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PAPA: PURGA SENZA PRECEDENTI AL CULTO DIVINO. UN SILURO PER IL CARD. SARAH. E PER ALTRI…

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Marco Tosatti

Una vera e propria purga, alla Congregazione del Culto Divino, e un siluro al Prefetto della Congregazione, il cardinale Robert Sarah (nella foto). Che oltre a essere critico, come molti cardinali africani, delle interpretazioni liberal dell’Amoris Laetitia in tema di eucarestia a divorziati risposati, qualche mese fa si è anche permesso di suggerire che la messa sia rivolta a Oriente: “E’ molto importante che torniamo, appena possibile a un orientamento comune, di preti e fedeli rivolti insieme nella stessa direzione, a oriente, o almeno verso l’abside, verso il Signore che viene”. E ha aggiunto: “Vi chiedo di applicare questa pratica ovunque sia possibile” aveva detto, come potete leggere QUI.

Ora, questo tema – messa rivolta al popolo o a Dio – è un tema esplosivo dai tempi del post Concilio. Legato alle battaglie liturgiche che come le faide di una volta non finiscono mai. E passano di padre in figlio (ecclesiastico, si fa per dire). A partire dall’arcivescovo Annibale Bugnini, autore della riforma della messa, troppo spinta secondo il suo committente, Paolo VI, che lo mandò come nunzio in Iran, certo non come promozione.

Papa Benedetto, molto sensibile alla liturgia, e a come si prega, ha corretto quella che sembrava essere una tendenza dominante “politically correct” ridando dignità a forme di celebrazione della messa che hanno nutrito la fede e la pietà dei cristiani per diverse centinaia di anni.

Subito dopo le sue dichiarazioni, il card. Sarah era stato corretto dall’arcivescovo Vincent Nichols, delfino e protetto del card. Murphy O’Connor, uno dei consiglieri discreti del governo ombra del Pontefice. Nichols scrisse ai preti intimando di celebrare verso il popolo.

Non era chiaro se il Pontefice, come dichiarava il card. Sarah, avesse dato la sua approvazione all’invito a celebrare ad orientem; oppure no. Un altro dei tanti momenti di ambiguità di questo governo. Ma la purga decisa ieri lascia pochi dubbi.

In pratica, sono stati cancellati tutti i membri esistenti della Congregazione per il Culto divino, cioè i partecipanti all’assemblea dell’ente, e sostituiti con altri. Scompaiono George Pell e Malcom Ranjith, Angelo Bagnasco e Marc Ouellet (Prefetto dei vescovi), oltre all’arcivescovo di Milano Angelo Scola e al card. Raymond Leo Burke, già prefetto della Segnatura Apostolica, una delle prime vittime decapitate senza motivo apparente dal nuovo Pontefice poco dopo l’elezione.

Fra i nuovi scelti ci sono il segretario di Stato, Parolin, il Prefetto della Congregazione del Clero, card. Stella, che non pochi in Vaticano considerano come la vera eminenza grigia dietro il Pontefice, e il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, che è stato immortalato mentre partecipa a una danza per la “Pacha Mama”, a San Marco Sierras, in Argentina.

E poi ci sono nomine che hanno il chiaro sapore di una revanche nei confronti di Benedetto XVI. C’è l’arcivescovo di Wellington, Dew, che si è fatto notare al Sinodo sulla famiglia per al sua richiesta di modificare la posizione della Chiesa che definisce gli atti omosessuali come “intrinsecamente disordinati”. Ma soprattutto c’è l’arcivescovo Piero Marini, braccio destro di Annibale Bugnini, che era stato sostituito da mons. Guido Marini come capo dell’Ufficio Cerimonie di papa Ratzinger. E inoltre: l’arcivescovo Domenico Sorrentino, per due anni Segretario della Congregazione per il Culto Divino. All’epoca si parlò della sua rimozione e della sua nomina ad Assisi per contrasti con le visione liturgica di Benedetto XVI.

Con questa purga straordinaria (una rimozione e sostituzione di questa portata sono un’eccezione assoluta nella prassi del governo romano) il cardinale Sarah sembra molto solo, e non appaiono voci che possano essere liturgicamente discordanti rispetto al politically correct liturgico dominante. Dopo aver riso dei liturgisti con il primate Welby,  il Pontefice ha deciso di farne piangere qualcuno.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”. 

Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.


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45 pensieri su “PAPA: PURGA SENZA PRECEDENTI AL CULTO DIVINO. UN SILURO PER IL CARD. SARAH. E PER ALTRI…”

    1. Io ho detto sempre che Bergoglio non è un papa, ma solo un massone. Con questo atto sciagurato, colpisce ancora la Chiesa tradizionale e questa volta l’ ha fatta grossa. Il cardinale Sarah è un sole nella Chiesa di Cristo e Bergoglio con i quattro simili a lui è sempre in grande penombra e comunque soggetto a Dio. Il momento è breve per tutti e voglio vedere se “a porta inferi” continua ad eliminare le cose che piacciono a Dio. Su Gerusalemme si sentono le trombe dell’ apocalisse, quando le sentirà anche lui cesseranno questi danni a tutti noi.

      1. questi commenti sembarano dei neolefevriani. Purtroppo sta accadendo in diversi posti che i cosidetti cattolici tradizionalisti preferiscono scendere dalla barca di pietro per essere piu papisti che il papa.

    2. Se gli”atti disordinati” come viene definita la pratica omosessuale non
      sono tali allora dite ai cattolici come li devono chiamare.
      “Fornicazione contro natura”?
      E’ una possibilità.
      My god….che razza di vipere in Vaticano con Frank.

  1. Grazie per questo Suo scritto, per i precedenti e, spero, per i futuri articoli che vorrà regalarci come mezzo di luce alle nostre coscienze

  2. La proposta del cardinale Sarah di celebrare la Messa rivolti ad oriente rappresenta in modo plastico la differenza fra due visioni del cristianesimo che si stanno aspramente combattendo all’interno della stessa Chiesa.

    Quella del cardinale rimanda ad un cristianesimo dove Dio è lontano (e se ne attende, finalmente, la venuta) e nel quale rimangono ormai solo regole, rituali, tradizioni ammuffite e poca Tradizione.

    Quella di Papa Francesco è un cristianesimo che crede in un Dio che sta in mezzo a noi (e sarebbe quindi scortese dargli le spalle rivolgendosi ad oriente) e nel quale la misericordia ha sempre la meglio sulla giustizia e la carità ha il primato sulle regole.

    Ben vengano un rapido cambiamento di rotta ed un profondo rinnovamento nella curia romana: un primo passo per riportare la Chiesa ad essere il luogo di incontro con Cristo.

    1. Caro EfisioBova ,dici bene assistiamo a due visioni della liturgia e della fede,con la differenza che la posizione dell’Altare rivolto ad Oriente sta a significare Rispetto del Signore(il sole che sorge da Oriente e’ infatti simbolo suo),il sacerdote rinnova il Sacrificio del Signore senza voltarGli le spalle a differenza dell’altro.Lex orandi,l’ex credendi.Sia lodato Gesu’Cristo.

    2. Saranno i fatti a dimostrare se la neochiesa ha intrapreso la via giusta.
      Per ora l’affluenza alle Celebrazioni è in costante diminuzione, fonte ISTAT.

    3. Concordo con l’amico Efisio che ci sono 2 visioni del Cristianesimo che si disputano il campo; da sempre infatti lex orandi é lex credendi.
      Non concordo sulle conclusioni: volgersi a Oriente ( come testimoniato dalla liturgia più antica anche prima del IV-V secolo) significa volgersi verso Gerusalemme, il luogo dell’unico Sacrificio del Signore che ci ha redento e che si rinnova sotto le specie del pane e del vino.
      Il Messale di Paolo VI ha introdotto la celebrazione versus populum: nessuno obietta la legittimità ma é evidente il rischio che su ciò si innesti una deriva antropocentrica.
      Per questo ( e soprttutto per tanti altri abusi non imputabili al Messale ma al selvaggio sperimentalismo post-comciliare) l’allora Cardinale Ratzinger aveva già invocato la “riforma della riforma” e parlato anche della celebratio versus Orientem nel convegno di Fontgombault del 2001.
      Questo sui contenuti.
      Quanto al metodo, non é la prima volta in questi 3 anni di Pontificato che assistiamo a metodi da Giunta militare sudamericana e questo lascia disorientati molti cattolici, compreso il sottoscritto.
      Però non bisogna tacere: l’obbedienza filiale al Santo Padre non ci priva della facoltà di giudizio ce ci é stata data da Dio e dei nostri diritti di Christifideles laici riconosciuti dal Codice di Diritto Canonico.

      1. Dico che è ora di fonirla che i preti esuberanti facciano lustro di se stessi come protagonosti favanti al popolo’, l’unico vero amorevole protagonista è Cristo :guardiamo tutti al tabernaco

      2. Caro Massimo,
        concordo cone te: mai tacere. E’ un bene che il dibattito (che è un po’ il discernimento 2.0 di questi anni) sia aperto e ampio il piu’ possibile.

        Proprio il ruolo dei laici rilanciato dal CVII e cosi’ ben descritto nella “Christifideles Laici” ci impone di occuparci della vita della Chiesa

    4. Signor Efisio,

      il suo è un modo egregiamente disonesto di mettere in bocca all’avversario parole che non ha mai detto.
      Rivolgersi ad oriente vuol dire rivolgersi a Dio: che sia vicino o lontano dipende da come si sta vivendo e credendo – il fatto che ci si rivolga a Lui, senza assorbirlo nei nostri progetti, è un punto fondamentale della verità cristiana. Dio rimane Signore e non deve essere cooptato per supportare le ideologie del momento, tra cui quella del politically correct, anche se danno larga possibilità di aver gli applausi della società e far carriera in essa.
      Far coincidere “il popolo” (il “poppolo” di Guareschi) con la volontà di Dio è un mezzuccio propagandistico – peraltro di sicuro successo – che va giustamente sotto il nome di Populismo.
      Quanto al presunto primato della carità sulle “regole”, sarà bene che lei e qualcun altro la smetta con questi giochetti infamanti (perchè, sempre disonestamente, vogliono dire che chi ricorda il dovere ha solo di mira il potere): purtroppo per lei, abbiamo a disposizione milioni di catechesi di Papi, santi e Concili, che spiegano come obbedienza e carità debbano essere uniti (“misericordia e verità si incontreranno”), non disgiunti al fine di raccogliere consensi. Si rilegga le encicliche di San Giovanni Paolo II e le omelie di Benedetto XVI , e mi dica.
      La carità di cui parla lei, quella che scavalca i comandamenti di Dio per assecondare i nostri desideri, è monca: il Figlio si è fatto uomo per salvarci, non per darci il benessere – materiale o spirituale che sia – a questo mondo.

      1. Signor Paolo,

        1) In nessun modo considero un avversario il cardinale Sarah o chi come lei ne condivide la visione. Vi considero come fratelli in Cristo che hanno semplicemente una sensibilità e una visione diversa dalla mia. La storia della Chiesa è piena di dibattiti, anche aspri, attraverso i quali (o nonostante i quali) è cresciuta nell’approfondimento della Verità.

        2) Conosco il significato liturgico del rivolgersi ad oriente. La mia frase “e sarebbe quindi scortese dargli le spalle rivolgendosi ad oriente” era solo una battuta ironica. Quindi non ho messo parole in bocca a nessuno e soprattutto senza “egregia disonestà” :-D.
        Il punto è che un gesto liturgico non è un dogma: è semplicemente un segno che rimanda ad un significato. E’ perfettamente lecito modificarlo o abbandonarlo se è opportuno.

        3) La carità di cui parlo io e quella della Chiesa. (e su questo punto informandosi adeguatamente scoprirà che le omelie di Papa Francesco non differiscono da quelle dei predecessori)

        4) E’ una lettura di comodo, e anche un po’ superficiale, quella che attribuisce al “populismo” e al “politically correct” la radice dei cambiamenti della Chiesa dal Concilio ad oggi.
        Una lettura di comodo che consente di chiudersi imbronciati nel conforto del proprio tradizionalismo e non sfiorare nemmeno con un dito la complessità dei problemi che stanno, di fatto. distruggendo la Chiesa.

        5) Nessun “giochetto infamante”: il primato della carità sulle “regole” non l’ho mica inventato io. Ad esempio San Paolo scrive:
        “Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!”.

        Ma forse per lei anche San Paolo era un populista?

        1. Efisio Bova,

          in verità è lei ad aver esordito accusando il card. Sarah (e coloro che la pensano come lui) di avere una visione del cristianesimo dove (riscrivo testuale) “Dio è lontano e nel quale rimangono ormai solo regole, rituali, tradizioni ammuffite e poca Tradizione”.
          Ora, se questa visione combatte aspramente con quella incarnata da Bergoglio (e per il quale lei evidentemente parteggia) come fa a dire di non considerare Sarah un avversario? Lo è eccome, e su questa battaglia si combatte il futuro del cristianesimo: lei non lo dice esplicitamente, ma è una logica deduzione.
          Inoltre, il suo esordio è stato tipico dello schema bergogliano per cui verso i dissidenti, anziché sforzarsi di confutare le loro opinioni per giungere tutti alla verità, si preferisce inveire accusandoli di mancanza di misericordia, di lanciare pietre, ecc. troncando così sul nascere la discussione.
          Ora dovreste spiegare come:

          a) questo atteggiamento si concilia con la “misericordia” e col costruire ponti, di cui i bergogliani si riempiono la bocca.

          b) si possa accusare qualcuno di fariseismo senza avere la possibilità di “leggere” in foro interno alla persona stessa.

