA CHE QUANDO LA CHIESA SI RIEMPIE DI ERRORI BISOGNA TORNARE ALLA TRADIZIONE.bene chi abiura la tradizione (sguazzando nel modernismo) e ‘destinato ad annegare nella confusione

  5. Caro Roberto, i bergogliani modernisti o protestanti non vógliono tornara alla Tradizione; anzi, vógliono che tutta la tradizione vada interpretata di conformitá coi suoi errori. Débonno andársene, ma non lo faranno, per cui dovremmo mandarli via, via. É la mafia di San Gallo quella che governa la chiesa in questo momento. Hanno presso la cátedra di Pietro e si afféranno a lei. Non basta pregare. Bisogna parlare e fare.

  6. Bergoglio cree estar por encima de la Ley, por encima de la Moral, por encima de la Tradición, por encima de los Dogmas y, en el fondo, por encima de Jesucristo y sus clarísimas palabras restableciendo la indisolubilidad del matrimonio y elevándolo a la categoría de sacramento. Si se cree, con la falsa excusa de una misericordia mal entendida, con poder para dar la comunión en pecado mortal, es porque se cree un monarca absoluto, por encima de Cristo Rey. Es un dictador, un peligro real para la Iglesia Católica, pues se quiere saltar los límites del Papado. Ya lo está haciendo con la comunión a los divorciados resposados y concubinos. El Papa tiene un poder limitado, pero Bergoglio no acepta esos límites. ¿ Debe destituirlo el colegio cardenalicio ? No soy un experto en Derecho Canónico, pero el sentido común me dice que sí, antes de que siga cometiendo más arbitrariedades, propias del absolutismo y la dictadura. Su desprecio a la ley es para estar por encima de ella. Hay que echarlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *