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FRANCIA. SE CITI LA BIBBIA, TI CONDANNANO. IN NOME DELLA TOLLERANZA. MA IL PRESEPE…

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Marco Tosatti

In Francia se citi la Bibbia vieni condannato a pagare cinquemila euro di multa. E’ quello che è accaduto all’ex presidentessa del Partito Cristiano Democratico, Christine Boutin, che aveva detto che “l’omosessualità è un’abominazione”. Nel 2015 Boutin, candidata alle presidenziali, era stata condannata in primo grado; mercoledì scorso la Corte d’Appello ha emesso un verdetto che obbliga Boutin a versare duemila euro di danni e interessi alle associazioni “Mousse” e “Le Refuge” che si erano costituiti parte civile. La motivazione: “provocazione pubblica all’odio e alla violenza”.

Christine Boutin, in un’intervista alla rivista “Charles”, apparse nell’aprile del 2014, aveva detto: “Non ho mai condannato un omosessuale. L’omosessualità è un’abominazione. Ma non la persona. Il peccato non è mai accettabile, ma il peccatore e sempre perdonato. Ho amici omosessuali. Sono peccatori. Sono nel peccato anch’io, ma non mi vedrete mai fare l’apologia di un peccato. Bisogna prendere la Bibbia”.

La frase della Bibbia a cui aveva fatto in particolare riferimento Boutin è nel Levitico, e dice: “Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. Non rendetevi impuri con nessuna di tali pratiche, poiché con tutte queste cose si sono rese impure le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. Chiunque praticherà qualcuna di queste abominazioni, ogni persona che le commetterà, sarà eliminata dal suo popolo”. (Levitico 18,22;24;29).

La sua difesa non è bastata. E’ evidente che le leggi cosiddette antidiscriminazione che le lobbies LGBT sono riuscite a far approvare in Francia come in altri Paesi europei costituiscono un serio problema per la libertà di espressione, e, a questo punto, anche per la libertà di religione, dal momento che neanche la citazione di un testo sacro come la Bibbia costituisce una difesa.

Stupisce che la Chiesa non si renda conto di quanto questa situazione possa costituire un pericolo; ma evidentemente l’ossessione dei migranti rende sordi e ciechi, salvo pochi casi.

Nel frattempo però, sempre in Francia, nell’imminenza del Natale, ci si preoccupa di un grave problema di ordine pubblico. Il Consiglio di Stato infatti ha decretato che un Presepe “non può essere installato” in un luogo pubblico a meno che non “presenti un carattere culturale, artistico o festivo”. Un sindaco, un consiglio dipartimentale, o un personaggio pubblico può fare un Presepe senza contravvenire alla legge del 1905 di separazione fra Chiesa e Stato? C’era stato un problema di due associazioni di liberi pensatori che avevano contestato il Presepe costruito in un comune e un dipartimento. E il Consiglio di Stato ha tranciato in questo modo sibillino il nodo gordiano del Prese che attentava alla laicità della Repubblica. Parafrasiamo Obélix: “Ils sont fous, ces Français”…ùù



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4 pensieri su “FRANCIA. SE CITI LA BIBBIA, TI CONDANNANO. IN NOME DELLA TOLLERANZA. MA IL PRESEPE…”

  1. per non essere condannati potrebbe essere utile adottare il metodo galantino, quello inaugurato alla GMG di quest’anno, riguardante alcune città ….

  2. Speriamo che la Conferenza Episcopale di Francia, faccia sentire la sua voce e sostenga quei laci che coraggiosamente non faranno mancare il loro appoggio alla Boutin, sfidando il lato oscuramente illuminato di una laicità così concepita.

  3. L’immigrazione non c’entra niente. Anzi, gli immigrati, anche quelli di altra Fede, sono vittime anche loro di queste tendenze (si veda il caso burkini). Il problema è l’ossessione laicista tutta occidentale

  4. La Chiesa Cattólica non impone i suoi dogmi ai non credenti, la nuova chiesa laicista dogmática del gender, si. Tanti stati europei e americani sono giá genderconfesionali. Chi non accetta i nuovi dogmi va multato o in cárcere. Ecco la nuova tiranía del pensiero único. E la Chiesa Cattólica, invece della encíclica sul gender, aproba la comunione ai divorziati risposati. ¡ Andiamo bene !

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