          Venendo al discorso liturgico e alle regole, è quanto meno evidente che le regole siano necessarie, trattandosi del culto pubblico della Chiesa. Se le regole fossero di impedimento alla carità (ma neppure uno iota cadrà!) semplicemente sarebbero da gettare al macero messali, lasciando che ogni “assemblea” si regoli per conto suo: porre norme sarebbe ingabbiare lo Spirito. Non credo che lei pensi veramente questo ma indubbiamente con la posizione secondo la quale la misericordia “supera” la giustizia si avvicina a posizioni di tipo gnostico che istituiscono una contrapposizione tra giustizia e misericordia, tra ragione e fede, tra natura e grazia.

          Saluti

          1. Michele,

            il cardinale Sarah per me non è e non puo’ essere un avversario, ma semplicemente uno che ha una posizione diversa dalla mia. E per quanto ritenga sbagliata la sua idea, non posso che riconoscere in lui un fratello in Cristo.

            Se rilegge attentamente quanto ho scritto non troverà invettive o accuse, tantomeno di fariseismo, ma semplicemente una sintetica (e’ certamente partigiana) rappresentazione delle due posizioni.

            Non ho nemmeno detto che non ci vogliano regole liturgiche (anzi, ci vogliono eccome): ho detto che quelle vigenti introdotte dal CVII mi vanno bene, mentre non mi vanno bene quelle che vorrebbe reintrodurre Sarah.

            Ho semmai evidenziato che le due “sensibilità liturgiche” rimandano a due modi molto diversi di intendere la Chiesa.

            Mi sfugge del tutto il presunto rapporto fra “gnosi” e “misericordia superiore alla giustizia”.
            Quando Giacomo scrive “..il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà usato misericordia; la misericordia invece ha sempre la meglio nel giudizio.”
            non è certo per fare un elogio della gnosi o per creare un contrapposizione.

      2. Pur essendo ortodossa e pro.liturgia tradizionale sono convinta che il problema non sussista.
        Tanto ormai il peggio è fatto.
        Una Chiesa ⛪ senza regole sostanziali che rappresenta le tendenze demoniache in seno alla società.

  3. Che delusione! Preghiamo per il Santo Padre, perché comprenda l’importanza della liturgia nella vita della Chiesa, e per il Card. Sarah, perché non si scoraggi, dopo questa purga ai suoi collaboratori.

  4. Sinceramente la cosa non mi indigna nè mi stupisce.
    Lasciamoli fare.
    Nell’attesa che un prossimo papa provveda ad una seria ed efficace “purga” in senso diametralmente opposto.
    Certo, ci vorrà una “purga” da “cavallo”.
    Resto dell’opinione che perderemo tragicamente tutte le battaglie, ma vinceremo la guerra. Ci è richiesto di perseverare e non disperare.
    L’aiuto verrà dall’alto.

  5. Tutti questi cambiamenti bergogliani vanno nella stessa direzione, la protestantizacione della Chiesa. Lutero ha triunfato in Vaticano. Ma se questo é cosi, come sembra, Bergoglio deve andársene coi luterani e lasciare lébera la cáttedra di Pietro.

      1. Sig. Carlo, se lo Spirito è amato e rispettato, discende. Diversamente sono solo azioni inique di uomini che usano le cose di Dio per i loro personali scopi.

      2. Non sempre. Per questo G.P. II aveva proibito contatti tra cardinali prima del Conclave. Lo Spirito Santo avrebbe dovuto agire su di essi e non influenze umane reciproche

  6. Provengo dal materialismo storico e sono stato un nemico della Chiesa (e automaticamente del Cristo). Sono stato divorzista e abortista. Sono un divorziato (che fa la Comunione con il permesso del vescovo di Macerata con la condizione della castità con mia moglie) e ho assassinato come abortista (e come tale la piaga è sempre aperta).
    Prevenendo da Scientology, dove la tecnologia è scritta e fatta osservare drasticamente, pensavo che la Chiesa avesse la forza di fare rispettare il Vangelo, i Sacramenti, i Sacramentali, eccetera. Invece, mi trovo in un bel conflitto tra i dogmatici fedeli e gli accoliti di Satana infiltrati in massa perfino in Vaticano. Quando vedo le slinguate di Bergoglio ai luterani, il cui profeta è un criminale, che per la sua perversione mentale ha eliminato l’Eucaristia, la più alta magia raggiungibile anche mediante un sacerdote peccatore, che permette di fare avere al cattolico battezzato l’essenza e la forza del Cristo vivente, mi chiedo chi sia questo chierico vestito di bianco venuto a fare fuggire il gregge dal recinto della Chiesa.
    Prendiamo atto e battiamoci come soldati nel nome del Cristo, contro gli infedeli nostri e di tutte le religioni nemiche del Cristo.

  7. Timidamente mi affaccio su questo blog perchè sento il bisogno di dare un modesto contributo di chiarezza. Circa i cambiamenti nella Congregazione di cui si discute, si tratta di vero e proprio “spoil system” che è certo legittimo in politica, mentre in seno a Santa Madre Chiesa mi pare non abbia rapporti di parentela con la “MISERICORDIA” che quest’anno spopola in tutte le chiese.
    Quanto al sig. Efisio Bova, al quale riconosco moderazione nel dibattito, tuttavia ha scritto:”Quella del cardinale (Sarah) rimanda ad un cristianesimo dove Dio è lontano” mentre “quello di Papa Francesco è un cristianesimo che crede in un Dio che sta in mezzo a noi”. Poverino il card. Sarah che ha attraversato tutta la vita lontano da Dio: ma come ha fatto a diventare vescovo e poi cardinale?
    In quanto al cristianesimo di Papa Francesco, ammetto di essere confuso. Mi sfugge la necessità di andare ad una specie di Canossa svedese dove si è celebrata una riforma che ha portato, tra i suoi luminosi frutti, anche l’unione civile del vescovo di Stoccolma (una gentile signora) con un’altra gentile signora, anch’essa pastora protestante.

    1. Chiarisco che il mio non era affatto un giudizio personale sul cardinale (che non conosco di persona e che immagino sinceramente al servizio di Dio) ma una considerazione sullo stile liturgico.

      Non penso che “spoil system” sia la parola giusta: semplicemente questo Papa sta dettando una linea chiara e chiede che i dicasteri siano allineati. E nemmeno “misericordia” è pertinente in questo contesto dove non si parla di peccato o di morale ma semplicemente di linee pastorali e liturgiche.
      Semmai si potrebbe rimproverare a questo Papa di essere poco incline a quella “mediazione” politica che cerca di accontentare un po’ tutti o di far passare le cose lentamente.

  8. Mi scusi ma quella che lei chiama mediazione Sig. Efisio, si chiama paternità che è il metodo usato dai Papi che ho conosciuto nei miei 60 anni. Ogni uomo è ancora di più il dolce Cristo in terra che deve avere a cuore la salvezza delle anime è padre Santo quanto più è figlio di quella Chiesa Santa che deve servire che non ha bisogno di allineati perché deve essere sinfonica come la musica di Dio ha composto e compone e lui ha il compito di dirigere questa divina sinfonia armonica con coro a più voci , come vuole l’autore. La vera Sinodalita’ nella Chiesa Cattolica è data dalla Comunione dei Santi ciascuno con i suoi talenti non è un direttorio che deve dettare la linea. al Santo Padre a cui piace tanto l’armonia spero ne tenga conto da ora in avanti e prego per questo lo Spirito Santo.

  9. Se invece si vuole costruire un partito transnazionale e universale con a cuore le sorti dell’impero penso che sia giusto avere gente allineata alle proprie idee.
    Ma la Chiesadi Cristo non è questo è Cristo non è morto in Croce ed è Risorto per questo. Ma queste cose Sig. Efisio sono certo le capisce meglio di me.

    1. Pero’ il cardinale Sarah non è stato particolarmente paterno o filiale e ha fatto una bella fuga in avanti con la sua dichiarazione, credo anche consapevole del clamore che avrebbe suscitato.
      Pur con tutta la mediazione o paternità (che, concordo, esprime meglio il concetto) ….non credo fosse gisuto lasciarlo al suo posto.

      In questo senso non parlerei proprio di epurazione.

  10. ciò che sconcerta,nell’attuale regime del Vaticano,è l’ambiguità,il doppio senso che quando arriva a toccare la morale diventa un pericolo drammatico.Si continua ad unificare il peccato (che esiste come è vero il demonio) con il peccatore e li si assolve automaticamente.Per la mia ignoranza,rileggendo sempre il s.Evangelo ,Gesù ebbe tutt’altro comportamento.Sono molto turbato e confuso da questo “magistero” moderno stile bergogliano che insegna ad andare in direzione diversa da quella -bimillenaria-insegnata dalla Chiesa .

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